Cosa è successo al mercato delle materie prime? Una settimana di riflessione dopo una forte ascesa

Il mercato delle materie prime registra perdite e mostra una tendenza in rosso. Ecco perché sta succedendo e quali sono le previsioni

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Come si sta muovendo il mercato delle materie prime? Nella settimana passata come rilevato dal quotidiano tedesco Handelsblatt e da altri quotidiani risulta evidente come le materie prime come oro, petrolio, rame e mais hanno perso una parte del loro valore dopo un significativo boom. In parte, questo è dovuto all’apprezzamento del dollaro, ma ci sono anche altri fattori da considerare.

 

Materie prime: ecco quanto hanno perso

Il rally sui mercati delle materie prime sembra essersi concluso per il momento. I metalli preziosi, l’energia e le materie prime industriali, nonché i titoli agricoli, registrano perdite a doppia cifra su base settimanale.

Il prezzo del legno alla borsa merci di Chicago è diminuito del 45 percento nelle ultime sei settimane. Anche il mercato del rame si è notevolmente raffreddato. Qualche settimana fa, il marchio di $ 11.000 per tonnellata era ancora in vista, ma il prezzo è attualmente di $ 9200.

L’oro ha registrato più grande perdita settimanale in 15 mesi. Il prezzo del metallo giallo è attualmente di circa 1790 dollari, circa il 4,5% al di sotto del livello precedente. Nel caso dell’argento, la perdita è anche leggermente maggiore circa il 4,6%. Platino e palladio sono in rosso tra il sei il nove per cento, mentre il rame sta perdendo quasi l’otto percento.

Continua il calo dei prezzi anche sul mercato del petrolio. Un barile di Brent costa circa 72 dollari, dopo che mercoledì era poco meno di 75 dollari. La varietà americana WTI è appena al di sopra della soglia dei 70 dollari. Il prezzo del gas naturale è sceso di circa il 2% a 3,20 dollari.

E sembra che questa discesa non abbia risparmiato nemmeno le materie prime agricole: i contratti futures sui titoli agricoli registrano pesanti perdite. Su base settimanale, il prezzo della soia è sceso di oltre l’8%. I futures sul mais sono diminuiti del 19% e sono diminuiti anche quelli sul grano.

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