45 anni fa nasceva il primo ETF. All’epoca un fiasco, oggi questo è il Fondo n.1 al mondo

Sono numerosissimi i risparmiatori che decidono di investire in ETF. Quando sono nati 45 anni fa erano un fiasco, oggi sono i primi fondi al mondo e stanno soppiantando in tutto il mondo i fondi d’investimento. I fondi sono destinati a fare sempre più la fine del dodo?

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

(parte del contenuto di questa analisi è stata pubblicata in anteprima nella nuova Lettera Settimanale che viene inviata ogni martedì agli iscritti al nostro sito insieme ad altri contenuti speciali: è possibile registrarsi gratuitamente qui nel caso non si fosse già registrati al nostro sito)

Dopo la settimana di Ferragosto si riparte al piccolo trotto e nel nostro caso con il verde delle Langhe ancora negli occhi, le vigne e i noccioleti che ricoprono intere colline e mi ha fatto specie leggere nel fine settimana sul Financial Times un articolo, secondo me, senza né capo, né coda piuttosto superficiale che è diventato rapidamente fra i più letti sul sito inglese e rilanciato stamane dalla stampa francese.

Si spiega in questo reportage che gli agricoltori italiani temono per la loro terra, poiché la spinta del produttore di Nutella, Ferrero, a impiantare noccioleti sta “alimentando un contraccolpo ambientale nelle comunità rurali” raccogliendo nell’articolo alcune proteste di “ambientalisti italiani” che sostengono che in pratica in Italia oramai si piantano alberi di nocciola dappertutto compreso “vicino al mare”.

L’articolo era corredato da una foto di 4 persone ciascuna con un cartello in mano di protesta.

Ai lettori del più importante quotidiano finanziario europeo le nocciole italiane interessano più dell’economia afghana e del prossimo G7 di emergenza e pazienza se il principale produttore di nocciole al mondo è la Turchia (dove la BBC documentò un intenso utilizzo del lavoro minorile) che produce annualmente 8 volte la produzione italiana.

Se compri dall’estero le nocciole è un problema (e la Ferrero qualche anno fa ha subito queste accuse sulla Nutella), ma se spingi la produzione locale e cerchi di impedire l’abbandono dei terreni agricoli (spesso non coltivati) è sempre un problema.

Viviamo, insomma, tempi complicati dove qualsiasi cosa è sempre sbagliata perché “se non danneggia l’ambiente, danneggia o sfrutta le persone o manca di considerazione per la diversità o per le generazioni che ci saranno tra 200 anni” ha giustamente rilevato un lettore del Financial Times che, come me, non mangia la Nutella (a lui non piace, a me fa male, purtroppo) e non produce nocciole ma non sopporta le tesi “talebane”.

Intanto, da quando gli islamisti sono saliti al potere a Kabul, più di una settimana fa, le banche in Afghanistan sono state chiuse e molti uffici sono rimasti vuoti. Il governatore della banca centrale del paese, Adschmal Ahmati, è fuggito dal Paese e su Twitter ha fatto sapere che circa 7 miliardi di dollari (6 miliardi di euro) delle riserve sono in custodia presso la banca centrale degli Stati Uniti e di questi, 1,2 miliardi di dollari sono in lingotti d’oro.

Gli Stati Uniti e le organizzazioni internazionali hanno congelato la maggior parte delle riserve valutarie dell’Afghanistan e la guerra sotterranea si sta spostando su questi soldi e gli aiuti che non sono proprio “noccioline”.

 

Lettera Settimanale

LA NOSTRA LETTERA SETTIMANALE... WOW!

Tieni sempre acceso un radar sui mercati! Ricevi gratis, ogni martedì, il meglio delle nostre analisi sulla tua casella email

Acconsento al trattamento dei dati per scopi di marketing, comunicazione e promozione da parte esclusiva di SoldiExpert SCF. I miei dati non saranno trasmessi a terzi e trattati nel rispetto della normativa

 

Ci ha scritto ancora un risparmiatore sul caso H2O che continua a far slittare il rimborso della parte illiquida (“side pocket”) di questi fondi d’investimento un tempo recente considerati il “mmejjo ar monno” fra i fondi d’investimento e abbiamo provato a fare un punto dal titolo “Investire nei fondi H2O: luce in fondo al tunnel per i risparmiatori? L’intricata vicenda e gli ultimi sviluppi” che conferma quello che spieghiamo da tempo sul rischio dei fondi e gestori “superstar”.

Corsi e ricorsi storici. Quarantacinque anni fa nel 1976, Vanguard lanciava il First Index Investment Trust, il primo fondo d’investimento indicizzato al dettaglio (l’antenato dei moderni ETF) definito allora con scherno da alcuni come “la follia di John Bogle“.

Oggi questo prodotto è diventato il più grande fondo comune d’investimento al mondo ed è noto come Vanguard 500 Index Fund e abbiamo pubblicato proprio in questi giorni con uno speciale sugli ETF che stanno soppiantando in tutto il mondo i fondi d’investimento.

Destinati a fare sempre più la fine del dodo (un uccello estinto) come sta avvenendo nei Paesi con legislazioni più avanzate per la tutela del risparmio (non è il caso dell’Italia) e investitori più maturi (non è il caso dell’Italia) tranne naturalmente le debite eccezioni che dovrebbero essere inquadrate (e pesate) come tali.

Qualcosa che non avviene in Italia vediamo spesso nei check up che come consulenti finanziari indipendenti offriamo con grande impegno e trasparenza ai risparmiatori, dove purtroppo rileviamo come banche e reti continuano a tosare grossolanamente i risparmiatori per prodotti privi di qualsiasi valore aggiunto sia in termini di maggiori rendimenti che di minori rischi e caratterizzati solo da maggiori costi (3% all’anno per dei fondi che fanno molto peggio del mercato).

Una conferma arrivata anche questa settimana da un’analisi della Fabi, il sindacato dei bancari, che ha evidenziato come per le banche italiane sono le commissioni da prodotti finanziari e assicurativi a reggere più sempre i ricavi e non l’attività legata all’intermediazione del credito.

Le banche sempre più come negozi finanziari … e secondo Sileoni su risparmio tradito, banche e risparmiatori sta per iniziare la nuova stagione.

Vedrai che su Netflix prima o poi ci scappa una serie.

Non una novità per chi ci legge e segue.

Stai bene, investi bene

 

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF