Investire nella terra come se fosse un Warhol. 12 milioni di euro per ettaro per un vigneto in Francia. Ma anche la bike economy vola e la pandemia chissà quando finirà

"Revenge spending" da post chiusure. C'è una parte dell'economia che soffre ma ci sono anche consumatori desiderosi di spendere per "vendicarsi". Dal boom delle bici ai prezzi folli dei vigneti nel Bordeaux questa pandemia (che chissà quando finirà veramente) è sempre una sorpresa anche nelle conseguenze. Ne parliamo nella Lettera Settimanale

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Sono reduce da un fine settimana a Torino dove ho accompagnato mia madre ultra 80enne a fare il vaccino.

Tutto bene, anzi benissimo e grande organizzazione grazie ai medici volontari come gli alpini e carabinieri in congedo che fanno funzionare la “macchina”.

Sono passato, poi, per il centro storico di Torino sabato e ho visto file di code nei negozi di abbigliamento per ragazzi (ma anche da Louis Vuitton di cui parlo nel commento sotto insieme a una ricognizione interessante, spero, sul mercato azionario francese) che nemmeno a Londra nel primo giorno dei saldi e ne sono rimasto sinceramente colpito visto che, abitando in un piccolo comune under 10.000 abitanti, non sono più abituato alle “folle”. E di questo periodo in “pieno” confinamento una cosa del genere non te l’aspetti.

Anche ai grandi magazzini OVS in Via Roma a Torino c’era la coda (e pure lunghissima) per entrare e certo c’entrano le misure di contenimento che oggi obbligano a controllare quante persone sono contemporaneamente presenti nei locali, ma vi assicuro che il fenomeno del “revenge shopping”, di cui avevamo parlato un anno fa e ora ho visto in azione, non è qualcosa di teorico e non capita solo in Asia.

Un termine quello di “revenge shopping o spending” che potremmo tradurre “acquisti per vendetta”. Una vendetta contro nessuno, ma contro il coronavirus e l’isolamento e basato anche su acquisti “liberatori” per gratificarsi, nonostante ci sia una larga parte della popolazione in grande sofferenza economica.

Quando usciremo definitivamente dalla pandemia non è in verità chiarissimo nemmeno a n.1 del big pharma mondiali e abbiamo raccolto su SoldiExpert LAB quello che più ci ha colpito di un’intervista all’ad di Pfizer, Albert Bourla, e di alcuni report sull’argomento.

Le persone che hanno ricevuto il vaccino da Pfizer dovranno ricevere di nuovo una dose, ha fatto capire Bourla in una successiva intervista a quella rilasciata a un network di quotidiani europei: “Un’ipotesi plausibile è che sarà probabilmente necessaria una terza dose, tra sei mesi e dodici mesi, e da lì, ogni anno, ci sarà nuovamente una vaccinazione, ma tutto questo deve essere confermato”.

Questa la pillola rossa. La pillola blu, quella positiva è che secondo questo ex veterinario di Salonicco diventato negli Stati Uniti l’amministratore delegato di una delle società farmaceutiche n. 1 al mondo, è che tutto potrebbe essere gestito nel futuro come un’influenza con i richiami annuali.

“Ci vaccineremo e vivremo pienamente le nostre vite, questo è lo scenario più probabile” secondo Bourla che fa l’esempio di Israele che ha vaccinato completamente quasi il 60% della popolazione e visto il ritorno alla quasi normalità con le persone a frotte in strada da ieri senza mascherina (resta ora l’obbligo ancora nei luoghi chiusi fino a nuovo ordine) e che dal 23 maggio dovrebbe riaprire completamente le frontiere ai turisti (vaccinati) da tutto il mondo.

Un settore che lo scorso anno nonostante la pandemia (o grazie paradossalmente anche alla pandemia) è andato alla grande è stato, invece, quello della bicicletta.

 

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Durante la crisi del ’29 uno dei settori che non solo resistette alla crisi, ma ebbe un vero e proprio boom, fu quello delle 2 ruote (l’economista-guru Ravi Batra di cui vi ho parlato settimana scorsa negli anni ’80 pubblicò delle statistiche molto dettagliate) insieme alla formazione.

Ho seguito in questi mesi con attenzione questo settore e anche quello dell’e-bike che sta vivendo un momento di boom.

Come testimoniato anche dai multipli in operazioni di private equity come nel caso del produttore tedesco di biciclette Canyon Bicycles, passato recentemente di mano con una valutazione di 800 milioni di euro, il doppio del fatturato e oltre 13 volte l’utile pre-tax.

Quando qualcuno dice che le valutazioni borsistiche attuali sono troppo elevate, come abbiamo spiegato la settimana scorsa, dovrebbe ragionare in termini più articolati per non fare ragionamenti da bar, anche se non so se è politicamente corretto oggi dire una cosa del genere.

Come nella media del pollo di Trilussa ci sono società valutate in modo esagerate ma anche molte gemme spesso nascoste.

La situazione economica mostra segni di fortissima ripresa dove la campagna vaccinazione sta procedendo bene ma indubbiamente bisogna fare presto in molte nazioni nel mondo perché i dati ci dicono che il Coronavirus non è scomparso ma anzi a livello mondiale stanno aumentando i casi nell’ultima settimana (+12%) e i decessi (+7%).

Su SoldiExpert Lab, il canale di approfondimento e beneficenza di SoldiExpert SCF, abbiamo dedicato un interessante report (anche sul fronte delle società quotate nel mondo coinvolte) a questo settore che sta pedalando… benissimo. E che evidenzia come in questo momento in molti settori (compreso questo) il problema vero sia soprattutto la situazione difficile con le catene di approvvigionamento internazionali.

Non perdetevi il commento ai mercati sottostante dove parliamo della Francia e, a proposito, se avete un pezzo di terra sognate con la vendita fatta la scorsa settimana a Saint-Emilion nella zona del Bordeaux dove è passato ufficialmente di mano dopo una serie di rilanci e capovolgimenti di fronti incredibili un vigneto storico alla cifra record di 75 milioni di euro per 6 ettari.

Parliamo di 12 milioni di euro per ettaro e dello Château Beauséjour che produce un Premier Grand Cru Classé di Saint-Émilion. Vino rosso insomma avrebbe detto mio padre dove ti vendono al prezzo di una botte una bottiglia (mediamente 150 euro da 0,75 ml ma sono quasi introvabili).

Un vino bordolese ritenuto fra i migliori di tutta la produzione francese, come dimostrano gli alti punteggi assegnati a livello mondiale da diversi critici internazionali.

 

Le nuove regine del Bordeaux francese

 

Ad aiutare l’attuale proprietà a mantenere l’appezzamento il soccorso della famiglia Courtin, proprietaria del gruppo Clarins (società francese di lusso per la cura della pelle, i cosmetici e i profumi).

Nessun calcolo economico basato sui flussi previsti può giustificare una simile valutazione dal punto di vista dei fondamentali, ma evidentemente un investimento trofeo (come acquistare un’opera d’arte) e la gestione della vigna e della cantina sarà affidata a Joséphine Duffau-Lagarrosse, 30 anni, una delle ereditiere della tenuta che ha coinvolto finanziariamente un’altra donna e ricca ereditiera (Prisca Courtin-Clarins della famiglia Clarins) a mantenere la proprietà.

Stai bene, investi bene (e bevi bene),

 

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF

 

 

 

 

 

 

P.S. A proposito di Francia di cui parlo in questo articolo più diffusamente sul fronte azionario e economico va ricordato che la baguette concorrerà nel 2021 per l’iscrizione nel patrimonio immateriale dell’Unesco, l’ambitissimo riconoscimento attribuito ogni anno dall’organismo Onu per Scienza, Educazione e Cultura.