Investire in commodity e materie prime agricole. Ecco cosa sta succedendo in questo pazzo pazzo mondo

Nell'ultimo anno alcune materie prime agricole sono salite molto, sarà boom? Il commento in questo appuntamento della Lettera Settimanale

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La settimana è iniziata lavorativamente in fortissima salita, ma la speranza che mi sorregge è trascorrere a partire da venerdì il primo weekend fuori comune, fuori provincia e fuori regione con la mia famiglia.

Cosa che io, come milioni di altri italiani, non faccio da molti mesi e a questo punto spero solo che non ci si metta la pioggia di traverso o Saturno (e Speranza) contro.

D’altra parte viviamo tempi strani, come racconto nel commento ai mercati, e lo scorso anno anche in un settore considerato tranquillo e al riparo da forti oscillazioni come quello alimentare abbiamo visto numeri all’ingiù e all’insù pazzeschi.

Boom della vendita del caffè in cialde, dei cibi per animali, degli integratori alimentari, della passata di pomodoro, della farina, ma anche della tequila negli States, mentre hanno sofferto e non poco i produttori di vino, champagne e birra per la chiusura dei locali e il divieto agli eventi dal vivo.

Alcune materie prime agricole, come è noto, sono molto salite nell’ultimo anno come per esempio l’olio di semi di soia (+51% da inizio anno), il granoturco (+40,7%), i semi di soia (19%), lo zucchero (+17%).

 

Materie prime agricole

 

La corsa all’acquisto della Cina e la diminuzione delle scorte sono i due elementi che hanno innalzato a massimi pluriennali i prezzi dei prodotti e di questo stanno beneficiando anche i produttori di macchine agricole e non a caso i cinesi di Faw avevano messo gli occhi su CNH Industrial (Exor ha deciso ora di non venderla e di procedere a un prossimo scorporo), mentre su Carraro la famiglia proprietaria ha pensato di togliere la società da Piazza Affari dopo anni di delusioni patiti dagli azionisti di minoranza.

Un fenomeno quello del “delisting a tradimento” piuttosto antipatico di cui più volte abbiamo denunciato il fenomeno e il pericolo per i piccoli azionisti italiani fondamentalisti estremi (quelli che comprano un’azione a 8 euro, poi scende magari a 4 e ne comprano ancora, poi l’azione scende a 2 euro e l’azionista di maggioranza a 3 euro con un “premio del 50%” toglie la società dal listino, lasciandoli cornuti e mazziati).

Sul tema delle materie prime, secondo Jim Rogers, famoso investitore statunitense, ex socio di George Soros, le commodity in generale e quelle agricole sono comunque sempre il futuro (ma lo diceva anche nel passato e sono scese poi fino ai minimi ventennali).

In un webinar organizzato qualche settimana fa dal China Post Global ha spiegato la sua preferenza per le materie prime agricole (oltre che per i metalli preziosi): “Negli Stati Uniti l’agricoltore medio ha 58 anni, in Giappone ha 66 anni. E in India il tasso di suicidi tra gli agricoltori è a un livello record. È quindi solo questione di tempo prima che l’approvvigionamento alimentare diventi scarso”.

 

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Ciò farebbe aumentare il prezzo delle materie prime agricole che, secondo Jim Rogers, hanno un buon potenziale di prezzo se non altro perché negli ultimi anni sono state un disastro.

Intanto, a proposito di bolle speculative e ribassi epici, ho scoperto incuriosito dalle lunghe code di adolescenti, nei negozi in varie città italiane, il tè con le bolle (bubble tea), che vi sconsiglio e che è una bevanda asiatica che sta spopolando in tutto il mondo servita in locali da mezza lira preparata con perle gelatinose che vengono mescolate a un tè con la frutta o aromatizzato con gusti dolcissimi e improbabili. Queste bolle trasparenti in fondo al bicchiere sono prodotte dalla tapioca e in particolare una varietà nera specialità di Taiwan, la boba.

Il tè “boba” è stato il prodotto di consegna più popolare dall’inizio della pandemia di coronavirus in diversi Stati americani, tra cui California, Hawaii e Michigan.

Ho letto poi, in questi giorni, sul quotidiano Le Monde, che c’è un’emergenza mondiale in più in questo momento anche di questo prodotto alimentare, la boba, insieme ai semiconduttori perché c’è un arretrato di spedizioni pazzesco su quasi tutto ciò che viene spedito dall’Asia agli Stati Uniti.

Poi non ditemi che non viviamo in un pazzo pazzo mondo!

Stai bene ed investi bene,

 

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF