MAMMA, DICONO CHE SONO UN ROBO-ADVISOR E NON TE L’AVEVO MAI DETTO

Si parla sempre più in Italia di robo-advisoring e rivoluzione digitale nel settore finanziario. Ovvero come la tecnologia digitale sta cambiando anche il modo di gestire il proprio denaro e investire il proprio patrimonio. Qualcosa che ha a che fare proprio col lavoro che da anni portiamo avanti in Italia con i nostri siti di finanza personale e servizi di consulenza finanziaria.

Argomenti che chi conosce la nostra storia sa che fanno parte del DNA di SoldiExpert SCF (la società che edita anche questo blog MoneyReport.it) e ben prima che questo argomento fosse di moda e quando la parola “start up” o “fintech” (la tecnologia digitale applicata alla finanza) non erano così ganze come oggi.

La nostra società è nata, infatti, sul finire del 2001 proprio con questa visione che allora sembrava futuristica e pure velleitaria.

“Figurati se in Italia qualcuno acquista online dei consigli su come investire il proprio patrimonio. La relazione fisica è fondamentale. Al limite conquisterete come cliente qualche trader e smanettone, gente giovane e con pochi soldi …”
era la considerazione più diffusa.

Tutto il contrario di quello che abbiamo fatto invece noi non rivolgendoci, come molti facevano allora, al pubblico dei “narco-traders” (citazione) ma invece a quella degli investitori e risparmiatori privati che cercavano un’alternativa al canale bancario e del private banking con portafogli con orizzonti temporali non di poche ore o addirittura minuti.

Io e Roberta Rossi (socia nella Borsa e nella Vita) siamo fieri di essere visionari e quando decidemmo di creare BorsaExpert.it (poi diventata societariamente SoldiExpert SCF) addirittura abbandonammo Milano dove vivevamo, convinti che la Rete ci avrebbe consentito di risiedere ovunque. In campagna nelle Langhe o al mare a Lerici. E così pure ai nostri collaboratori e dipendenti offrimmo la stessa opportunità, il “liberi tutti”. Ciascuno poteva lavorare da casa e da qualsiasi parte del mondo (cosa che è  avvenuta per tutti con pieno successo).

Sono passati più di 14 anni da quella decisione (oggi abbiamo anche 2 figli che all’inizio piccolini stavano con noi 24 ore su 24 e poi ci hanno convinto…a prenderci un ufficio a Lerici oltre quello di Milano dove ci rechiamo quando serve ) apparentemente folle per i tempi ma qualche soddisfazione ce la siamo levata e pure qualche sassolino nella scarpa.

Non siamo folli. E non lo sono soprattutto i risparmiatori fedeli che ci hanno seguito in questi anni, diventando nostri clienti, vedendo come sono cresciuti i loro patrimoni rispetto all’andamento del mercato. Ben più di qualsiasi gestione passiva o finto attiva. E la Rete e la tecnologia stanno veramente cambiando il mondo. Anche degli investimenti finanziari.

robo-advisor
E se ancora c’era qualche dubbio, diverse conferenze a cui ho assistito la scorsa settimana al Salone del Risparmio di Milano con l’intervento dei massimi esperti del settore (ho scritto sull’argomento un lungo articolo al riguardo che  uscirà sul settimanale Milano Finanza del 3 aprile 2015) hanno confermato che talvolta essere un po’ visionari paga.

“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”
sosteneva già un certo Erasmo da Rotterdam mezzo millennio fa.

Ora si scopre che oltre l’80% delle famiglie italiane è…

…digitalizzata e addirittura un numero consistente di italiani e anche di target medio-alto passa oramai più ore sul web e sui social network che davanti alla televisione. E nelle decisioni anche finanziarie (lo dicono le ricerche commissionate dalle stesse istituzioni finanziarie europee) si lascia influenzare da quanto legge e apprende sulla Rete sostengono adesso i guru della Rete e del Digital Banking.

Il nuovo risparmiatore 2.0 fa confronti, valuta e non dà per scontato che quello che gli propone la sua banca o il suo promotore finanziario sono il Verbo.

L’ “always on” e il “sempre connessi” sono come un virus e hanno fatto breccia anche nel mondo finanziario degli investimenti. D’altra parte se la maggior parte degli italiani appena sta poco bene consulta Google per avere maggiori informazioni sui sintomi di una malattia e come curarsi (col paradosso che siamo tutti diventati un po’ ipocondriaci come i personaggi “analogici” di Carlo Verdone) come stupirsi che anche riguardo i propri risparmi si valutino altre cure e rimedi?

E le ultime ricerche dicono che anche in Italia coloro che nel linguaggio finanziario sono considerati il target più ambito, quello degli “affluent” o dei “Hnwi” (High Net Worth Individual) ovvero il segmento di risparmiatori col patrimonio più elevato guardano alla Rete anche per decisioni finanziarie importanti come investire il proprio patrimonio e formarsi un giudizio anche per relazionarsi col proprio financial advisor.

E col tablet, lo smartphone o col notebook si fanno quindi delle domande e fanno dei confronti sul modo di investire il proprio patrimonio  senza pregiudizi o preconcetti come quello che “solo la banca o il private banking possono fornirmi le soluzioni finanziarie migliori e più interessanti come rapporto rendimento/rischio o servizio”.

 Tutto sta cambiando nel polveroso mondo della finanza tradizionale (anche in Italia), evviva!

E il virus anche della consulenza finanziaria indipendente oltre che online si sta diffondendo soprattutto se chi lo porta avanti come SoldiExpert SCF può testimoniare con numeri reali che il vantaggio c’è per tutti, a partire dai clienti che hanno sottoscritto e seguito nel tempo i nostri consigli (basati sull’utilizzo molto ampio di software come avviene nel mondo dei robo-advisoring e con delle persone in carne e ossa come me, Roberta e il nostro team che naturalmente sono in grado di rispondere a tutte le eventuali domande) che sono riusciti a ottenere sul campo in modo concreto e misurabile maggiori rendimenti e minori rischi per i propri “subscriber”.

E non stiamo parlando di clienti della generazione Y ovvero i cosiddetti “millenials”, coloro che sono nati dopo il 1980 e sono considerati i “nativi digitali” che rappresentano nel caso della nostra clientela una nicchia veramente piccola. Fra i nostri clienti infatti la maggior parte sono capelli grigi o pure totalmente stempiati come il sottoscritto e sempre più donne per quanto in netta minoranza di genere.

Secondo Raef Lee, managing director di SEI Advisor Network, e molti addetti ai lavori americani ma anche italiani l’idea condivisa per lungo tempo è stata che i “robo-advisor avranno probabilmente successo con la fetta di mercato finora ignorata dai consulenti, come per esempio i giovani e i clienti con pochi soldi”.

I nostri numeri (e non solo i nostri)  ci dicono che non è proprio così (e premesso che soprattutto in Paesi come l’Italia chi ha capitali da investire e un patrimonio messo da parte non è certo nella maggior parte dei casi un ….trentenne) assistiamo invece con sempre maggiore forza a risparmiatori anche con patrimoni importanti (da qualche decina di migliaia di euro a qualche centinaia di migliaia di euro o milione di euro con sempre maggiore frequenza) che…

…comparano, valutano e scelgono i nostri servizi e si fidano della consulenza finanziaria indipendente anche online quando è credibile come proposta.

Certo non abbiamo masse sotto consulenza nell’ordine di miliardi di euro ma da qualche tempo abbiamo superato il muro del centinaio di milioni di euro e cresciamo mese dopo mese e i nostri stessi clienti sono i nostri migliori propagandisti.

Non siamo magari famosi come altre società anche perché siamo un po’ taccagni e un poco all’antica (i bilanci ci piace chiuderli con l’ultima riga in nero) lo ammettiamo. Nel robo-advisoring all’italiana società come MoneyFarm e Advise Only non hanno lesinato risorse e budget pubblicitari importanti (basta guardare i loro bilanci) e seguono un modello certo differente rispetto al nostro sia come strategia che nel promuoversi su tutti i canali web e tradizionali.

Ma guardiamo con interesse al loro tentativo di cercare di conquistare questo mercato dove c’è molto spazio e ne siamo lieti perchè comunque rispettiamo il loro management e azionariato (fatto anche da venture capitalist) e perchè comunque più si promuove e si fa conoscere questo mercato della consulenza finanziaria online (o del robo-advisoring) maggiori possono essere le opportunità per tutti coloro che operano in questo settore.  Esaltando ciascuno le proprie specificità visto che sappiamo per esperienza che oggi nessuno ha la “ricetta” in tasca giusta e possono convivere diversi modelli sul mercato, ritagliandosi ciascuno un proprio spazio se ha del valore da offrire ai propri clienti.

 

VonTobel
La scorsa settimana ha fatto rumore l’acquisizione del sito di consulenza finanziaria online, LearnVest, da parte di una compagnia assicurativa tradizionale americana, la Northwestern Mutual fondata 158 anni fa. Fondatrice e ceo di LearnVest è Alexa von Tobel, 31 anni (nella foto a destra) che qualche hanno fa aveva deciso di creare questa start up con l’obiettivo di “aiutare i risparmiatori americani a  diventare finanziariamente meno pavidi”

Personalmente e con l’esperienza e l’intuizione di Roberta Rossi in questo settore abbiamo preferito inventarci una strada nuova, facendo un passo alla volta. Quando siamo partiti non esisteva nessuno dei siti di robo-advisoring più celebrati oltreoceano o oltremanica come Wealthfront, Betterment, LearnVest (la settimana scorsa passata di mano a qualcosa come 250 milioni di dollari e rilevata da una tradizionalissima compagnia assicurativa di Milwaukee, la Northwestern Mutual ) , Future Advisor oppure Nutmeg solo per citarne alcuni.

Quando siamo partiti non c’erano  e molti anni di esperienza sul mercato (Roberta Rossi ha lavorato per diversi anni a Soldionline.it uno dei primi siti finanziari mentre io avevo lavorato soprattutto come analista, gestore e giornalista economico-finanziario) ci hanno insegnato che il mercato italiano ha delle specificità che non vanno trascurate ma semmai esaltate. Il mercato della consulenza finanziaria online non lo si acquista semplicemente (anche se si dispongono di capitali pressochè infiniti) ma lo si conquista un poco alla volta se di dispone soprattutto di vero valore aggiunto da offrire sul mercato.

salvatore_roberta_homepage
io e Roberta Rossi, la mia metà nella Borsa e nella Vita

Per questo motivo nel modello di SoldiExpert SCF non proponiamo solo esclusivamente portafogli di ETF (su cui nei nostri portafogli adottiamo comunque strategie attive) perché crediamo che ci siano più possibilità in questo settore che offrire la solita minestra di Markowitz peraltro pure a prezzi low cost.

E infatti come SoldiExpert SCF proponiamo una gamma molto ampia di portafogli e strumenti poiché la Teoria della Coda Lunga di Chris Anderson insegna che non esiste più grazie al web un mercato di massa ma una massa di mercati…

E che se si vuole essere pagati (in anticipo) a parcella su servizi online di questo tipo da risparmiatori che in molti casi in Italia pensano che la propria banca o promotore lavorano per lui…

…gratis (e questo è accaduto anche in Gran Bretagna come abbiamo visto nel precedente articolo) non si tratta di una cosa così banale (il terrore di molti promotori finanziari che abbiamo visto nei loro volti al Salone del Risparmio se in Italia la Mifid2 significasse la riproposizione di un modello all’inglese come la RDR) e occorre essere in grado veramente di giustificare nel tempo il valore del proprio servizio non fornendo solo torte e creando una forte relazione col cliente che non può essere basata solo sul prezzo low cost.

Nel nostro caso il modello free o semi free (gratis o tutto quasi gratis) lo lasciamo agli altri perché se un’azienda non guadagna non può investire e remunerare adeguatamente i propri cervelli e migliorare continuamente i propri servizi, investendo fortemente in tecnologia e ricerca.

Quello che riteniamo essenziale fare in questo settore e che abbiamo sempre fatto grazie al cash flow prodotto visto che non abbiamo (non sappiamo se purtroppo o per fortuna) venture capitalist che ci pagano i conti a piè di lista a fine anno.

E nel caso dei servizi di portafogli modello ovvero consulenza generica e di consulenza personalizzata tutti sotto il tetto di SoldiExpert SCF (e fra poche settimane sarà finalmente online il nuovo completamente rinnovato sito visto che quello che abbiamo su lo ammettiamo è una vera fetecchia) l’idea che abbiamo messo al centro del nostro robo-advisoring è stato quello di offrire  un lato umano (tutti i nostri clienti possano contattarci direttamente se vogliono maggiori informazioni via telefonica, skype, video chat e anche di persona su appuntamento) ma anche una gestione attiva basata quindi su algoritmi con strategie fortemente attive e flessibili capaci nel tempo di ottenere risultati superiori rispetto al mercato (migliori rendimenti, minori rischi).

E in questo le “macchine” hanno capacità statisticamente migliori di adattarsi all’andamento dei mercati se ben programmate (e se dall’altra parte ci sono naturalmente risparmiatori capaci di comprenderne pregi e difetti di una gestione attiva e dargli il giusto orizzonte temporale) anche perché i “robot” non soffrono a differenza degli umani (e anche dei guru) di tutti quei “bias”, distorsioni, che caratterizzano l’ego umano.

Inutile dire che anche questo nostro agire è stato un po’ coraggioso visto che parlare di gestione attiva e basata su analisi quantitativa, algoritmi, trading system e software per formare i portafogli dei clienti (proponendoli online) e decidere lo stock o fund picking e soprattutto il “market timing” (ovvero quando entrare e uscire) sembrava una follia.

“Impossibile fare meglio dei mercati” il refrain che ci siamo sentiti dire per moltissimi anni (e capita talvolta ancora oggi) eppure i nostri portafogli incuranti di questo comodo pregiudizio che serve a molti vendere anche l’aria fritta hanno realizzato risultati eccellenti su tutti i nostri servizi di consulenza (si può vedere qui l’andamento dei portafogli modello che sono solo una parte dei nostri servizi) senza far correre più rischi ai nostri clienti ma al contrario come possiamo dimostrare non su brochure patinate ma su risultati reali messi a segno su portafogli di Etf, fondi, sicav, azioni o obbligazioni.

E la cui strategia sottostante (e le risposte alle più comune obiezioni) abbiamo spiegato in un ebook pubblicato qualche mese fa (vedi qui se lo vuoi scaricare), portando a sostegno delle strategie attive da noi adottate una bibliografia anche accademica su teorie come il “momentum” e la “forza relativa” (che nel nostro caso vengono poi declinate in segnali operativi in base a modelli proprietari che abbiamo sviluppato con il nostro Ufficio Studi e team di programmatori) veramente molto ampia.

E ci fa sorridere ora vedere che quello era “impossibile” solo fino a pochi anni ora invece a sentire il nuovo Verbo che viene diffuso da molte banche e società di gestione è… possibile se si guarda come spingono la vendita di prodotti finanziari e fondi “multi asset” e “flessibili”. Sulla carta…….in molti casi visto che devono ancora affrontare il test vero dei mercati che è fatto da discese forti e prolungate come per esempio quello che è accaduto nel 2007-2008 (e guarda caso la maggior parte di questi prodotti “miracolosi” è stato lanciato dopo quel periodo dagli uffici marketing…) e non mercati come quelli degli ultimi 2/3 anni.

La consulenza finanziaria online e anche il nuovo filone (per alcuni) del robo-advisoring crediamo insomma che cambieranno molto il mondo del risparmio (anche in Italia) e siamo solo all’inizio di una vera rivoluzione già in atto che sta cambiando molte carte in tavola. E molte ne cambierà e quello che immaginiamo oggi dietro l’angolo nel prossimo futuro è una convergenza fra finanza tradizionale e finanza digitale. Qualcosa del genere sta già accadendo nel resto del mondo (la casa di investimenti Schroder ha acquisito lo scorso anno una quota nel robo-advisor inglese Nutmeg) e anche in Italia con i soliti tempi traslati e resistenze non ci stupiremmo che accada fra qualche anno la stessa cosa.

Noi siamo piccoli, piccolissimi. Una pulce in questo settore e non abbiamo mire di conquistare il mondo. Ma siamo riusciti in questi anni e entrare comunque su questo mercato, a non esserne sbalzati e vedendo i bilanci a diventarne anche fra le realtà più significative.

Abbiamo un business in crescita, pure scalabile (così ci dicono quelli del settore quando raccontiamo quello che facciamo e come lo facciamo), con portafogli con strategie proprietarie e attive (non vendiamo la solita minestra di Markowitz a base di torte e pigri ribilanciamenti per una precisa scelta strategica oltre che di convinzione profonda che quel terreno è paradossalmente il più difficile da conquistare per costruirci un business duraturo e redditizio) e contiamo su un numero di clienti che pagano anno dopo anno la nostra consulenza (e non per 2 lire) perché hanno capito nel tempo che c’è del valore dentro e forniamo quello che cercano.

Perché crediamo fortemente che fintech, roboadvisor e altre parolone abbiano un senso anche e soprattutto nell’era 2.0 come ha scritto David Wolman, guru della Rete e firma di Wired, “la vera innovazione è quella che ci aiuta a fare scelte intelligenti”.

La vera disruption o disconessione nel settore della finanza digitale si realizza non con la sola tecnologia fine a se stessa. I risparmiatori non sono buoni manager dei propri soldi (e non lo sono spesso nemmeno i gestori professionali) e la rivoluzione digitale o il fintech avranno duraturo successo solo se realizzeranno innovazioni che aiutino concretamente l’home economicus a gestire meglio i propri risparmi.

Minori costi, maggiori risultati, minore tempo, maggiore possibilità di centrare i propri obiettivi finanziari.

Ha scritto (dicono) Albert Einstein: “I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una potenza che supera l’immaginazione”. 

E’ questa anche la grande sfida del fintech e del robo-advisoring secondo noi. Le macchine possono essere fantastiche ma bisogna anche farle andare d’accordo con gli uomini e i risparmiatori finali. E la cosa non è proprio facile come raccontarla visto che la maggior parte dei risparmiatori come insegna la finanza comportamentale ha serie difficoltà già a decidere per il meglio con il proprio cervello.

Finovate London 2015 - Salvatore Gaziano e Stephane Dubuois di XIgnite
Nella foto, Salvatore Gaziano con Stephane Dubuois, CEO di XIgnite, società statunitense specializzata nella produzione di dati di Borsa in occasione di Finovate London

E al riguardo ho intervistato recentemente, anche per confrontarmi su questi argomenti, Stephen Dubois, ceo e fondatore di XIgnite, società leader nella Silicon Valley di quel mercato che gli addetti ai lavori chiamano “market data cloud solution”. E tutto questo in occasione di Finovate (la fiera delle start up del fintech) nell’edizione di Londra dove ho partecipato insieme a Federico Ricci, nostro responsabile dell’Information Technology (vedi qui il breve video di lancio dei nostri articoli dedicati proprio al fintech e al roboadvisoring).

 

Fra i clienti di XIgnite oltre 1000 istituzioni finanziarie di tutto il mondo (dal Nasdaq alla Borsa Italiana), inclusi gli innovatori del fintech (nomi come Wealthfront, Betterment, Personal Capital, Motif Investing, Robinhood, StockTwits, and Yodlee).

E se c’è qualcuno che di questo settore dei robo-advisor ha una chiara visione di quello che sta accadendo è certo questo francese che ha fatto fortuna negli Stati Uniti.

Ma di tutto questo ne parleremo nella prossimo articolo e nell’intervista a Stephen Dubois.

Buona Pasqua!

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI