Leonardo precipita a Piazza Affari come un elicottero

Per l’esercito unico ci vorrà tempo, ma ieri molti Stati membri dell’Unione Europea (con Francia, Germania, Spagna e Italia in prima fila) hanno dato vita alla Cooperazione Strutturata Permanente sulla Difesa, che in gergo comunitario si chiama Pesco. Un percorso che potrebbe portare a una politica di difesa europea e magari ad un esercito comune secondo i 23 Paesi proponenti.

E quasi in concomitanza è stato deciso un fondo europeo per la difesa, un grande Fondo alimentato dai Paesi membri con cui finanziare il progetto di Difesa europeo.
Tutta musica per le aziende della difesa europea ma a vedere l’andamento nell’ultima settimana di Leonardo-Finmeccanica qui sembra giocarsi tutta un’altra battaglia con il titolo in picchiata e la società guidata da marzo 2017 dall’amministratore delegato Alessandro Profumo che ha perso un quarto del suo valore, bruciando 2 miliardi di capitalizzazione.

Di fatto è stato annunciato un “profit warning” con i conti dei primi 9 mesi dell’anno che si sono chiusi in utile per la ex Finmeccanica a 272 milioni di euro in flessione del 23% rispetto ai 353 milioni di euro osservati nel pari periodo del 2016.

I conti non proprio brillanti di Leonardo hanno consigliato al management di rivedere la propria guidance 2017. Per l’Ebitda, ad esempio, si è passati da 1,25-1,3 miliardi a quota 1,05-1,1 miliardi, mentre per i ricavi, invece, le attese sono passate da 12 miliardi a 11,5-12 massimo.
Un peggioramento delle stime non catastrofico ma evidentemente il mercato ha preso atto che la cura Moretti (il precedente amministratore delegato uscito con una buonuscita stimata in quasi 10 milioni di euro) ha agito sul taglio dei costi ma oggi l’azienda appare molto meno competitiva rispetto ai concorrenti e rischia di essere sempre più tagliata fuori da commesse e gare importanti. In Europa le aziende tedesche e francesi (come Thales) hanno incrementato le quote di mercato, mentre in Asia, oggi, una delle aree cruciali in questo settore, il mercato elicotteristico, vede Agusta Westland su posizioni non di leadership.

Lo stesso Profumo (prima in Unicredit, poi in MPS) non ha fatto certo una bella figura e mostrato di avere grande visibilità sull’azienda se si ricorda che poco più di un mese e mezzo fa, a margine di un convegno (Cybertech Europe 2017), aveva detto di “voler crescere un po’ più del mercato e aveva dato una stima di aumento annuale dei ricavi medi tra il 3 e il 5% nel lungo termine e io spero che riusciremo ad andare sopra”.

Leonardo ha annunciato proprio in questi giorni una nuova strategia commerciale (l’ennesima), ma l’aria che si respira non è bella per quella che è stata per anni il fiore all’occhiello dell’industria aerospaziale italiana, invidiata anche dai maggiori concorrenti industriali nel mondo.
Dove sarebbe importante avere una continuità nella gestione fatta da manager capaci e competenti, forti investimenti in ricerca e sviluppo (in discesa invece nei conti di Leonardo) e un governo capace di fare da forte spalla all’industria della difesa nazionale perché certe commesse miliardarie non si realizzano senza un forte gioco di squadra. E si comprende oggi meglio perché nella partita Fincantieri-Stx l’azienda cantieristica navale italiana non ha mostrato esitazioni nel suo management nel puntare sulla pista francese e nel progetto di costruire un polo della navale della difesa con i cugini francesi e avvicinarsi a Thales, il gigante del settore concorrente di Leonardo su alcune aree.

Di questo e del collocamento del BTP Italia ha parlato Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il collegamento con “Caffè Affari” su Class CNBC (Sky 507), la trasmissione condotta questa mattina da Carlo Cerutti.

Clicca sull’immagine sotto per il video della trasmissione.

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