Attenzione a investire nel private equity: è come essere in una giungla!

Secondo un articolo del Financial Times investire nel private equity è come camminare nella giungla, visti anche gli alti costi. Ecco perché

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

Il private equity è una delle forme alternative di investimento di cui si sente spesso parlare. Un tema molto discusso quello del private equity visto che rispetto a un classico investimento in questa tipologia il capitale viene destinato a una società non quotata in Borsa e per questo rientra tendenzialmente in una sfera di investimenti ad alto rischio. Un interessante articolo del quotidiano inglese Financial Times affronta lo spinoso tema.

Abrdn, asset manager di FTSE 100, sta concludendo un accordo per acquistare Interactive Investor, il secondo “supermercato di fondi” più grande del Regno Unito, per 1,5 miliardi di sterline, nel tentativo di approfondire la sua attività diretta al consumatore. Segnerebbe la mossa più accattivante mai fatta dall’ad di Abrdn, Stephen Bird, e annullerebbe i piani di Interactive Investor per un’offerta pubblica iniziale e quotarsi così sul mercato.

 

 

Private equity, quanto mi costi?

 

“Ma dove sono gli yacht dei clienti?” chiese Fred Schwed nel suo libro del 1955. Nell’aneddoto del titolo, un visitatore di New York ammira gli yacht dei banchieri e dei broker, e poi si chiede ad alta voce dove fossero tutti gli yacht dei clienti. Ovviamente non ce n’erano. La premessa del libro, e una perenne frustrazione degli investitori, è che c’è molto più denaro nel fornire consulenza finanziaria che nel ricevere consulenza finanziaria.

Un’attuale iterazione di ciò si sta verificando nel settore del private equity. Secondo Chris Flood del Financial Times i gestori di private equity stanno sfruttando commissioni e spese non proprio trasparenti per aumentare i propri profitti. Pensano a far pagare il conto agli investitori per tutto oltre alle già piuttosto costose commissioni “due e 20” ossia in gergo “two and twenty” (il 2% di commissioni di gestione annue e il 20% di commissioni di performance, ndr).

“Questo allineamento di interessi tra investitori ignari e gestori di private equity che accumulano spese su di loro a propria discrezione è ‘completamente sbagliato’”, afferma Ludovic Phalippou, professore di finanza alla Saïd Business School dell’università di Oxford.

… continua a leggere su SoldiExpert Lab

SoldiExpert LAB SoldiExpert LAB