IL SIGNOR MULLER DALLA GERMANIA RIGUARDO GLI EUROBOND E NOI ITALIANI CI FA SAPERE CHE VIVIAMO SOSTANZIALMENTE AL DI SOPRA DELLE NOSTRE POSSIBILITA’

Ieri sul quotidiano tedesco Handelsblatt è apparto un articolo sulle relazioni diplomatiche Germania-Italia ai minimi storici e dove traspare un po’ di risentimento contro un tweet della Regione Lombardia che ha ringraziato tutti i numerosi Paesi del mondo che hanno inviato dispositivi di protezione per gli ospedali, medici, respiratori. Con l’eccezione proprio della Germania “sebbene gli aerei tedeschi abbiano trasportato 43 italiani gravemente malati per il Coronavirus in Germania per le cure, la Repubblica federale ha pagato le cure e Berlino ha consegnato più di sette tonnellate di aiuti, la Germania non ha avuto una menzione”.
Nell’articolo si spiega come sullo sfondo fra queste relazioni gelide fra Italia e Germania la vera disputa all’interno dell’Unione Europea riguarda gli strumenti di finanziamento per combattere la crisi economico-finanziaria.

 

 

“Nessuno deve agire come il migliore della classe” ha cercato di convincere i tedeschi il premier italiano Giuseppe Conte nell’intervista al quotidiano “Süddeutsche Zeitung” che ha avuto una larga eco in Germania.
Gli italiani premono per arrivare a strumenti di debito comune per combattere la crisi come gli Eurobond mentre alcuni Paesi del nord ritengono pericoloso e ingiusto fare “cassa comune”.
Ci sembra molto interessante pubblicare un commento (tradotto da noi in italiano quindi qualche piccolo errore è possibile) di un lettore del quotidiano Handelsblatt a questo articolo. Ecco cosa dice il signor Muller che rappresenta un pensiero abbastanza diffuso della “pancia del Nord Europa”.
“La Germania è uno dei Paesi con la più alta pressione fiscale. I livelli quasi unici di tasse e imposte in tutto il mondo non riguardano solo i privati ma anche le aziende.
I pensionati tedeschi sono tra i più poveri di tutta Europa. Molti pensionati tedeschi dipendono dal sostegno statale, anche se hanno lavorato una vita. La Germania ha una delle età di pensionamento più elevate.
Secondo il rapporto sulla prosperità, la “media tedesca” si colloca nel confronto europeo all’ultimo terzo!
È giusto che i Paesi con meno tasse e imposte e con il più alto numero di pensionati “anticipati” richiedano ancora più solidarietà dalla Germania? Non sarebbe più giusto e più solidale se questi Paesi prima aumentassero le loro tasse e imposte a livello tedesco e lasciassero lavorare i loro pensionati come in Germania e adeguando le loro pensioni al livello tedesco?
In particolare, l’imposta tedesca sulle donazioni e le successioni per coniugi e figli indebolisce il contribuente tedesco della sua ricchezza e la classe media. Questa imposta è completamente sconosciuta in molti Paesi in termini di tipo o importo. L’Austria ha riconosciuto l’effetto controproducente economicamente di questa imposta su coniugi e figli e l’ha abolita nel 2008.
Molti Paesi chiedono ancora più solidarietà e maggiori aiuti monetari dalla Germania. Prima che la Germania aumenti le tasse per il popolo tedesco o introduca nuove tasse come le tasse obbligatorie, gli Stati che sollevano pretese dovrebbero almeno aumentare le tasse a livello tedesco!
È estremamente poco solidale e antisociale chiedere ancora di più ai soggetti che pagano maggiore tassazione, mentre i propri popoli vivono comparativamente in paradisi fiscali e diventano sempre più ricchi dei soggetti più tassati!”.

 

 

Premesso che non sapevamo di vivere in Italia in un paradiso fiscale (per chi le tasse le paga naturalmente) cosa ne pensate di questa lettera? Ha solo torto il signor Muller o qualche argomento che solleva (e che rappresenta un pensiero “nordico” abbastanza diffuso) ha qualche fondamento?

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI