LA DURA VITA DELL’INVESTITORE E PERCHE’ NON E’ IL CASO DI FARSI VENIRE GLI ATTACCHI DI PANICO

Leggi questo articolo se :

  • i ribassi di Borsa delle ultime settimane e la forte volatilità ti hanno scosso e preoccupato
  • se vuoi sapere se il movimento ribassista dei mercati è qualcosa di eccezionale e quindi è giusto preoccuparsi
  • se inizi a perdere fiducia nelle nostre strategie di investimento
  • se vuoi sapere come ci muoveremo sui mercati

Confesso che è da tempo che non passavo così tanto tempo al telefono. A consolare soprattutto i “nuovi” clienti (ovvero quelli entrati soprattutto nell’ultimo anno) e anche paradossalmente i clienti degli altri, risparmiatori in preda in alcuni casi a veri e propri attacchi di panico come è accaduto nella giornata di lunedì 24 agosto.

In questi momenti di ottovolante dei mercati le frasi che ho sentito dire più spesso sono

Ah se avessi lasciato i soldi sul conto deposito….

Da quando ho iniziato sto perdendo il 10%: sono proprio entrato in un periodo sfigato

Non pago un consulente per perder soldi….”

Mi avete fatto comprare i fondi da poco e se li vendo adesso ci perdo

A inizio anno guadagnavamo tanto e adesso vedendo le quotazioni abbiamo perso gran parte del guadagno, non potevamo prendere profitto?”

 

Queste affermazioni riflettono la paura che qualcosa di definitivo e irrevocabile si sia rotto e che i mercati finanziari siano condannati a un continuo, duraturo e sempiterno ribasso o che tutto il destino di un investitore si gioca in pochi mesi o attimi. Ora e subito.

Anche chi non ha ancora investito un euro in Borsa è preoccupato. L’altro eri una mia amica che sta cercando da un po’ di vendere la sua casa a Lerici quasi quasi non la vende più perché si chiede con questi mercati poi che se ne fa della liquidità che ricava? E quando le faccio vedere le variabili da cui dipende il prezzo delle case (e oggi il quotidiano Libero ha pubblicato un’anticipazione di un nostro studio che pubblicheremo nei prossimi giorni dedicato proprio all’immobiliare)  e le dico che secondo me in Italia difficilmente i prezzi degli immobili risaliranno mi dice “In effetti hai ragione, ma poi cosa ci faccio con i soldi?”

Insomma il panico o lo sconforto ha contagiato molti risparmiatori, e persino chi in Borsa non ci ha ancora messo piede e anche i clienti degli altri, quelli che dicono che non gli posso mettere giù il telefono perché sono in preda a un attacco di panico. E maledicono il promotore che gli ha consigliato qualche mese fa di mettere un sacco di soldi su un fondo a cedola che prometteva dal 4% al 8% annuo e che in pochi mesi ha perso invece quasi il -15%. Molti fondi o ETF specializzati in alti dividendi hanno subito in queste settimane una fortissima discesa.

Che la vita dell’investitore negli ultimi mesi sia diventata particolarmente dura non vi è dubbio. Da inizio anno la figura più vista è il triangolo: una salita sensazionale per tutte le asset class (compreso il tranquillo obbligazionario) in pochi mesi e una rovinosa discesa. Risultato: scontento per molti risparmiatori.

Quelli che hanno visto il rialzo e poi il ribasso nonostante siano ancora in attivo vivono nel rimpianto per quanto avrebbero potuto portare a casa. Quelli che hanno visto solo il ribasso vivono nel rimorso per aver iniziato a investire.

Come se non ci fosse domani ma un eterno oggi. Anche se alcuni clienti pur avendo subito gli stessi schiaffi dai mercati sono meno perentori sull’impossibilità di un recupero. Mi scrive infatti un cliente:

Sono consapevole che questo è il rischio che si corre e confido che si possa recuperare. A dire la verità non faccio i salti di gioia (come non li fa nessuno!) ma spero che possiate invertire la situazione come ho visto fare in questi anni!

Chi ci segue da qualche anno sa che i mercati finanziari hanno dei momenti di inversione di tendenza e che nonostante questi momenti il loro capitale in questi anni è aumentato e non certo diminuito. E non di pochi punti percentuali.

Questi clienti “storici” hanno già vissuto questi momenti sulla loro pelle e sanno che se oggi c’è tempesta un domani tornerà il sereno. Sono investitori consapevoli del prezzo che si deve pagare per ottenere su orizzonti temporali congrui alla natura dell’investimento che hanno fatto (5-7 anni) ritorni rilevanti: una estrema volatilità fatta di grandi guadagni e  ritracciamenti, un’operatività sostenuta fatta anche di tante operazioni chiuse in perdita,  periodi in cui il loro patrimonio è più in liquidità che investito. Fasi in cui i nostri segnali possono rivelarsi falsi e troppo anticipati o tardivi  e altre in cui si rivelano azzeccatissimi: il giudizio lo fornisce la somma nel tempo di quelli buoni e sbagliati e il risultato complessivo.

Facciamo da molti anni questo mestiere e possiamo affermare con certezza che gli investitori consapevoli e disciplinati ottengono dai propri investimenti ritorni che risparmiatori impazienti e immaturi non otterranno mai perché molleranno prima, cambiando continuamente asset o strategia.

Alcuni risparmiatori sono entrati in momenti di mercati positivi pensando in sei mesi visto che pagavano un servizio di consulenza avrebbero subito ottenuto dei guadagni.

Chi è dentro da un po’ più di qualche mese ha visto a inizio anno un movimento rialzista anche del 10% con un portafoglio investito per il 70% in obbligazionario e poi ha visto negli ultimi mesi sfumare i guadagni e non lo accetta. Ma perché mi chiedo giudicare la bontà di un servizio di consulenza su sei mesi di operatività? Non ha alcun senso. Le perdite le stanno subendo tutti gli investitori del mondo anche quelli supersmart come Warren Buffett che ha fatto la più grande acquisizione della sua storia (32 miliardi di dollari) poco prima di Ferragosto.

Quello che sta succedendo sui mercati non è un evento statisticamente eccezionale ma un evento assolutamente normale ovvero che un investitore maturo e consapevole sa che più volte accadrà, che gli brucerà parte dei guadagni o che lo farà addirittura andare in perdita ma che nel giusto orizzonte temporale gli darà quelle soddisfazioni economiche che nessun altro investimento potrà dargli. Se solo riuscisse a vederlo l’orizzonte.

Niente panico: è tutto (statisticamente) normale e la stessa storia che si ripete

ciclo-Borsa
il ciclo emotivo degli investitori secondo gli studi della finanza comportamentale

Quello che è successo in queste settimane ai mercati non è qualcosa quindi di inusuale quindi e la volatilità più ampia del passato si può spiegare probabilmente con il forte aumento precedente e la velocità della correzione innescata in poche settimane e di cui abbiamo parlato in diversi report.

Peraltro in questa tabella si può vedere la storia dei declini di Wall Street in termini statistici in quello che è considerato il mercato azionario mondiale più importante al mondo e quello che ha avuto il miglior rendimento assoluto.

Si guardi prima l’andamento reale (quindi tenendo conto già dell’inflazione) dell’andamento storico dal 1900 in poi dove in grigio sono indicate le fase di recessione economica.

Wall Street upside down

 

E si guardi invece nel grafico seguente il computo che è stato fatto dei più importanti declini borsistici su questo mercato.

 

Rosso in Borsa

Discese fra il 10 e il 15% si sono verificate mediamente una volta all’anno su un arco di tempo sicuramente significativo e anche correzioni più severe hanno un’elevata frequenza.

Ragione per cui nei nostri report e articoli da sempre cerchiamo di insistere sull’importanza di investire con orizzonti temporali adeguati (si veda qui per esempio per approfondire l’importante argomento) perché poter subire una fase avversa sui mercati a 2 cifre non è un evento assolutamente infrequente ma è molto probabile che si verifichi su orizzonti temporali più ravvicinati e nessuna strategia d’investimento può essere immune dall’accusarne nell’immediato le conseguenze.

Tranquilli, non siamo diventati degli asini

Analizziamo l’andamento di un nostro portafoglio in fondi azionari, il Planet Best Fund azionario, ma le considerazioni valgono che si investa in Borsa tramite un portafoglio di SoldiExpert SCF che utilizza Etf, azioni o fondi monomanager.

Questa è la curva dell’andamento del portafoglio Planet Best Fund azionario dal lancio nel settembre 2004 a oggi con un andamento che nel periodo ha ottenuto un rendimento di oltre il 133% (pur con la discesa delle ultime settimane) a fronte dell’andamento del mercato che nello stesso periodo ha mostrato un rendimento del +48% circa.

Se qualcuno pensa che visto che è entrato non nel 2004 e questo grafico non lo riguardi sbaglia in parte. Vedendo il grafico storico si vede chiaramente che questi movimenti al ribasso sono normali e che nonostante questi movimenti che ci sono stati anche in passato il rendimento è stato positivo e non di poco:

 

 

planetLong

 

Un rendimento che come si può vedere dal grafico non è stato mai ottenuto con un andamento lineare ma tramite oscillazioni all’insù e ingiù anche ampi e periodi negativi con perdite di circa il 20-25% nelle fasi avverse. Fasi avverse che per un approccio statico che non è quello che seguiamo noi sui mercati hanno significato perdite ben superiori e dell’ordine anche del -50% (si veda il confronto col periodo 2007-2008).

Come si può evidenziare l’andamento del portafoglio multimanager azionario Planet Best Fund è storicamente superiore all’andamento del mercato seppure l’andamento anche per le caratteristiche insite nella strategia del portafoglio può passare da extra rendimenti significativi a periodi di andamento negativo poiché l’approccio è basato sul selezionare all’interno del comparto azionario i settori con maggiore forza e questo andamento nel tempo può secondo la nostra esperienza e la stessa ricerca accademica aiutare a conseguire rendimenti superiori all’andamento del mercato.

Ragionamento che vale anche naturalmente per i nostri portafogli azionari dove la media dei nostri portafogli azioni Italia ha ottenuto dal 1 gennaio 2002 un rendimento lordo del +284,92% contro il -23,1% del mercato! E se si osserva il grafico si vedrà come fasi di discesa anche veloce e forte hanno comunque caratterizzato questo portafoglio che nonostante queste “botte” ha poi nel tempo recuperato le perdite e raggiunto nuove vette. Con rendimenti significativamente  superiori all’andamento del mercato e senza paragoni nel tempo rispetto a una gestione statica. E questi risultati li abbiamo ottenuti chiudendo anche nel passato un significativo numero di operazioni in perdita che poi sono state recuperate nei periodi successivi e non nel lunghissimo periodo.

portafogli-Italia

E come si vede questa strategia è soggetta anche in determinati periodi a fasi di “regressione verso la media” dove parte dell’extra rendimento generato positivo viene perso poiché il sistema impiega un certo lasso di tempo per adeguarsi alla nuova tendenza soprattutto se i cambiamenti del mercato sono repentini e violenti ma poi nell’orizzonte temporale corretto queste discese vengono ampiamente recuperate.

Si potrebbe ci suggerisce qualche cliente uscire più velocemente dalle posizioni ma su questo aspetto molto abbiamo scritto (si veda per approfondire l’argomento per esempio qui)  e dimostrato che con questa strategia nel tempo non avremmo ottenuto migliori risultati ma peggiori perchè in un orizzonte temporale statisticamente corretto e adeguato occorre valutare l’insieme di tutte le operazioni e non solo quelle col senno di poi che ci sembrano positive o basate sul buon senso.

Che cosa c’è dietro l’angolo? 

Il forte sell off sui mercati azionari (dai massimi di marzo 2015 in poche settimane Wall Street è arrivata a perdere soprattutto nel mese di agosto quasi il 15%) ha fatto scattare una serie di stop a diversi nostri portafogli  per tenere conto della forte volatilità e dell’andamento avverso di mercato ed è possibile che aumenti tatticamente per qualche tempo la quota di liquidità su diversi portafogli pronta a essere reinvestita non appena qualche comparto, titolo o settore verrà giudicato più interessante come rapporto rendimento/rischio.

E i nostri prossimi movimenti in coerenza con la strategia adottata sarà il mercato e gli indicatori del nostro modello a suggerirci su quali comparti posizionarci, fornendo appositi segnali.

Entro la fine dell’anno contiamo poi di rendere operative diverse migliorie significative che abbiamo studiato in questo ultimo biennio nelle nostre strategie e che crediamo (stiamo continuando a lavorare in fasi di analisi e test prima di validarle e renderle effettive per i nostri clienti e su alcune gestioni stiamo già iniziando a implementarle in queste settimane) potranno più facilmente raggiungere l’obiettivo  nel tempo di generare rendimenti superiori all’andamento del mercato con una volatilità riteniamo più contenuta sia sulle azioni che soprattutto sui fondi e gli ETF azionari e obbligazionari. E che i clienti già abbonati riceveranno naturalmente fra i primi.

Sarebbe presuntuoso credere che non si possa fare meglio e il nostro sistema è perfetto e non si possa fare di meglio: ci piace per questo accettare anche le critiche e lavorare per trovare delle soluzioni convincenti e testate. E non basate solo su opinioni, naturalmente.  E in questi 2 anni abbiamo investito tantissimo in questo e nei prossimi mesi potremo finalmente arrivare un punto di avanzamento importante.

Anche sull’obbligazionario si può perdere nel breve e non poco

Nel grafico sottostante è possibile vedere l’andamento reale nel tempo a confronto fra un nostro portafoglio (il Planet Multimanager Bond) con l’andamento del settore obbligazionario. Risulta significativo l’extra rendimento generato nel tempo grazie a questo approccio come normale l’andamento non lineare dove si alternano fasi di forte ascesa a fasi di correzione ma dove complessivamente il risultato finale nell’orizzonte temporale di 3/5 il risultato realizzato si dimostra migliore di quello offerto dal mercato come è obiettivo della strategia implementata. Su periodi più lunghi l’approccio seguito dai nostri portafogli ha generato extra rendimenti sempre più significativi.

SoldiExpert Planet Bond

Strategia attuale del portafoglio obbligazionario

Il forte sell off sui mercati obbligazionari sta facendo scattare una serie di stop al nostro portafoglio di fondi obbligazionari per tenere conto della forte volatilità e dell’andamento avverso di mercato ed è probabile che aumenti tatticamente per qualche tempo la quota di liquidità o di fondi con orizzonte breve termine o fondi simil monetari.

Lo scenario resta incerto e tutti i comparti del mercato obbligazionario hanno sofferto questa discesa, penalizzando naturalmente i segmenti che più avevano beneficiato della precedente forte salita. Se questa fase di ribasso dovesse durare dall’obbligazionario dovremmo avere la conferma nella prossima settimana di alcuni comparti che potrebbero generare dei segnali di acquisto per quanto il mercato si dimostra nervoso anche perchè è “drogato” dagli interventi delle banche centrali.


Cosa dovrebbero sapere i nostri clienti

Come abbiamo spiegato in decine di articoli e nel libro “Investire in Borsa è questione di forza” da oltre 10 anni la nostra ricerca e operatività reale sui portafogli consigliati ai nostri Clienti si è sempre più concentrata su strategie attive e flessibili e non su strategie passive o basate in modo determinante su fondamentali o previsioni.

Strategie attive e flessibili portano a effettuare un numero consistente di operazioni rispetto a una strategia “compra e tieni” e un numero non irrilevante di operazioni si chiude in perdita.

Non usiamo né stop profit (al raggiungimento di un guadagno prefissato non chiudiamo le operazioni) né stop loss predefiniti (se un titolo un fondo o un etf perde l’x% chiudo l’operazione). L’uscita da una posizione così come l’entrata è determinata dal confronto con l’andamento di tutti gli asset alternativi in cui è possibile allocare il capitale.

Non compriamo sulla debolezza. Quindi chi si aspetta che adesso che la Borsa è scesa compreremo non ha capito qual è la nostra strategia sui mercati: non siamo contrarian ma trend follower ma seguiamo la tendenza.

Quando il mercato ripartirà rientreremo in acquisto su quei titoli, settori, paesi con la maggiore forza relativa rispetto a tutti i possibili investimenti alternativi. E’ importante capire che se il mercato riparte non è detto che premi i titoli, settori, Paesi che aveva premiato fino a qualche mese fa. E’ per questo che nel lungo periodo una strategia attiva come quella che seguiamo noi ha dato maggiori risultati di una strategia statica facendo ottenere nel tempo a clienti con il giusto orizzonte temporale (che non è 1/6/12 mesi) grandi risultati in termini di apprezzamento del loro patrimonio.

E per chi guarda solo all’oggi e non riesce a vedere oltre, mi sembra giusto ricordargli che c’è anche domani e che i mercati finanziari sono più orientati al rialzo che al ribasso sul giusto orizzonte temporale e con le strategie appropriate. Del resto non si investe con l’idea di ritirare i soldi dopo sei mesi e su questo aspetto abbiamo negli ultimi anni scritto all’infinito (e quando le Borse salivano) perchè sappiamo che purtroppo è una di quelle cose che molti risparmiatori a un certo punto temono di più. Dimenticandosi che i ribassi comunque fanno parte dei mercati finanziari come si vede nella tabella sopra con la storia dei declini dal 1900 in poi e che per resistervi bisogna agire col cervello e non con la pancia.

Da tantissimi anni facciamo questo mestiere  e a ogni capitombolo delle Borse mi capita di sentire qualche risparmiatore allarmato che ha la tentazione di mollare tutto e pensare che l’Apocalisse Finanziaria è vicina (e se fosse anche vero non ci sarebbe probabilmente scampo da nessuna parte) o che ci siamo totalmente intontiti.

Salvo ricredersi quasi sempre negli anni successivi a vedere come sono andati poi i nostri portafogli e cosa sarebbe accaduto ad avere i nervi saldi (come hanno fatto in questi anni la maggioranza assoluta dei nostri clienti che hanno visto mercati di ogni tipo) e il giusto orizzonte temporale. Si investe per il futuro e quindi lo sguardo è lì che deve essere rivolto.

Altrimenti è meglio accontentarsi dell’1% lordo e fare i conti di deposito per non vedere muoversi in termini reali all’insù come all’ingiù il proprio patrimonio. Si avranno forse poi altri problemi se questa ricetta “sicura” la si prescrive a tutto il proprio patrimonio. Ma questo è un altro discorso.

E naturalmente io e tutto il nostro team siamo come sempre a disposizione per eventuali chiarimenti sulla nostra consulenza  (potete scrivere a roberta.rossi@soldiexpert.com ) o prenotare un colloquio telefonico.

 

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