LUXOTTICA, FUTURO CON VISTA

Ha collaborato a questo articolo Emanuele Oggioni, gestore azionario di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai), una società di diritto svizzero con sede a Lugano specializzato nell’asset management

 

Non si può definire magari una società a buon mercato a vedere i multipli attuali (11x l’EV/Ebitda previsto per il 2011 e un rapporto prezzo/utili doppio) ma Luxottica resta una società ben gestita e con prospettive di sviluppo solide.
Nell’anno del cinquantesimo anniversario Luxottica ha brindato con i ricavi più alti della storia dell’azienda e una cedola più ricca: 44 centesimi (+26%).

L’utile netto è salito del 34% a 407 milioni di euro e il fatturato è balzato a 5,8 miliardi dai 5,1 del 2009. Ma ad Agordo definiscono l’anno passato tutto sommato uno “normale” dopo le turbolenze degli ultimi due.

I ricavi sono addirittura superiori agli anni del boom pre-crisi e hanno toccato il record storico. E anche al netto delle partite fiscali, il risultato industriale è stato in forte crescita: 712 milioni (più o meno equamente divisi tra vendite al dettaglio e all’ingrosso) contro i 571 dell’anno precedente.

La società continua a generare una marea di liquidità: oltre 600 milioni nel 2010 (1,3 miliardi il saldo positivo di cassa in due anni) e che ha consentito ai debiti di scendere a 2,1 miliardi (da 2,3 del 2009). Oggi l’esposizione con le banche è così due volte il margine operativo lordo (erano quasi 3 volte l’anno precedente), un livello sostanzialmente fisiologico.

“Ritengo che il 2011 possa essere la naturale evoluzione del 2010 e un anno ricco di soddisfazioni per il Gruppo. Numerose sono le opportunità per una solida crescita di Luxottica, sia nei mercati emergenti che in quelli più maturi”, ha commentato Andrea Guerra, Chief Executive Officer di Luxottica.

Ma quali sono le attese per il 2011 per Luxottica? In un recente incontro a Londra l’ad di Luxottica ha ribadito le sue attese per il prossimo futuro e che sono di una crescita tra il 5% e il 10% per i ricavi e fra il 10 e il 20% dell’utile netto. A vedere il consensus degli analisti il mercato sembra essersi giò allineato, in quanto vede ricavi a +7% ed Ebit/Eps a +14% con il colosso degli occhiali mondiale pronto così ad avvicinare se non ritoccare un nuovo record storico di utile netto dopo il 2007 (€ 479 mn).

Sono state smentite le voci di acquisizioni nel 2011: la priorità rimane la crescita organica e la riduzione del debito, che sarà costante grazie al buon flusso di cassa di almeno € 400 milioni di euro nel 2011 (inferiore agli oltre € 500 milioni di euro del 2010 a seguito di maggiori investimenti).

Il rapporto fra indebitamento e redditività (Net Debt/Ebitda) è stimato in calo a 1,6 volte nel 2011 e a 1,2 volte nel 2010 quindi con un possibile ritorno a operazioni di acquisizioni solo nel prossimo anno. Ma cosa c’è dietro l’angolo nel futuro di Luxottica?


Riguardo l’andamento nel 2011 le vendite dei primi 2 mesi sono salite del 15% nell’ingrosso e del 6% nei negozi USA di proprietà (a parità di punti vendita). Nell’intero 2010 i tassi di crescita sono stati +9% per il wholesale e +4.4% per il retail (tassi e negozi costanti). Il breakdown retail-wholesale nel 2010 è stato di 62-38% per i ricavi e di 48-52% per l’Ebitda.

I paesi Emergenti pesano ancora poco sul fatturato di Luxottica, ossia circa il 7% delle vendite di gruppo; il tasso di crescita atteso per il 2011 è di circa il 20% mentre per la Cina si attende una crescita più significativa con ricavi fra i 75 e 100 milioni di euro.

Nei prossimi 3 anni da Cina e India gli obiettivi potrebbero essere di incrementare le vendite del 120% grazie anche a centinaia di nuove aperture. Numeri che appaiono alla portata considerato il boom di queste economie e quanto già fatto in questi anni dove la società ha triplicato le vendite negli ultimi sei anni. Intanto per conquistare questi mercati anche il prodotto è stato adattato con delle montature speciali per i nasi asiatici, che sono ovviamente diversi da quelli caucasici. Nulla è lasciato al caso.

Sul mercato americano Luxottica sta beneficiando anche della ripresa economica e qui le attese sono di una crescita delle vendite fra il 4% e il 7% nel segmento retail. Questo è certamente il mercato più importante  (il Nord America pesa circa il 60% del consumo totale vendite della società) ed è un mercato non certo saturo se si considera che ancora oggi il mercato USA degli occhiali da sole premium (prezzo maggiore di $ 50 al paio) è più piccolo di quello spagnolo, nonostante la crisi dei consumi iberica.

Fra le ultime novità il lancio dei Rayban Lightray che sono fatti di una lega leggera al titanio; Oakley ha la leadership degli occhiali 3D in USA per i cinema (un business interessante ma ancora dai numeri piccoli rispetto al fatturato generale), mentre il management non si aspetta vendite particolari per le TV 3D in quanto ancora scadenti come qualità. Luxottica è anche il numero uno mondiale nella produzione di lenti da sole ed ha il secondo network USA di laboratori ottici mentre non vuole entrare nella produzione delle lenti oftalmiche (il cui leader è Essilor)   Con un tasso di crescita degli utili previsti al 16%, e un  rapporto prezzo /utili previsto intorno a 22-24 non si può definire un’azione a buon  mercato ma la strategia di crescita sembra sostenibile con una curva dei profitti in crescita decisa. Un futuro decisamente con vista…

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