PER L’ISTAT GLI ITALIANI NON STANNO TUTTI BENE. E TU COME STAI?

Ad analizzare i dati sulla ricchezza degli italiani è sempre più evidente la distribuzione sempre più polarizzata e l’ incremento delle diseguaglianze. Aumenta la forbice tra le famiglie che se la cavano e quelle che affondano, fra quelle che stanno benissimo e quelle che finanziariamente stanno messe sempre peggio.
Succede in tutto il mondo e anche in Italia. I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri.
Ma ad esaminare i dati più in profondo non possono sfuggire diverse contraddizioni.

Dai dati di Banca d’Italia il 5% delle famiglie più ricche italiane detiene il 40% della ricchezza del patrimonio (in media pari a 1,3 milioni di euro). Addirittura secondo una ricerca di Boston Boston Consulting Group in Italia nell’1,2 % delle famiglie si concentra il 20,9% della ricchezza. E nei prossimi anni quasi un quarto della ricchezza sarà in mano all’1,6% delle famiglie più ricche.

Le famiglie italiane milionarie in termini di azioni, obbligazioni, depositi sono quindi destinate a crescere ed è un fenomeno che si registra a tutte le latitudini ed è soprattutto a livello globale nell’Asia Pacifico che si sta registrando nel pianeta la più forte crescita seguite dall’area Stati Uniti, Canada e Messico.

Qualche anno fa è stata pubblicata un’interessante ricerca di un gruppo di studiosi fra cui il celebre economista francese Thomas Piketty (famoso per il suo saggio “Il Capitale nel XXI secolo”) che aveva già ben delineato il fenomeno.

Evidenziando per esempio come in Italia in meno di 20 anni la quota di ricchezza nazionale detenuta dal 90% meno benestante della popolazione si è ridotta dal 60 al 45% del totale. Mentre il 10% più ricco ha accresciuto la sua parte fino al 55%. In questo grande ‘travaso’ di patrimonio il top della classe agiata, l’1% degli italiani, ha visto salire la sua quota parte di circa cinque punti percentuali superando il 20% del tesoro privato complessivo.

Una sorta di effetto calamita (nel linguaggio popolare già una volta si osservava come “i ricchi diventano sempre più ricchi”) e dove la ricchezza privata è andata ad accumularsi dove già era presente piuttosto che a distribuirsi sull’intero corpo sociale. E l’ascensore sociale (che è spesso anche quello economico-finanziario) in Italia fa sempre più fatica a salire come osserva da anni il sociologo Luca Ricolfi .

Secondo il Rapporto Annuale dell’Istat, nel 2015 è aumentata l’incidenza della povertà assoluta: la quota delle persone che vivono in famiglie che non sono in grado di acquistare il paniere di beni e servizi essenziali è salita dal 6,8 per cento del 2014 al 7,6 del 2015, per un numero di individui pari a 4,6 milioni, il più elevato dal 2005.

Per raccontare l’Italia, e sondare il rischio di povertà ed…

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