Investire sulla Germania: il dopo Merkel non agita i mercati. I vaccini trascinano i listini tedeschi

Investire sulla Germania? Il tramonto dell'ipotesi di una coalizione di governo tra Spd, Verdi e Sinistra allontana la paura di altre tasse. Ecco i titoli interessanti

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Dopo le elezioni in Germania che hanno visto il crollo della Cdu/Csu fervono le trattative e tutto può succedere compreso il ritorno al governo del partito della Merkel superato dalla Spd di Olaf Scholz.

I mercati non hanno dato un gran peso a queste elezioni anche perché lo scenario peggiore non si è materializzato (il totale dei seggi è risultato sotto l’asticella) ovvero una coalizione rossa accesa formata da SPD, Verdi e Sinistra che veniva considerato anticamera di tasse più elevate, patrimoniale e maggiore regolamentazione.

Insomma, sembra di essere in Italia e in Germania i 2 partiti storici e più importanti che qualche lustro fa valevano i due terzi dei voti e quasi mai andavano sotto il 30% oggi non arrivano insieme al 50%.

Nella sua ultima cover story, la rivista “Economist” certifica che la Germania non è solo nel caos in termini di politica economica. Troppo è stato lasciato indietro. E la presunta superiorità morale tedesca soprattutto se si guarda alla finanza è qualcosa di molto gonfiato.

Lo scandalo delle emissioni truccate della Volkswagen ha 6 anni e prima c’erano stati altri scandali in Germania. La stessa Volkswagen prima aveva offerto denaro ed escort a dei sindacalisti presenti nel cda della società in cambio di voti all’interno dello stesso consiglio…

Nel 2006 anche le mega tangenti (1,5 miliardi di euro) pagate da Siemens per aggiudicarsi appalti in tutto il mondo. E la lista è lunga. Da Deutsche Bank con la manipolazione del tasso Libor alle innumerevoli cause del gruppo Bayer ed è ancora in piedi in Germania uno dei più giganteschi casi di frode bancaria mai congegnata da finanzieri e banchieri tedeschi sul meccanismo del rimborso sulle tasse pagate sui dividendi (Cum Ex).

Rimborsi fiscali per le transazioni illegali di azioni a danno di diversi Stati europei fra cui la stessa Germania, Francia e Italia in primis.

Il mercato azionario tedesco con l’indice Dax è sceso intorno ai 15.000 punti dall’inizio di novembre 2020, quando è iniziata la cosiddetta manifestazione dei vaccini, il Dax è aumentato di circa il 38%.

Uno dei campioni mondiali del settore è nato in Germania, Biontech (che l’ho commercializza poi con Pfizer), e si calcola che la produzione dei vaccini aumenterà il Pil tedesco di circa lo 0,5%.

Il listino tedesco è piuttosto “old economy” con un forte peso del settore chimico, finanziario e automobilistico e fra i giganti come capitalizzazione sopra i 100 miliardi di euro spiccano Sap (informatica), Linde (gas tecnici), Siemens e Volkswagen.

Dopo lo scandalo Wirecard (un anno fa uscito dal Dax per bancarotta fraudolenta dopo che era stata considerata per lungo tempo la PayPal tedesca) l’indice principale è passato da 30 a 40 titoli con l’ingresso di società più digitali come Zalando (abbigliamento in e-commerce), Hello Fresh (kit preparazione pasti a domicilio) o chimiche come Brenntag e Symrise (aromi e fragranze).

Un mercato azionario fra i più importanti in Europa con un rendimento medio fra i migliori nell’ultimo ventennio e che ha goduto dell’effetto Merkel che ha spinto il Pil tedesco a crescere in 16 anni perfino più di quello statunitense. Ora inizia una nuova sfida per il suo successore chiunque esso sia anche perché ci sono dossier in arretrato in Germania come il tema delle infrastrutture e quello della digitalizzazione. Ma resta comunque uno dei locomotori dell’Europa.

 

Il dopo Merkel agita i mercati? I titoli da tenere d'occhio

 

Questo contributo dell’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF è stato pubblicato in parte sul quotidiano La Verità il 7 ottobre 2021.