Mercati: brusca frenata. Consigli per non perdere la testa

Nelle ultime settimane abbiamo consigliato di alleggerire diverse posizioni sia sul mercato azionario che obbligazionario con segnali di uscita su Etf, fondi, azioni e titoli e si è creato così un cuscinetto discreto di liquidità. Nessun asset è stato al riparo dallo tsunami finanziario. La borsa italiana ha perso il 9,85%, l’indice Eurostoxx il 6,44%, le azioni dei Paesi Emergenti il 6,28%. Nemmeno l’obbligazionario si è salvato. Blasonatissimi fondi con performance (passate) a due cifre e 5 stelle sono arrivati a perdere oltre il 10% in un mese. E gli stessi Btp hanno perso su scadenze a cinque anni sono arrivati a perdere il 5%. La discesa dei mercati è stata globale e repentina. C’è da preoccuparsi? No. Questi ribassi fanno parte del “gioco” e non sono nulla di anomalo nella storia dei mercati.

 

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Nel 2005 ad aprile ci fu un movimento analogo, altrettanto violento che riguardò soprattutto i mercati azionari (il MSCI World perse il 5,47% in poche sedute) ma poi il mercato ripartì. Dal 21 maggio al 24 giugno 2013 l’indice delle borse mondiali ha perso l’8,17% il mercato obbligazionario (indice Fideuram) il 2,89%.
Una brusca battuta d’arresto ma non certo la fine del mondo. La volatilità dei mercati è qualcosa da mettere in conto come investitori e coinvolge qualsiasi strumento sia quotato, ovvero scambiato sul mercato. Che sia un titolo o un paniere di titoli come nel caso di un fondo o di un etf.

MOLLO TUTTO?
Come scriviamo da anni queste sono le regole dei mercati che bisogna accettare.
E se qualcuno in seguito ai recenti ribassi sta pensando di “mollare” sbaglia. Non si investe per ritirare i soldi il prossimo mese. La volatilità fa parte del passato, del presente e del futuro di un investitore. E’ ineliminabile. Si può cercare di ridurla ma non la si annulla mai.

Per questo sconsiglio di controllare ogni giorno quanto vale il proprio patrimonio. Meglio guardare la posizione ogni tanto per evitare di dare per acquisiti i guadagni e soffrire troppo quando si era guadagnato tanto e poi si
torna indietro. L’importante è che la linea di tendenza sia positiva. Che si veda il proprio patrimonio crescere nel tempo: non ogni giorno né ogni settimana né ogni mese perché questo francamente è impossibile.

Gli investimenti che sembrano “tranquilli” possono rivelarsi delle trappole. Quando si investe con la pancia e non con la testa le scelte che si fanno non sono mai razionali. Né ragionate. La soluzione? Non guardare continuamente la valorizzazione del proprio capitale, l’attimo, il contingente, il movimento delle ultime tre settimane: ci risparmieremo tanta ansia e uno stress eccessivo.
Il percorso di un investitore è fatto di continui stop. Ma poi arriva il go. Noi per ora stiamo fermi su parte del patrimonio in attesa del “go” e di segnali di forza su alcuni comparti, titoli o mercati che monitoriamo su migliaia di
opportunità.

Ma prima che si riparta nel frattempo che si fa con la liquidità in portafoglio mi chiede un cliente?

A DOMANDA RISPONDO
Un affezionato cliente mi ha scritto questa settimana:” Ho ricevuto nell’ultimo periodo parecchi segnali da parte vs di liquidare posizioni in azioni e fondi e ora ho circa XXX.000 euro di liquidità sul c/c, considerando che ultimamente alcuni giornali italiani ed alcuni blog hanno riportato notizie in merito ad un prelievo forzoso sui depositi e c/c vorrei sapere, se possibile, cosa ne pensa di quest’ultima notizia ? e dovrei diversificare la mia liquidità su altri conti correnti
e conti di deposito ? Che ammontare di liquidità dovrei tenere sul c/c XXX per eseguire operazioni da Voi segnalate ?

QUANTA LIQUIDITA’ LASCIARE SUL CONTO
Rispondo partendo dal basso. Consigliamo di lasciare sul conto corrente su cui si effettuano le compravendite il 10% del capitale sotto consulenza.
Quindi se il capitale sotto consulenza è 400.000,00 euro consigliamo di tenerne a disposizione il 10% quindi 40.000,00 euro. Se il capitale sotto consulenza è 200.000,00 euro occorre tenerne a disposizione il 10% sul conto. In caso di
segnali di acquisto, quando si scende sotto il 10% di liquidità disponibile tale percentuale va reintegrata.

COME IMPIEGARE LA LIQUIDITA’ EXTRA
L’opzione migliore sono i conti deposito LIBERI perché coniugano flessibilità e rendimento. Offrono una remunerazione positiva su qualsiasi orizzonte temporale (da pochi giorni a qualche mese) e quando si ha necessità di
fare cassa in due giorni la liquidità torna sul proprio corrente e può essere utilizzata per le compravendite. Tra i nostri preferiti per solidità della banca e rendimento ci sono Rendimax e CheBanca.

Pro e contro I conti deposito se non espongono al rischio di mercato (danno un rendimento sicuramente positivo rispetto a comprare un titolo obbligazionario, un etf o un fondo monetario) sono “deboli” su due fronti: sopra i 100 mila euro non sono garantiti e in caso remoto di prelievo forzoso non tutelano l’investitore.
Inoltre mi fa notare un mio cliente che non ama spostare i soldi da un conto all’altro (dice che dalla banca lo chiamano regolarmente per capire perché sta drenando liquidità) se compra un Etf o un fondo non deve spostare i soldi ma li lascia sulla banca in cui sono. E proprio perché anche gli etf e i fondi sono una valida alternativa al conto deposito abbiamo preparato una tabella.

FONDI ED ETF MONETARI IL CATALOGO E’ QUESTO
Sia i fondi sia gli Etf hanno il non trascurabile vantaggio di essere di proprietà dell’investitore e non della banca. Qualsiasi cosa succeda alla banca su cui sono depositati si possono trasferire da un istituto all’altro a differenza dei soldi lasciati sui conti deposito. I fondi e gli Etf sono inoltre decisamente meno a rischio di prelievo forzoso se si ha questo timore. Sembrano perfetti per parcheggiare la liquidità ma non è propriamente così, perché di “perfetto” non
c’è mai nulla quando si parla di investimenti di qualsiasi tipo e c’è sempre oltre a qualche plus anche qualche minus.

Primo, comprarli o detenerli ha un costo. Secondo, non offrono un rendimento certo e positivo. Per ridurre questo rischio (di parcheggiare la liquidità su un fondo o un etf e di vendere in perdita) preferiamo i fondi e gli etf con il draw
down più basso possibile. Il draw down misura la massima perdita consecutiva.

Più i fondi investono su strumenti a breve termine, minore è il loro rendimento ma anche il rischio di uscire in perdita. Al contrario i fondi che sono andati meglio negli ultimi 12 mesi sono anche quelli che hanno subito in tempi recenti i draw down maggiori.

A conti fatti preferiamo non sapendo l’orizzonte temporale di questo parcheggio per chi non vuole optare per i conti deposito consigliamo etf e fondi monetari con basso rischio. Sconsigliamo di andare su etf e fondi corporate che in poco più di un mese sono arrivati a perdere anche oltre il 5-10%.

COME LEGGERE LA TABELLA

Nella tabella allegata abbiamo indicato i rendimenti netti dei due conti deposito che preferiamo: Rendimax (0,96%) e Che Banca (0,8%).

Abbiamo poi preparato un lungo elenco di etf e fondi obbligazionari indicando per ciascun prodotto la categoria di appartenenza (monetario, obbligazionario breve termine, obbligazionario globale…) il rendimento degli ultimi 12 mesi, la performance da inizio anno e importantissimo la perdita massima consecutiva (il draw down). Questo indicatore serve per capire quanto è costato in termini di perdita liquidare l’investimento nel momento peggiore.

 

 

Abbiamo ordinato i vari strumenti in base a questo indicatore, il draw down proprio perché secondo noi in questa decisione di investimento è l’indicatore più importante: ricordiamoci che stiamo parcheggiando della liquidità in attesa di investimenti futuri. Non vogliamo correre il rischio di dover vendere questi etf e fondi nel momento peggiore e non sappiamo quando sarà questo momento. Per questo per un investitore prudente che non vuole i conti deposito consigliamo gli etf e i fondi nelle parti alte della classifica: rendono meno ma espongono a rischi minori.

(cliccare sull’immagine qui sotto per visualizzare la tabella completa, relativa ai Conti Deposito ed all’elenco di Fondi ed Etf)

Tabella Conti Deposito

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