L’ITALIA E' USCITA DALLA CRISI O E' FINITA? CONVERSAZIONE CON MAURIZIO MAZZIERO

“L’Italia è finita. Ecco quel che resta”. E’ un titolo di un libro scritto da quell’intellettuale scomodo di Giuseppe Prezzolini nel 1948 (e morto centenario a Lugano nel 1982) che raccontava bene pregi e difetti della stirpe italica e come il “sogno europeo” poteva essere una buona alternativa per gli italiani in caso di realizzazione.  Un “sogno” che ancora non si è realizzato.

Secondo Prezzolini noi italiani pur con tutti i pregi (individuali) abbiamo un grande difetto: arrivare quasi sempre tardi agli appuntamenti con la Storia. Tranne in alcune situazioni : “Tutto è in ritardo in Italia, quando si tratta di iniziare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo”.

Mentre casualmente mi imbattevo in questo libro mettendo a posto la mia libreria ricevevo il consueto report della Mazziero Research dal titolo “Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani” e sull’andamento del debito pubblico di cui Maurizio Mazziero a capo di questo Ufficio Studi ne è il timoniere.

E’ nata così l’idea di questa conversazione dove parlare degli italiani ma soprattutto del debito e dell’economia italiana. A che punto siamo della notte?

Pochi magari se lo ricorderanno ma all’inizio del novembre 2001 (con lo spread Btp/Bund a quota 570) una banca inglese (Barclays) pubblicava un report dove affermava che “l’Italia è finita e che è giunta matematicamente al punto di non ritorno, con o senza future riforme”.

 

Nonostante queste previsioni apocalittiche non sembra che siamo saltati: lo spread (pur con tutto il valore relativo che può avere) oggi è a quota 114, la Borsa italiana da quel report è risalita di oltre il 50% mentre l’indice dei titoli obbligazionari italiani è risalito di oltre il 30% sulla curva delle scadenza 7-10 anni.

I profeti dell’Apocalisse o i gufi  per dirla col linguaggio del premier Matteo Renzi non hanno avuto ragione ma è ancora complicato dire che “stiamo tutti bene”. Siamo comunque riusciti a far scendere la febbre che era arrivata ad essere altissima ma non ci possiamo dire ancora comunque sani. Molte dei virus e delle malattie croniche che debilitano l’Italia restano da curare.

E credo che si possa parlare in modo equilibrato di questi argomenti senza voler far passare scenari solo neri o solo rosa come è invece costume di un’informazione sempre più ad effetto.

Recentemente confesso mi sono un po’ perso a leggere molte trimestrali di società quotate (spesso positive) ma anche bollettini economici sull’andamento delle varie economie fra cui quella italiana. Mentre mi sono fatto perfino un’idea di come va l’economia cinese e quella coreana su quella italiana non è facile capire come vanno le cose se confronti le comunicazioni governative con quelle…

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