Investire in oro? Cosa sapere, cosa comprare (e non). Un video tutorial per orientarsi fra monete, lingotti, ETF, ETC e fondi auriferi

In queste settimane l’oro si è avvicinato ai massimi storici contro dollaro ma ha superato tutti i massimi precedenti nelle altre valute (euro, renmibi…), mostrando una forza notevole e a 12 mesi è la star degli investimenti e come asset si è comportato meglio di azioni e obbligazioni e anche del cosiddetto oro digitale (bitcoin) che nello stesso periodo in cui l’oro saliva di circa il 20% ha perso il 20%.

Investire in oro, tutto quanto è bene sapere

Dal punto minimo di marzo di quest’anno ci sono società minerarie specializzate nell’estrazione dell’oro che sono raddoppiate di valore e il prezzo dell’oro è tornato ai livelli di 9 anni fa, superando in questi giorni i 1.800 dollari l’oncia (+17,25% da inizio anno). Per gli investitori in euro (senza copertura) siamo ai massimi assoluti mentre le società aurifere che negli anni passati avevano particolarmente sofferto il risk off sull’oro, per quanto siano risalite, risultano mediamente sottovalutate.

C’è chi parla di investire sull’oro come unico investimento “arcisicuro” e quasi infallibile e l’ultima spiaggia per l’investitore. E proclama che siamo in una nuova Età dell’Oro. Ma non perchè le cose stanno andando tutte bene…

C’è chi invece lo considera una contraddizione in termini come investimento perché l’oro non produce nulla e sono molti i rischi collegati all’acquisto sia del metallo giallo fisico che quello finanziario. Dov’è la verità? O almeno come distinguere prima di tutto fra mito e leggende e capire quali sono gli strumenti con cui si può posizionarsi, i pro e i contro?

Su questi argomenti l’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente iscritta all’Albo OCF,  già nella scorsa fine estate aveva preparato una guida gratuita completa (scaricabile all’indirizzo oro.soldiexpert.com ) che si è rivelata molto tempestiva visto che l’oro a 12 mesi è fra i migliori investimenti che un risparmiatore poteva mettere in portafoglio come abbiamo consigliato come consulenti finanziari indipendenti su diversi portafogli.

In questi giorni spinti da numerose sollecitazioni abbiamo pubblicato un video tutorial di aggiornamento  per rispondere alle numerose domande ricevute da parte di piccoli e grandi investitori.

L’oro è veramente un investimento arci sicuro e infallibile? Meglio quello fisico o quello finanziario? Quali gli strumenti più adatti per replicarne l’andamento?

Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, ha partecipato nelle scorse settimane, infatti, a un webinar organizzato da AssoTAG, l’Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall’Autorità Giudiziaria, e Alfonso Scarano, il presidente ha moderato l’evento.

Si è parlato proprio dell’investimento in oro e questo video tutorial a cui può accedere pensiamo che possa essere interessante e risponde ad alcune delle domande che più spesso ci sentiamo fare.

Ricordiamo che il risveglio dell’oro non è in realtà solo da associare solo allo scoppio della pandemia ma il movimento  è iniziato a diventare evidente dalla scorsa estate con acquisti sempre più massicci.

Con in prima fila diverse banche centrali di tutto il mondo (principalmente Cina e Russia ma anche Polonia e Turchia) che si sono distinte negli anni passati per gli acquisti al fine di “de-dollarizzare” parzialmente o semplicemente di diversificare le riserve valutarie. Nell’ultimo decennio la Russia, per esempio, ha quadruplicato le sue riserve auree.

E il Covid-19 sicuramente sta portando sull’oro moltissimi nuovi e vecchi investitori anche perché molti investitori (in Corea del Sud fra i maggiori acquirenti si distinguono le giovani generazioni) guardano all’oro per proteggersi contro gli effetti di un ulteriore shutdown.

Secondo un recente report del World Gold Council, l’organizzazione mondiale che raggruppa i produttori di oro fisico, gli ETF garantiti dall’oro hanno registrato il loro settimo mese consecutivo di flussi positivi, aggiungendo 104 tonnellate a giugno – equivalenti a 5,6 miliardi di dollari statunitensi o il 2,7% delle attività gestite (AUM) – portando le partecipazioni globali ai nuovi massimi storici di 3621 tonnellate.

Un numero molto alto ma considerata la finanziarizzazione dell’economia meno di quello che si potrebbe pensare visto che il Paese con le riserve auree più elevate al mondo sono gli Stati Uniti con 8.133,5 tonnellate, seconda la Germania con 3.366 tonnellate e sul podio troviamo per una volta l’Italia con 2.451 tonnellate (in realtà prima di noi ci sarebbe il Fondo Monetario Internazionale con 2.814 tonnellate).

In pratica, quindi, oggi tutti i detentori di oro fisico tramite ETC con il mese di giugno rappresentano virtualmente il 2° detentore al mondo con 3.621 tonnellate.

Le ragioni principali dietro il grande rialzo dell’oro

Le turbolenze economiche create dalla pandemia hanno spinto la richiesta di oro da investimento tramite naturalmente non solo prodotti finanziari ma anche monete d’oro e lingotti d’investimento COVID-19 e in particolare gli investitori statunitensi sono in questo momento fra i maggiori compratori che riflettono le preoccupazioni degli investitori in merito alla ripresa economica e ai tassi di infezione.

Gli stimoli monetari senza precedenti che le banche centrali globali stanno mettendo in atto nel tentativo di supportare le rispettive economie, mantenendo tassi di interesse ai minimi favorisce l’oro.

Il costo opportunità di detenere infatti l’oro rimane basso, poiché la continua attività della banca centrale mantiene bassi o negativi i tassi di interesse, mentre diversi paesi continuano a sperimentare alti livelli di tensione o potenziali disordini.

Tra gli altri fattori che il World Gold Council sottolinea per spiegare il trend rialzista ci sono anche le rinnovate tensioni geopolitiche (sulla questione di Hong Kong) e commerciali tra Stati Uniti e Cina, oltre a un dollaro sempre più debole da ricondurre alle mosse di politica monetaria delle banche centrali.

I titoli auriferi ovvero delle società che estraggono oro stanno naturalmente beneficiando di questo flusso di acquisti sull’oro e rispetto al passato diverse operazioni di fusione e acquisizione nel settore le rendono finanziariamente più forti, ben gestite e redditizie. E con l’oro su questi livelli o superiori beneficeranno di un apprezzamento dei prezzi dell’oro che avrà l’effetto di migliorare ulteriormente i loro margini e i loro bilanci in un universo d’investimento molto ampio che vede quasi 2.000 società quotate di cui 200 con capitalizzazione di oltre 500 milioni di dollari. Di fronte alla forte domanda globale, l’offerta si sta prosciugando perché negli ultimi anni le scoperte di nuovi siti produttivi sono diventate sempre più rare.

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