L’ARTE DI CAPIRE LA BORSA E LA MANUTENZIONE DEL PORTAFOGLIO

Capire la Borsa non è un esercizio facile per nessuno. Che si appartenga alla tribu’ dei risparmiatori, degli investitori, dei consulenti finanziari ma anche dei gestori.

Vi è sempre qualcosa che sfugge per capire a fondo quello che accadrà :
• Si possono capire veramente (e fino a che punto) l’andamento dei mercati finanziari?
• Cosa aspettarsi (e non) dalla Borsa?
• Si può costruire un portafoglio diversificato (dall’azionario all’obbligazionario) capace di resistere agli alti e bassi?
Per approfondire questi argomenti una buona occasione ci è offerta dall’ultimo libro scritto da Marco Liera, responsabile di <Plus24>, il settimanale del <Sole-24 Ore> del sabato dedicato alla finanza e al risparmio, che ha da poco pubblicato nuova edizione del libro “Capire la Borsa” (edito da Il Sole 24 Ore Libri).

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La Borsa e la vita… Tante domande scontate ma anche risposte spiazzanti!

 

Perchè in Italia l’investimento in Borsa non è molto popolare? Perchè i fan nostrani della Borsa puntano tutto sul guadagno veloce? Perchè i gestori dei fondi movimentano coos tanto i portafogli? E’ possibile selezionare i migliori gestori di domani? Come scegliere il gestore/consulente a cui affidare i propri risparmi? Conviene seguire i consigli degli esperti? Perchè i gestori conseguono performance inferiori nella maggior parte dei casi ai mercati in cui investono? Ha senso selezionare settori, mercati, titoli con il fai da te? C’è ancora posto in Borsa per i “cassettisti”, coloro che comprano le azioni e se le tengono per anni, lustri, decenni?

Investire a rate ovvero tramite i “pac” è un pacco? Puntare sulle Borse emergenti ovvero sulle economie del futuro significa accrescere le probabilità  di rendimenti futuri? Più si è informati sui mercati finanziari più si guadagna? Esiste un livello di conoscenza ottimale dei mercati, che vale la pena di raggiungere? Ovvero esiste un livello oltre il quale ogni informazione in più è inutile e controproducente rumore di fondo, che anziché portarci a decisioni migliori, peggiora le nostre capacità ? Quali sono le informazioni che contano per investire con successo in Borsa?

Nell’inchiesta di copertina dell’ultimo numero di MoneyReport.it con l’autore del libro “Capire la Borsa”, Marco Liera, si sono affrontati tutti questi argomenti in un’intervista a 360 gradi, cercando di fornire una risposta a tutte queste domande non con opinioni in libertà  ma con ricerche accademiche, perfomance reali, indagini sul campo. Ed è spesso sorprendente (anche per chi si interessa da anni di mercati finanziari come appassionato o addetto ai lavori) come non vi è nulla di scontato nei mercati finanziari e spesso le risposte, strategie o soluzioni che sembrano di maggior “buon senso” rischino invece di portare maggiormente fuori strada…

Della Borsa e dei mercati finanziari si può capire molto, ma non tutto” osserva Marco Liera – Per questo occorre molta umiltà  nello studio dei mercati e nell’investimento dei risparmi personali. Non esistono assiomi, rapporti causa-effetto validi per sempre, verità  assolute. Chi ha ragione un giorno può avere torto quello successivo, e viceversa. I mercati sono perfidi: appena tu credi di averli compresi, zac! ti puniscono.  Nel senso che ti sorprendono, generando un esito che tu non ti eri immaginato. E le perdite che fanno più male, come ricordo fino alla noia nel libro, sono quelle inattese. Esiste certo  un livello di conoscenza ottimale dei mercati che vale la pena raggiungere  ma  varia da persona a persona.. Ogni informazione in più oltre quel livello è “noise” , inutile e controproducente rumore di fondo, che anziche’ portarci a decisioni migliori, peggiora le nostre capacità . In ogni istante siamo bombardati di informazioni sui mercati. Ma quelle di cui abbiamo veramente bisogno sono poche”

Chi più opera, più guadagna? Un mito da smontare. .Ma che riguarda anche i gestori..

Spesso l’eccesso di informazioni oggi disponibili (dai giornali al web, dalle televisioni specializzate ai libri) da’  l’idea di poter più facilmente affrontare i mercati, operando magari più frequentemente sui mercati in acquisto e in vendita. Tutte le ricerche dicono invece che aumentare la frequenza delle operazioni e il turnover del proprio patrimonio porta nella maggior parte dei casi a risultati inferiori in termini di performance. E i più felici di questo iper trading sono soprattutto gli intermediari.

In realtà  il comportamento “movimentista” dei risparmiatori ha trovato negli ultimi lustri illustri seguaci: gli stessi gestori dei fondi. Moltissime statistiche dicono che è aumentata anche la rotazione di portafoglio dei fondi d’investimento. Negli anni Cinquanta negli Stati Uniti è stato calcolato che la rotazione era del 20%. In pratica il money manager movimentava solo un quinto del patrimonio in 12 mesi. Ora siamo oltre il 100% all’anno.

E in Italia la rotazione di portafoglio dei gestori nostrani è fra le più alte. Eppure tutte le ricerche dicono che con l’aumentare della rotazione di portafoglio non aumentano le performance, anzi…  Una regola che vale anche e soprattutto per i gestori professionisti visto che più si compra e si vende più aumentano i costi di gestione. E che ha spinto molti esperti (e poi risparmiatori) a preferire i gestori passivi e prodotti finanziari come gli Etf (l’articolo “ETF Exchange traded fund: cosa sapere a riguardo” ti può essere utile per comprendere meglio questa particolare tipologia di fondi) .  Rispetto a un cavallo costoso e che fa le bizze meglio accontentarsi di un mulo…Questo significa che nel risparmio gestito è coos difficile trovare dei purosangue? Ci sono delle regole per individuare un bravo gestore?

Secondo Marco Liera l’analisi finanziaria ha affinato moltissimo le tecniche per individuare i migliori gestori del passato, ma per quanto riguarda quelli di domani (ovvero cir che importa al risparmiatore) siamo ancora all’anno zero. “Certo, investire nei migliori gestori di ieri pare anche a me un processo più logico che accontentarsi del fondo che ti propone la tua banca – osserva Liera -. Ma senza fatue illusioni. Bill Miller di Legg Mason ha fatto tre anni imbarazzanti dopo aver battuto l’indice S&P500 per 15  anni consecutivi. I mercati sono imprevedibili, e questo vale anche per i guru”.

Ecco alcune  caratteristiche che un buon gestore dovrebbe avere secondo il responsabile di Plus24 e autore di “Capire la Borsa”:
1) Ha una gran parte dei suoi soldi investiti nello stesso fondo dove metti i tuoi, ed è in grado di provartelo;
2) Ha uno stile di gestione che non è una scatola nera (vedi Madoff), ma che riesci a comprendere; 3) Ha un’esperienza di gestione sufficientemente lunga e misurabile (no ai fondi che fanno il reset delle performance quando vanno male);
4) Propone una classe di quote di fondi senza commissioni di distribuzione (se sono io a scegliere il fondo e il gestore, perchè devo pagare un venditore?);
5) Ha un sistema di incentivazione che lo lega mani e piedi alla gestione del fondo nel lungo periodo: il fatto che abbia ottenuto un’ottima performance in un dato anno non lo deve premiare se non c’è conferma negli anni successivi;
6) Attribuisce al caso la maggior parte dei suoi successi…

 

Ma questo numero di Money Report non parla solo di come gestire al meglio le proprie finanze, risponde a domande molto importanti come:

Perchè in Italia l’investimento in Borsa non è molto popolare? Perchè i fan nostrani della Borsa puntano tutto sul guadagno veloce?

Perchè i gestori dei fondi movimentano coos tanto i portafogli?

E’ possibile selezionare i migliori gestori di domani?

Come scegliere il gestore/consulente a cui affidare i propri risparmi? Conviene seguire i consigli degli esperti?

Perchè i gestori conseguono performance inferiori nella maggior parte dei casi ai mercati in cui investono?

Ha senso selezionare settori, mercati, titoli con il fai da te?

C’è ancora posto in Borsa per i “cassettisti”, coloro che comprano le azioni e se le tengono per anni, lustri, decenni?

 

In questo numero potrai, infatti, leggere e approfondire, altri argomenti molto interessanti come:

BROKER ONLINE AI RAGGI X: Il trading online di IntesaSanPaolo.  Abbiamo valutato offerta, condizioni e funzionamento e il nostro giudizio è…

ETF AI RAGGI X: quelli che investono sulle azioni giapponesi. Tutti i pro e contro che deve conoscere un risparmiatore sui 4 Etf che investono sulle azioni del Sol Levante…

CONTI DI DEPOSITO AI RAGGI X: Le migliori banche dove parcheggiare i propri soldi e che offrono il miglior rapporto rischio/rendimento per investire la propria liquidità

IL BOND DEL MESE: L’obbligazione selezionata questo mese (ed emessa da Banca Imi) rende il 5,6% netto se…

DOMANDE & RISPOSTE: Banca Popolare di Milano ha emesso un’obbligazione convertibile per forza…in azioni. Ecco la nostra opinione in merito…

BAROMETRO SUI MERCATI: Ai lettori di Money Report offriamo un sistema “stupido” ma efficace che dice quando essere investiti sulle azioni o sui vari mercati e settori

QUESTIONI FONDAMENTALI: EDISON, il mercato  dell’elettricita’ e del gas frenano. ma…

 

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