Dai fondi al trading online, le banche italiane perdono il pelo ma non il vizio

Il mondo del risparmio ha subito una vera rivoluzione: possibilità di negoziare strumenti finanziari a condizioni sempre migliori e con una gamma in continua espansione e operatività online. Gli effetti sono sempre positivi?

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Rieccoci qui dopo un fine settimana denso di eventi, perché venerdì sera con Roberta abbiamo varcato il Rubicone per partecipare a un compleanno di un nostro amico, Mauro Pratelli, fondatore di Traderlink nonché organizzatore di IT Forum, la prima fiera dedicata ai risparmiatori dal 1999, e abbiamo potuto staccarci dai monitor e riassaporare qualche giorno di libertà nella nostra bellissima Italia (e pure San Marino).

E’ interessante sempre assistere ai cambiamenti della nostra società o viverli dal di dentro e, in questi decenni, il mondo del risparmio ha subito una vera rivoluzione riguardo il trading, ovvero la possibilità di negoziare azioni e strumenti finanziari a condizioni sempre migliori e con una gamma in continua espansione.

Gli stessi fondi comuni all’epoca transitavano solo tramite il circuito dei promotori finanziari che applicavano anche costi di ingresso di diversi punti percentuali non accontentandosi dei costi di gestione e di altri balzelli.

L’online ha gradualmente fatto fuori le commissioni di ingresso (tranne che per alcuni bankers avidi o furbetti che fanno la scena di scontarle del 100% ai risparmiatori ingenui) e con l’irruzione sulla scena anche italiana degli ETF (di cui parlerò più diffusamente nel commento) il risparmiatore libero (di fare i suoi interessi o di affidarsi a un consulente veramente indipendente) ha potuto partecipare a una vera grande rivoluzione pur se smorzata da un sistema che difende con le unghie e i denti le rendite parassitarie.

Dal 1999 molte cose comunque sono cambiate e se allora i risparmiatori che acquistavano o vendevano titoli online erano delle mosche bianche, come coloro che effettuavano operazioni online, oggi (e non solo per effetto della pandemia) le cose sono cambiate e il 99% dei clienti bancari preferisce l’operatività “fai da te” tramite Bancomat, Internet, Mobile Banking e meno di un cliente su 20 dipende esclusivamente dalle filiali.

Le banche, anche per tagliare i costi, hanno pigiato forte il pedale della digitalizzazione, ma non sempre con effetti positivi, perché la cosiddetta user experience (l’esperienza cliente) ovvero il complesso di sensazioni che prova una persona quando utilizza un sito (ma anche un sistema, un prodotto, un servizio digitale e non) è troppo spesso delirante come ha splendidamente raccontato lo scrittore triestino Mauro Covacich raccontando dei suoi tentativi falliti di comprare online un biglietto del treno causa le protezioni di sicurezza cervellotiche applicate da sempre più banche sulle carte di credito. Un articolo che se non avete letto merita come nuova versione kafkiana della modernità.

 

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Come abbiamo spiegato nell’intervista con l’avvocato Marisa Marraffino su RadioBorsa l’offensiva dei cyber hacker sta costringendo le banche ad alzare le protezioni dopo che molte per anni hanno tenuto troppo bassa la guardia, ma in diversi casi i rimedi applicati sembrano fonte di ulteriori e nuovi guai tipo “l’operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto”.

Se fai scappare o rendi impossibile la vita ai tuoi clienti, non li assisti adeguatamente e rompi il cerchio della fiducia, le conseguenze possono essere gravi, perché non puoi abusare della pazienza dei tuoi clienti pur in un Paese dove molti risparmiatori pendono ancora dalle labbra dei funzionari di banca.

Ma ne parleremo con esempi concreti magari la prossima settimana, come per esempio l’andazzo di molte banche di proporre ai loro clienti per finanziare acquisti immobiliari non il tradizionale mutuo, ma un finanziamento al tasso Lombard dando in garanzia un pacchetto titoli o meglio fondi d’investimento consigliati dalla banca.

Una cosa che un consulente finanziario indipendente come noi (l’unico con l’obbligo di agire nel migliore interesse dei propri clienti) non consiglierebbe nemmeno a un proprio nemico, nel 99% dei casi.

Stai bene ed investi bene (e se è il caso indebitati bene),

 

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF

 

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