L’ECONOMIA MONDIALE NON GIRA BENE. PAROLA DEL CAPO ECONOMISTA DI SAXO BANK

Non capita sovente di passare una mattinata ad ascoltare una conferenza in uno dei più bei palazzi settecenteschi di Milano (Palazzo Serbelloni) con relatori il capo economista di una banca straniera, il co-fondatore Lars Seier Christensen (e pure Co-CEO di Saxo Bank), il direttore generale della divisione italiana Gian Paolo Bazzani, insieme a Bjarne Riis,  il proprietario del team ciclistico sponsorizzato (Saxo – Tinkoff )  e fra i relatori anche il ciclista su strada fra i più forti del mondo: lo spagnolo Alberto Contador.

Uno dei cinque corridori al mondo ad avere vinto la tripla corona, ossia tutti e tre i grandi Giri (Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España).

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E’ l’originale evento organizzato a Milano da Saxo Bank per parlare di ciclismo ma anche finanza da una delle banche (di origine danese) di maggior successo in questi anni in tutto il mondo nel trading e nell’investimento online a cui ho sono stato invitato a partecipare lunedì mattina.

Una conferenza sicuramente interessante perché il capo economista di questa banca, Steen Jakobsen, non è certo un tipo che passa inosservato per le sue dichiarazioni.

Da diversi anni, infatti, Saxo Bank pubblica, infatti, le “Outrageous Predictions”, una serie di previsioni shock, di eventualità estremamente negative che potrebbero cambiare il corso e l’andamento dei mercati finanziari di tutto il mondo.
Si tratta di spesso di profezie molto provocatorie che aiutano a pensare fuori dagli schemi dove si parla di eventi dalle probabilità poco riconosciute il cui verificarsi potrebbe avrebbe un impatto significativo sui mercati.

Inutile dire quindi che molte delle “folli” previsioni di questo economista fatte a fine anno (e che si conquistano grande spazio sui media) non si sono avverate: le banche europee ancora non hanno chiuso gli sportelli, l’indice S&P500 non è crollato quest’anno e nemmeno il Dax, la Spagna non ha dichiarato default pur se fra le varie previsioni “folli” qualcuna si è avverata come il prezzo dell’oro arrivato a toccare i 1200 dollari l’oncia.

Inutile dire che il simpatico capo economista di questa banca Steen Jakobsen ha confermato la sua visione molto particolare sull’Italia e sulla situazione economica mondiale e vale la pena un po’ raccontarla..

Fa sorridere che il capo economista di Saxo Bank di dichiari provocatoriamente al top dell’ottimismo degli ultimi 25 anni. “Peggio di così non potrebbe andare sia nel mondo che in Italia. E qui in Italia avete pure un comico che ha preso alle ultime elezioni il 25%. Albert Einstein diceva che ‘follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi’. Invece chi governa le banche e l’economia continua sempre a fare gli stessi errori. Come stampare denaro in continuazione per comprare tempo e non risolvere i problemi ma solo ingigantirli, distorcerli o procrastinarli. Io ho un sogno e ho scritto a Babbo Natale una letterina da tempo. Prendere tutti i banchieri e politici ignoranti e confinarli in qualche posto in Australia per 5 anni togliendoli dalla circolazione. E sono sicuro che il mondo ne trarrebbe solo giovamento. So che magari è poco intuitivo e che tutti dicono ai politici e banchieri di fare qualcosa. Ma io sono arrivato alla considerazione che la vera salvezza è non far prendere loro alcun provvedimento”.

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Steen Jakobsen, capo economista di Saxo Bank

Steen Jakobsen (che ha studiato anche con l’ ex ministro Tommaso Padoa Schioppa) è sicuramente un economista fuori dagli schemi come la sua visione su come le banche di credito dovrebbero funzionare.

L’80% dell’economia mondiale si regge sulle piccole e medie imprese secondo Steen. E se si volesse far ripartire l’economia occidentale è lì che si dovrebbe puntare. Invece accade l’opposto e non si punta sugli investimenti, sul consumo e l’attivazione delle piccole e medie imprese (PMI) .

“Tutta la politica monetaria in regime di QE è diretto al 20 per cento dell’economia che comprende le società quotate e le grandi banche sotto il patrocinio dello Stato o semi Stato. Il 20 per cento ottiene il 95 per cento di tutti i crediti e del capitale. Questo lascia l’ 80 per cento del motore di creazione di posti di lavoro – le PMI – senza l’ossigeno cruciale, ovvero l’accesso al credito. Questo è ironico perchè le PMI rappresentano il 67 per cento dei posti di lavoro a livello globale e hanno creato l’85 per cento di tutti i posti di lavoro in Europa dal 2000. In Italia le banche dovrebbero finanziare le Pmi e persino il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco è arrivato a dire alle banche di comprare meno Btp e pensare invece a finanziare più le famiglie e le imprese. Invece questo non è accaduto e dal punto di vista del rischio sistemico se dobbiamo dirla tutta le banche italiane sono oggi più rischiose che prima della crisi perche in questi ultimi anni si sono riempite il portafoglio di titoli di stato italiani grazie ai soldi presi quasi gratis allo sportello della Bce”.

L’unica speranza vera per Steen è che le popolazioni di Paesi in forte crisi economica e sociale come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia si ribellino allo status quo e dal basso vogliano cambiare le cose. Impossibile pensare che un vero cambiamento possa arrivare dall’alto.

Il prossimo ciclo sarà dominato dagli Stati Uniti nonostante Obama. E anche l’Europa è tornata a essere più competitiva. Forti afflussi di capitale stanno lasciando l’Asia e i mercati emergenti e sono diretti ora nel Nuovo e Vecchio Continente. Negli Usa l’energia a basso prezzo (meno del 66% rispetto alla media europea) ha spinto anche grandi aziende come la BMW a delocalizzare la produzione ed è questa tornata la nuova frontiera. L’Asia e i cosiddetti mercati emergenti non crescono più come in passato e i Bric non producono più avanzi del Pil dell’ordine del 5-7%. La tendenza è verso la crescita zero come saldi. E se si dispone di maggior denaro di quanto si spende, si può investire o sovra-consumare. Ma quando si hanno meno soldi di quanto si spende si diventa dipendenti da una linea di credito bancario e si deve ridurre la spesa. I mercati emergenti hanno bisogno di questo rallentamento e i loro modelli, in gran parte costruiti sulle sole esportazioni, sono da rivedere”.

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Il leader del Team Saxo Bank, Alberto Contador con il sottoscritto al termine della conferenza a Milano

Per l’economista danese vi è un’altra previsione “oltraggiosa” dietro l’angolo: contrariamente a quello che pensano la maggior parte degli esperti e addetti ai lavori dopo le dichiarazioni di Ben Bernanke sulla possibile fine del Quantitative Easing i tassi non sono destinati a salire ma a scendere.

“Le previsioni di riduzione degli stimoli monetari perché l’economia torni negli Stati Uniti a marciare – sostiene  Steen Jakobsen –  sembrano ottimistiche e credo che la Fed continuerà a stampare denaro ancora per un bel po’. Il tasso di disoccupazione negli Usa è ancora molto alto e le statistiche coprono molte bugie se si pensa che il secondo datore di lavoro è diventato Kelly Services dopo Wall Mart e prima della General Electric. Obama con la riforma sanitaria ha imposto che tutte le aziende che assumono dipendenti con contratti con più di 30 ore paghino i contribuiti sanitari e sta accadendo che colossi come McDonald’s o Burger King attraverso le agenzie interinali affittino lavoratori per non più 29 ore a settimana!”.

Viviamo così in una sorta di Triangolo delle Bermuda: “Niente crescita e produttività, record della disoccupazione e Borse ai massimi. Una situazione a lungo insostenibile per quanto credo che ancora sia possibile vedere una forte salita dell’azionario”

“La Cina non potrà salvarci come si pensava nel passato e si dovrà prima o poi arrivare a un redde rationem. Intanto sono 2 le mie convinzioni ha concluso l’economista danese:
1) Dubai, Mumbai, Shangai…bye bye ovvero la locomotiva dei mercati emergenti non tirerà più le carrozze e l’economia mondiale;
2) Zero fiducia nei politici. Solo noi come cittadini o risparmiatori possiamo salvare il mondo senza aspettare che arrivi qualcuno a toglierci le castagne dal fuoco”.

Così parlò Jakobsen di Saxo Bank alla conferenza su Finanza & Ciclismo (che dopo Milano si terrà in questa settimana a Zurigo, Parigi, Madrid e Londra).

Come italiani insomma dobbiamo ancora pedalare e anche l’economia mondiale non gira proprio bene…

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