MAMMA, MI SI SONO DIMEZZATI I BITCOIN

A fine ottobre io e Roberta Rossi abbiamo tenuto una conferenza in Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte in occasione del Trading Online Expo che ha toccato diversi argomenti caldi”: “DAI PAC AI FONDI SUI MEGATREND, DAI PIR AL BITCOIN. E DOPO?”

Riusciamo finalmente a pubblicare il video di questa conferenza, come richiesto da numerosi risparmiatori.
Sono diversi gli argomenti trattati e alcuni di essi li affronteremo anche con ulteriori contributi (come per esempio il tema dei Pac e di come costruirsi a rate una rendita futura attraverso ETF, fondi d’investimento o tramite i fondi pensione). Di ogni investimento, che si tratti di un Pir o del BitCoin, parliamo come al solito dei PRO ma anche dei CONTRO, visto che siamo una società di consulenza finanziaria indipendente, non dobbiamo spingere nessuno specifico prodotto e non viviamo di retrocessioni sugli strumenti di investimento consigliati ai nostri clienti.

Riguardo i Piani Individuali di Risparmio (Pir) abbiamo già trattato diverse volte questo argomento, mettendo in evidenza come l’industria del risparmio gestito ha messo le mani su questo mercato, trasformandolo in moltiplicatore di profitti per il sistema bancario ma non necessariamente per i risparmiatori.

Conviene sottoscrivere un PIR?

Una normativa, quella sui PIR, che poteva essere scritta meglio e non solo per favorire a senso unico l’industria del risparmio gestito a spese dei risparmiatori. Di fatto i benefici fiscali previsti teorici (e sottolineiamo teorici in molti casi visto il peso delle gabelle applicate da molte società, banche e compagnie assicurative) è possibile averli solo passando sotto le “forche caudine” di questi intermediari (che si fanno pagare non poco) mentre nel caso del risparmiatore fai te si è riusciti a buttare tutto su un binario morto quando addirittura non si è ricorsi al sabotaggio.

 

Bitcoin e criptovalute, istruzioni per l’uso

Sul tema del Bitcoin & dintorni in questi mesi diverse volte con analisi e commenti abbiamo cercato di spiegare cosa ci piace di questa tecnologia (basata sulla cosiddetta “blockchain”) ma anche cosa non ci convince di quello che viene definito “l’investimento nelle criptovalute”.

(SPECIALE) Fenomeno BitCoin: la bolla del secolo?

 

Sull’ultimo numero di gennaio di Wall Street Italia, in un’intervista ho definito tutto questo “circo” come “il futuro delle bolle” come avvenne con buona parte della new economy a inizio millennio.

La storia (soprattutto finanziaria) si ripete!
Era il 16 Ottobre 1929, quando il New York Times riportava la frase del famoso economista Irving Fisher, secondo cui «le quotazioni delle azioni hanno raggiunto ciò che sembra essere un livello stabilmente elevato».

Qualche settimana dopo martedì 29 ottobre partì un crollo dei mercati (-70%) che da Wall Street si propagò in tutto il mondo fra i più tragici della storia e che sfociò nella “Grande Depressione”.

A dicembre il prezzo del Bitcoin (ma sono migliaia oggi le criptovalute disponibili anche più fantasiose e spesso basate sul nulla se non la fiducia di chi le acquista per rivenderle successivamente a un prezzo più alto) è arrivato perfino a superare quota 20.000 dollari mentre in questi giorni è arrivato a scendere sotto i 10.000 dollari in un tagadà dei prezzi sempre più evidente.
Mi dispiace ribadirlo: ci saranno anche risparmiatori che guadagnano cifre magari anche importanti comprando e vendendo BitCoin, ma la maggioranza di chi si cimenta in mercati come questo, basati fondamentalmente sul meccanismo delle “bolle” (come i tulipani “Semper Augustus” nel 1600) puo’ perdere anche la camicia.

Nelle scorse settimane e mesi abbiamo ricevuto tantissime richieste di offrire servizi di consulenza e segnali o addirittura portafogli consigliati di criptovalute. Abbiamo  letto su giornali finanziari esperti spiegare che “tecnicamente questo mercato può solo salire e non scendere”.

Una dichiarazione che ci ha ricordato l’economista Irving Fisher, visto che la storia finanziaria è piena di previsioni folli fatte anche da persone intelligenti, come abbiamo letto in questi mesi e continueremo sicuramente a leggere.

Per l’oracolo di Omaha, al secolo Warren Buffett, uno dei più grandi investitori di tutti i tempi, la prima regola per investire è “Scegli quello che conosci (e che capisci)”, per quanto molto “old economy”, mi sembra un consiglio di grande e attualissimo buon senso e che dovrebbe guidare tutte le scelte finanziarie del “buon padre (o madre) di famiglia”.
Se investite in azioni o obbligazioni il sottostante è una quota di capitale in una società o un credito verso una società, nelle criptovalute il sottostante è un… algoritmo che sfrutta la crittografia del protocollo SHA256 con ulteriore passaggio RIPEMD160.

Sarà pure fighissimo, ma non me la sento (sarò forse un codardo o un Flinstone) di consigliare ad amici e clienti di prendere una parte significativa dei propri risparmi e dirgli che questo è un investimento.

Al limite magari è un’eccitante gioco d’azzardo e di società, ma personalmente non amo i giochi d’azzardo, pur avendo vinto da ragazzo, grazie a quelli che una volta si chiamavano “sistemi integrali ridotti”, al lotto, totocalcio, Totip e pure ai cavalli (e ho vinto anche un cavallo ma questa è un’altra storia).

Buona visione!

 

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