MARCHIONNE È NATO CON LA CAMICIA, POSTE ITALIANE NEI GUAI PER I FONDI IMMOBILIARI

Il prossimo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, twitta ringraziando Ford ma anche la Fiat Chrysler per aver deciso di investire in America e non più in Messico. Al Salone di Detroit Fca ha infatti annunciato che investirà oltre un miliardo negli impianti in Michigan e Ohio, creando 2000 posti di lavoro.

In realtà Sergio Marchionne da abile comunicatore e pokerista ha scelto il momento giusto per calare questa carta che aveva già da tempo in mano. Già nel luglio scorso erano, infatti, partiti i negoziati (vedi qui) con i sindacati americani per incrementare la produzione in Michigan e in Ohio.  Ben prima dell’onda protezionista scattata con l’elezione di Donald Trump. Una decisione pragmatica che nasce dall’esigenza di rinnovare gli stabilimenti statunitensi per star dietro alla produzione di mezzi come Suv, pick up e minivan e dalla constatazione che vendere berline e auto tradizionali a marchio Chrysler è un’impresa sempre più ardua. Su questo tipo di veicoli più tradizionali l’idea un anno fa era di spostarne la produzione soprattutto in Messico dove il costo del lavoro è molto più basso ma il flop delle vendite (compreso quello della Fiat 500) ha facilitato la scelta di puntare sul segmento più redditizio come quello di suv e pick up.

L’annuncio di Marchionne è piaciuto al mercato e come spieghiamo nell’intervento fatto durante la trasmissione Caffè Affari su Class CNBC da qualche mese il vento è cambiato sulle azioni della casa automobilistica un tempo torinese e oggi anglo-olandese-statunitense.

Se per Fca le cose sembrano andare con il vento in poppa non la stessa cosa si può dire per Poste Italiane che si trova ad affrontare la grana dei fondi immobiliari collocati con grande impegno nel periodo 2000-2005. La scintilla è stata la scadenza di uno di questi fondi immobiliari, Invest Real Security, che collocato a 2500 euro ha restituito a fine dello scorso mese alla scadenza poco più di 390 euro. Un altro caso di risparmio tradito poiché allo sportello postale questo tipo di fondi veniva collocato a risparmiatori spesso anziani come un tipo di investimento stabile e sicuro.  E non è certo solo questo l’unico fondo immobiliare collocato da Poste Italiane che ai tempi dell’era Sarmi collocarono quasi 1 miliardo di euro di questi prodotti con fondi come Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha Immobiliare. Per questo ultimo poi una doppia beffa perché la scadenza originariamente prevista a fine 2015 qualche tempo fa è stata spostata al 2030 e si spera che anche l’orizzonte di vita di molti sottoscrittori subirà un simile slittamento.
Ora Poste Italiane ha messo in programma un possibile ristoro economico (si parla di 50-60 milioni di euro per risarcire in qualche modo i possessori del fondo immobiliare Invest Real Security) per i correntisti danneggiati da questo pessimo affare e le azioni delle Poste Italiane non certo stanno traendo beneficio da questa situazione che rischia di creare un danno reputazionale non trascurabile. E che probabilmente costerà al bilancio di Poste Italiane qualche centinaia di milioni di euro di risarcimenti poiché se ora siamo arrivati alla scadenza di Invest Real Security, nei prossimi anni andranno in scadenza gli altri fondi immobiliari quotati per i quali, salvo una forte ripresa delle quotazioni dell’immobiliare, un destino simile sembra segnato.
La solita storia del conflitto d’interessi che non sembra una faccenda molto chiara per molti risparmiatori che si fidano troppo ottimisticamente di quello che gli vende l’oste… Se centinaia di migliaia di risparmiatori ne usciranno danneggiati da questo tipo di investimenti le società collocatrici (Poste, banche italiane, società di gestione, periti che ne valutavano le quote) in questi anni sui fondi immobiliari hanno tratto grandi guadagni.

Intanto fra i titoli che meglio si stanno comportando a Piazza Affari continua l’ascesa di STM, titolo da tempo segnalato su diversi portafogli di SoldiExpert SCF. Al Salone di Las Vegas dell’elettronica di consumo la società italo-francese ha tenuto banco e il 26 gennaio 2017 dovrebbero essere annunciati i risultati dell’anno. Il titolo ha superato di slancio quota 10 euro e diversi broker stanno portando il target price a 12 e 13 euro. E pensare che solo qualche mese fa per molti analisti STM era da vendere e per quelli di Bank of America Merril Lynch (vedi qui) il titolo era destinato a scendere sotto i 5 euro. Così va il mondo.

Di seguito l’intervento di Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, questa mattina a Caffè Affari su CLASS CNBC prima dell’apertura dei mercati.

 

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