LEZIONI DALLA CRISI. UN ANNO FA IL TRACOLLO DI LEHMAN. COSA HA INSEGNATO AI RISPARMIATORI QUESTO TERREMOTO?

E’ passato quasi un anno dal tracollo della banca d’affari Lehman Brothers. Fratelli coltelli..

E nell’ultimo numero di MoneyReport.it l’occasione ci è sembrata utile per fare un punto sulla situazione. Vista dalla parte di un risparmiatore che di fronte ad eventi come questi vuole capire e non solo farsi travolgere dagli eventi. Dalle crisi e dagli errori c’è sempre da imparare.  “Almeno coos sembrano utili” dicono i più disincantati.

I mesi seguenti al tracollo di Lehman sono stati, infatti, fra i più burrascosi della storia della finanza moderna. E il Sistema è andato probabilmente molto vicino al collasso dato che alla crisi finanziaria ed economica si è assommata la crisi di fiducia verso quasi tutte le istituzioni. Vedendo poi quello che è accaduto in questi mesi sembra passato quasi un secolo da quei giorni. E da quello che proclamavano i profeti dell’Apocalisse, giudicando imminente il collasso del sistema.

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Per ora non è andata proprio in questo modo, anzi… Un ulteriore dimostrazione che in Borsa non vince nel tempo chi opera in base ai dogmi e alle “assolute certezze” ma in base al metodo e alla disciplina. Quello che è il sale (e il pepe) dell’approccio di SoldiExpert SCF (la società  che edita questo mensile e che offre in abbonamento portafogli modello sia sull’azionario (Etf e fondi compresi che sull’obbligazionario)). E che si è dimostrato anche in questi ultimi difficili e tumultuosi  mesi il miglior approccio per affrontare i mercati azionari. Che nonostante il recupero degli ultimi mesi sono ancora sotto di …quasi il -20% a 12 mesi e del -40% negli ultimi 24 e 36 mesi.

Risultati (fortunatamente) ben lontani da quelli ottenuti dai nostri portafogli grazie a una gestione prudente ma attiva (e non basata certo su continue operazioni), mai appiattita sugli indici visto che il nostro obiettivo è nel tempo battere i mercati, tagliando soprattutto le perdite (e la volatilità  cattiva…) nelle fasi avverse. Si potrà  anche criticare in certi periodi questo metodo (sicuramente imperfetto) ma alla fine nei mercati finanziari parlano solo i risultati ottenuti nel tempo: anno dopo anno.

Discutiamo di questi argomenti e “lezioni dalla crisi” con Paolo Sassetti, analista finanziario indipendente e voce fuori dal coro. Sono moltissimi gli spunti e gli argomenti che affrontiamo come anche le risposte fornite in questo numero su diversi argomenti: Ing, opzioni, Aeffe e uffici studi, Etf, private equity, obbligazionario, We Bank, conti deposito…
Troppa finanza, poca imprenditoria?

Si può davvero trarre insegnamento dall’esperienza? John Maynard Keynes diceva che la memoria storica degli economisti non arriva a mezza generazione. Questo orizzonte temporale sembra negli ultimi decenni essersi ulteriormente ridotto con un effetto “memoria corta” che ha contagiato tutti: economisti, politici, investitori.

Pochissimi sono gli investitori che riescono a trarre tesoro delle esperienze passate, ripetendo serialmente spesso gli stessi errori. Eccessiva fiducia nel progresso e negli “esperti”, scarso senso critico come la capacità  di individuare i forti conflitti d’interesse che si celano nel mondo del risparmio gestito, eccessiva sopravvalutazione del proprio ego, scarsa diversificazione fra le diverse classi di investimento, sottovalutazione delle potenziali perdite accusabili nelle fasi di discesa, difficoltà  di adottare un modello flessibile e disciplinato di investimento o all’opposto eccessivo “movimentismo” indisciplinato alla caccia di un inesistente “metodo perfetto” per guadagnare. Cadendo coos vittime dei tanti guru e pseudo guru che affollano i mercati finanziari.

lezioni dal crac

Sarebbe probabilmente un grave errore considerare quanto è accaduto negli scorsi mesi un incidente di percorso visto che la storia finanziaria degli ultimi 25-30 anni è ricca di fasi particolarmente turbolente dei mercati con crolli anche violenti e distruzioni di ricchezze non solo virtuali. Eventi che un investitore consapevole dovrebbe oramai considerare parte integrante del gioco e non “maledizioni bibliche”. Un periodo di tempo lungo e significativo che dovrebbe, infatti, aver anche insegnato come il fatto di comprare delle azioni (o dei fondi) e tenerle lì poichè è sufficiente solo questo per partecipare alla moltiplicazione della ricchezza non è affatto vero nonostante in molti (banchieri, promotori, giornalisti finanziari) hanno cercato (spesso in modo non proprio disinteressato) di vendere questo sogno.

Prendiamo il recente crollo dei mercati finanziari che è arrivato nel punto più estremo (marzo 2009) a significare uno storno del 71,1% dai massimi dei listini azionari. Una distruzione di ricchezza che trova precedenti analoghi solo nel periodo della Grande Depressione del 1929. E considerato che non si è trattato di una discesa solo virtuale dato che per uscire dall’impasse i governi di tutto il mondo hanno dovuto immettere nel sistema una quantità  di denaro senza precedenti, stimata in quasi il 50% del Pil mondiale….

Ma un investitore consapevole e disincantato più che preoccuparsi di cosa faranno per lui i “regolatori” (probabilmente molto poco) farebbe bene a capire quali sono le lezioni che può trarre da questa ennesima tempesta finanziaria. Non tanto per evitarne completamente gli effetti (cosa molto difficile) ma per poterli magari attutire, senza vedere il proprio patrimonio esposto completamente alla caduta dei listini. Per questo motivo dedichiamo l’inchiesta di copertina di settembre a questo argomento: quali lezioni si possono apprendere dalla crisi finanziaria come l’ultima e più in generale dalle perdite di Borsa. Colpa del fato, del “sistema” o vi è anche qualche responsabilità  da parte di molti investitori nel farsi “tosare” perchè giocano a un gioco di cui non conoscono bene nemmeno le regole? Come ha adombrato qualche mese fa un servizio pubblicato sull’autorevole settimanale Economist, che tra le ragioni della crisi finanziaria citava anche “massicci livelli di analfabetismo finanziario”, invitando a una crociata globale proprio per “insegnare la finanza personale alle masse”.

Discutiamo di tutti questi argomenti con Paolo Sassetti, membro dell’AIAF (l’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari). investitore sistematico, consulente aziendale per aziende innovative nonché imprenditore ed educatore finanziario. Una voce fuori dal coro come ha dimostrato qualche anno fa dimettendosi dal comitato scientifico della rivista dell’Aiaf per divergenze sulla linea seguita (troppo collusa con i poteri forti) e per le tante opinioni (documentate) “eretiche” espresse sul risparmio gestito che lo hanno fatto diventare un punto di riferimento nel web italiano per coloro che non si accontentano di opinioni pre-confezionate e assolutorie nel campo della finanza.

Un’esperienza interessante quella di Paolo Sassetti visto che dietro al suo approccio “sistematico” vi è un curriculum di tutto rispetto che passa dal Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica a grandi gruppi industriali come Fiat, Ibm, Sgs. E nel campo degli investimenti la sua conoscenza non è solo teorica o di investitore personale visto che negli anni passati è stato capo ufficio studi e capo gestore di Pasfin (ora BNP Paribas Italia) e successivamente è entrato alla Sopaf, una società  leader nel capitale di rischio, dove ha creato un portafoglio di successo composto da investimenti internazionali di private equity e di fondi hedge and futures, collaborando poi con altre società  del settore del risparmio gestito.

Inutile nascondere la forte simpatia e comunanza verso molte tesi espresse da Paolo Sassetti, non solo nella parte di critica verso il sistema di gestione del risparmio attuale ma anche nelle soluzioni individuate come un approccio più sistematico e flessibile nella gestione del proprio patrimonio, facendo ricorso a metodologie quantitative (quelle che portiamo avanti da anni con successo nella nostra consulenza) con l’obiettivo di fare meglio del mercato e tagliare soprattutto le perdite. Un approccio che anche in questa crisi si è dimostrato vincente e in grado di limitare fortemente i danni. Ma che non è certo la “ricetta” adottata dalla maggior parte dei gestori e dei consulenti finanziari che preferiscono nutrire i loro “polli” col solito mangime a base di benchmark, stelle e stelline (ovvero il senno del poi), gestioni sostanzialmente passive e previsioni su tutto per far passare il concetto che qualsiasi cosa accada tutto è sotto controllo…

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Una discussione lunga e approfondita che tocca molti temi (dalle inefficienze del  risparmio gestito al sistema bancario, dalla consulenza finanziaria indipendente alle previsioni degli analisti, dai mercati emergenti ai prodotti a ritorno garantito”, dai comitati d’investimento ai banchieri italiani, dalle perdite in Borsa ai metodi vincenti’) per aiutare l’investitore a guardare i mercati e le proprie strategie d’investimento con occhi nuovi. Disincantati magari ma non passivi.

Ma questo numero di Money Report non parla solo di cosa ha insegnato la grande crisi finanziaria innescata un anno fa dal crack della Lehman Brothers e quali sono le lezioni e le regole che un investitore intelligente dovrebbe fare proprie per non ricadere vittima degli stessi errori.

In questo numero potrai, infatti, leggere e approfondire, altri argomenti molto interessanti come:

BROKER ONLINE AI RAGGI X: Il trading online di We Bank. Abbiamo valutato offerta, condizioni e funzionamento e il nostro giudizio è…

ETF AI RAGGI X:  Grazie agli Etf anche i risparmiatori di piccolo calibro possono fare i “capitalisti di ventura” (in inglese venture capitalist) e finanziare lo sviluppo di aziende appena nate con brillanti prospettive per il futuro (si confida…) o di società  già  avviate, magari in difficoltà  finanziaria, con un gran bisogno di capitali freschi per superare il momento avverso o per finanziare un nuovo posizionamento e progetto di ristrutturazione. Ma senza credito a go-go e ipo il settore soffre e quindi dei 4 Etf quotati a Piazza Affari è bene sapere che

CONTI DI DEPOSITO AI RAGGI X: Le migliori banche dove parcheggiare i propri soldi e che offrono il miglior rapporto rischio/rendimento per investire la propria liquidità

IL BOND DEL MESE:  Il titolo selezionato questo mese rende a scadenza il 6.35% netto certo non e’ per tutti ma solo per investitori con una propensione al rischio medio-alta.rende a

DENARO & LETTERE: Conto arancio: c’e’ da fidarsi? L’ultima semestrale della banca olandese ING e’ ancora sotto le attese e il nostro giudizio è sempre….Inoltre si moltiplicano i corsi che promettono di farvi diventare “ricchi” con il trading “veloce” e le opzioni. Ecco il nostro parere

BAROMETRO SUI MERCATI: Ai lettori di Money Report offriamo un sistema “stupido” ma efficace che dice quando essere investiti sulle azioni o sui vari mercati e settori

QUESTIONI FONDAMENTALI: Su AEFFE, si sono sbagliati i “ragazzi”. Inoltre parliamo di Tod’s,  la societa’ di Diego Della Valle non e’ stata toccata dalla grande crisi. E a piazza Affari qualcuno se ne e’ accorto…

06-2009-09

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