IL RISPARMIATORE? IN BANCA NON SA QUELLO CHE COMPRA E LA BANCA SE NE APPROFITTA PER POMPARE I RICAVI

Salvatore Bragantini, ex Commissario Consob (1996-2011) e attualmente amministratore non esecutivo di Società Esercizi Aeroportuali – Sea SpA e di Indaco Ventures SGR, gestore di fondi alternativi, sul CorrierEconomia fa un ritrattino non esattamente edificate delle banche (che conosce bene avendo ricoperto importanti incarichi in passato presso diversi istituti di credito). Il risparmiatore/cliente? Un soggetto che serve per far quadrare i conti secondo Bragantini.

 

 

“Dato che non guadagnano abbastanza col credito, le banche stanno diventando supermercati finanziari, sempre più on line e meno in filiale. I loro margini oggi vengono soprattutto dalle commissioni caricate ai clienti sui prodotti che essi comprano, spesso senza capirli, collocati da reti pesantemente incentivate.”

Il conflitto di interesse tra la banca e il cliente fa spesso capolino. “Gli interessi della banca e quelli dei clienti sono spesso opposti” e la mancanza di trasparenza all’ordine del giorno. Le banche scrive Bragantini “prima disegnano i prodotti su cui guadagnano di più, poi pensano a come venderli e a chi.”

E quali sono le banche che con i loro business riescono a ricavare più margini? “Banca Generali ha margini da commissioni di 490 milioni e un rapporto cost/income del 33% – spiega Bragantini – Mediolanum è a 833 milioni e al 37%, mentre Eurizon, fabbrica di asset management di Intesa Sanpaolo, sta a 800 milioni e al 18,7%. I loro margini lordi sono rispettivamente del 67, 63 e dell’81%!”
In Italia ogni banca ha la sua riserva di caccia “Non è un lavoro riservato ai premi Nobel, e vien da chiedersi come possa una «normale» impresa di servizi vantare margini simili – accusa Bragantini – È molto probabile che essi siano dovuti alla scelta, non già dei prodotti più adatti ai clienti, bensì di quelli più remunerativi per la casa, scelta facilitata da un regime di concorrenza fra gestori particolarmente «rilassato»; ciò anche per la forte segmentazione dei mercati nazionali, che consente loro di disporre di autentiche «riserve di caccia», ove la selvaggina è ricca e, per ora, garantita.”

 

 

E anche un po’ fessa aggiungiamo noi di SoldiExpert SCF, visto che analizzando i dati di marzo abbiamo scoperto che ci sono fondi che nonostante performance pessime, commissioni da amatore e varie scorrettezze nel calcolarle, registrano incredibilmente una raccolta positiva. Bravissimi i collocatori (che sarebbero tranquillamente in grado di vendere ghiaccio agli eschimesi) ma quanto sono vittime predestinate a volte certi clienti?
Noi come società di consulenza finanziaria indipendente troviamo fuori dal mondo che accadono queste cose anche perché vediamo troppe volte la trasparenza resa obbligatoria per legge violata a danno dei risparmiatori. E pazienza se ci stiamo facendo dei nemici… Anzi a breve ci saranno delle importanti novità per gli iscritti alla nostro sito.

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