Lo spread fra BTP e BUND sempre meglio e ai livelli pre-Covid per l’Italia. Cosa sta succedendo di così meraviglioso?

Lo spread BTP-BUND scende sotto i livelli pre-pandemia attestandosi il 12 ottobre a 123,7 punti base, un segnale molto positivo per la solvibilità del debito pubblico italiano che si allinea ai livelli europei.

Nel grafico si evidenzia con una linea verticale in rosso lo scoppio dello spread il 21 febbraio con il rischio covid in forte aumento e un rischio sistemico per l’Italia che si trovava tra i primi paesi al mondo colpiti da un virus ancora sconosciuto.

La relativa resilienza degli italiani unita agli interventi che noi tutti conosciamo bene messi in campo del governo, dettata dal comitato tecnico scientifico e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha permesso una graduale diminuzione dei contagi e una coesistenza “pacifica” specie durante l’estate.

 

Il BTP a 10 anni dopo aver raggiunto un picco di 2,4% di cedola il 17 marzo oggi si attesta sotto 0,7% una discesa graduale che rompe anche 0,9% precedenti. Un tasso di interesse sul debito pubblico che ad oggi si attesterebbe al 160% del PIL rappresenta una manna per i conti pubblici italiani in quanto si spende meno in interessi e quindi il bilancio statale ne risente positivamente, proprio come il tasso di interesse sul nostro mutuo più questo è basso meglio è.

 

Oggi con i numeri di COVID in forte aumento in tutta Europa l’Italia sembra non essere più il paese europeo con il maggior numero di casi per abitanti mentre a vedersela peggio di noi sono Spagna, Francia, Inghilterra, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Danimarca, Belgio, Olanda ecc… come si può vedere da questo grafico:

 

Questa leggera stabilità con previsioni sul PIL Italiano riviste in positivo  da -9.4 a -8,9% per Standard & Poor, attestandosi solo leggermente peggio della media globale di -8% e con una previsione forse troppo ottimistica di un +6,4% di crescita nel prossimo anno lasciano ben sperare con il Ministro dell’economia e finanze Gualtieri che afferma “a metà del 2022 ritorneremo ai livelli di PIL pre-covid”

Non resta quindi che sperare che la seconda ondata non comprometta gli scenari attuali e che il Recovery Fund sia disponibile da gennaio del 2021 per essere investito proficuamente.

Per capire di più questo cambio di prospettive sull’Italia da parte degli istituzionali si riporta una breve spiegazione di Marie-Anne Allier, gestore obbligazionario Carmignac che risponde alla domanda:

Perché lo spread Btp-Bund è ai minimi storici? …

 

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