Mediobanca e l’utile triplicato ripetuto a pappagallo: i bilanci raccontano un’altra storia

Il 10 febbraio sono usciti i dati del secondo semestre di Mediobanca. Tutti i giornali ripetono in coro “Mediobanca triplica l’utile”. Peccato che a spulciare il bilanci si scopre un’altra realtà tra gli utili netti e gli utili detti

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

Martedì 10 febbraio Mediobanca, la storica banca d’affari milanese che negli anni si è aperta anche a business rivolti a consumatori e investitori, ha comunicato i dati del secondo semestre. Nel caso della banca di via Filodrammatici non si tratta del bilancio annuale visto che per un vezzo e caso raro a Piazza Affari Mediobanca chiude il bilancio al 30 giugno e non a fine anno come tutte le società quotate.

I titoli dei giornali (anche quelli finanziari sic!) si sono scatenati nel rilanciare una frase del comunicato stampa (che forse ne costituiva il titolo)  “Mediobanca triplica l’utile”, “Mediobanca triplica l’utile con le gestioni”, “Mediobanca triplica i profitti“,”L’utile Mediobanca triplicato in 6 mesi” tanto per citare qualche titolo. In un articolo ci si spinge addirittura a scrivere “La merchant bank ha registrato un utile netto di 411 milioni triplicato rispetto a un anno prima”. E qui siamo proprio al falso storico.

Mediobanca nel semestre 2020 ha conseguito un utile di 410,6 milioni di euro in calo del 13% rispetto al corrispondente semestre del 2019 come si può vedere dalla tabella sottostante.

Sommando gli utili del secondo semestre 2020 (200,1+210,5) con quelli del corrispondente periodo del 2019 (170,6+197) si vede una contrazione del 13% semestre su semestre

 

E quindi? Dove è uscito il dato sul fatto che la banca ha triplicato l’utile? Nel comunicato diffuso dalla società c’è scritto “L’utile netto triplica rispetto al semestre precedente”. Guardando la semestrale in effetti, l’utile del primo semestre è pari a 132 milioni di euro quello del secondo è pari a 410,6 quindi effettivamente l’utile del secondo semestre è il triplo del primo. Ma anche nell’esercizio precedente si sarebbe potuta dire la stessa cosa! I risultati del secondo semestre 2019 mostravano un utile triplo rispetto al primo semestre. Si capisce bene che è leggermente misleading (un tantino ingannevole) dare tutta questa enfasi al secondo semestre rapportato al primo.

Per Mediobanca un 2020 sottotono

L’utile di Mediobanca nel primo semestre 2020 è stabile rispetto all’anno precedente, mentre nel secondo semestre la banca ha perso 57 milioni di euro di utile rispetto al corrispondente semestre dell’anno prima (l’utile netto del secondo semestre 2020 è stato pari a 410 milioni di euro, l’anno prima era stato pari a 467 milioni di euro). E di questo anno un po’ in sordina non c’è traccia nel comunicato stampa. Nè nei media che lo hanno ripreso ripetendo a pappagallo la storiella dell’utile triplicato.

Lettera Settimanale

LA NOSTRA LETTERA SETTIMANALE... WOW!

Tieni sempre acceso un radar sui mercati! Ricevi gratis, ogni martedì, il meglio delle nostre analisi sulla tua casella email

Acconsento al trattamento dei dati per scopi di marketing, comunicazione e promozione da parte esclusiva di SoldiExpert SCF. I miei dati non saranno trasmessi a terzi e trattati nel rispetto della normativa

Quali divisioni sono andate male? Bisogna andare a leggersi nella sezione Investor Relator della banca la relazione semestrale (29 pagine) e un’altra sessantina di pagine di commento ai risultati del secondo semestre. Tempo di lettura un’ora o poco più, la maggior parte sono tabelle. Come questa che mostra il contributo delle diverse aree di business della banca, alcune indicate con acronimi: WM sta per Wealth Management, CIB sta per Corporate & Investment Banking, PI per Principal Investing. Come si vede il semestre 2020 l’area Consumer e il Personal Investing segnano il passo.

 

Il confronto tra il secondo semestre 2019 e 2020 con l’andamento delle diverse aree di business di Mediobanca evidenzia che l’area Consumer e Personal Investing sono quelle che hanno conseguito i risultati peggiori

 

L’area Consumer è il credito al consumo, su cui Mediobanca è presente con la controllata Compass, ha chiuso l’anno in drastica flessione (-17,7% utili del secondo semestre 2020 rispetto al 2019). Il comportamento più “pauperista” dei consumatori, dettato dalla mancanza di occasioni di acquisto o paura del futuro o in seguito alla perdita del posto di lavoro, ha affossato i conti di quelle società che si occupavano di credito al consumo: comprare a rate e indebitarsi durante la pandemia non va più. Nel caso di Compass nel secondo semestre 2020 i prestiti personali sono calati del -33,6% le carte rateali hanno subito una flessione del -13,6%, i prestiti finalizzati sono diminuiti del -12% e i finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio sono sono scesi dell’8,7%. 

Compass, che nel secondo semestre del 2019 aveva erogato credito al consumo per 3.855 milioni, nel secondo semestre 2020 si è fermata a 2.953 milioni (-24%)

Un’altra posta di bilancio andata a condizionare i risultati della divisione Consumer sono i 15 milioni di euro di accantonamenti per la sentenza Lexitor della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 11.09.2019: in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il risparmiatore ha diritto a un rimborso dei costi sostenuti compresi quelli di up front, non solo quelli ricorrenti.

L’altra divisione di Mediobanca che ha segnato il passo è il Personal Investing che ha prodotto il 33% di utili in meno rispetto al semestre precedente

Qui hanno pesato gli effetti negativi derivanti dagli oneri connessi alla cessione di BSI da parte di Generali, una delle partecipate del Gruppo.

Tra gli utili detti e quelli netti nel caso di Mediobanca c’è come dall’acqua al mare

Alla faccia del miglior trimestre della storia della banca come ha pomposamente dichiarato l’ad di Mediobanca e la maggior parte dei giornali e siti hanno ripreso in coro senza evidenziare l’informazione completa.

E purtroppo il malvezzo che i titoli (e lo svolgimento) che escono sui giornali e siti finanziari coincidono sempre più con il comunicato stampa delle stesse società (e questo non riguarda certo solo Mediobanca) dove si fornisce naturalmente un’informazione di parte e “addomesticata” è diventata la norma. E non è proprio bellissimo come direbbe a modo suo Nino Frassica, testimonial di Compass proprio la società specializzata in prestiti al consumo di Mediobanca: “Questa è una cosa di una certa gravidanza”.