UNA NUOVA ETA’ DELL’ORO (E DELL’ARGENTO)? INTERVISTA A MIKE MALONEY, IL GURU DEI METALLI PREZIOSI PER IL QUALE IL CICLO RIALZISTA E’ SOLO ALL’INIZIO.

Chi ci conosce sa che non sposiamo mai nessuna tesi precostituita, ottimistica o pessimistica, fatta da quei guru (e sono sempre tanti anzi troppi per i nostri gusti) che dicono che i mercati possono solo salire o solo scendere…come abbiamo spiegato nella conferenza del 21 gennaio (ed è possibile ora prenotarsi a quella del 21 aprile a Padova o conoscere qui le nostre prossime conferenze). E alcuni di questi, veri acrobati dei grafici e dei dati economici, riescono a dire pure contemporaneamente la stessa opposta cosa per imbrogliare ancora meglio il loro pubblico e dire poi che avevano previsto tutto…

L’intervista che presentiamo in questo Report non va letta quindi come una nostra accettazione incondizionata alle tesi esposte ma piuttosto un contributo che reputiamo utile e originale al dibattito sull’attuale situazione dei mercati finanziari e un utile spunto di riflessione.

E l’intervistato è veramente una personalità fuori dal comune dato che viene considerato in tutto il mondo oramai uno dei massimi esperti del mercato dell’oro grazie al successo di un libro (tradotto anche in italiano e pubblicato da Gribaudi Editore col titolo “Guida per investire nell’oro e nell’argento” che si è rivelato un vero best seller mondiale, prevedendo (un colpo di fortuna incredibile o magari qualcosa di più) la forte salita del prezzo dell’oro (passato dal 2003 a oggi da 330 dollari l’oncia ai 1740 attuali) ma anche la forte crisi del debito (e conseguente contrazione del credito) con Banche centrali (e in testa quella americana) costrette a stampare sempre più moneta e varare manovre e operazioni sempre più fantasiose con l’obiettivo di evitare il collasso del Sistema finanziario e bancario occidentale.



Fare una chiacchierata e porgli un po’ di domande di maggiore attualità ci è sembrato quindi interessante (il libro è stato pubblicato nel 2008 e la prima edizione italiana è del settembre 2009) anche perché in diversi nostri portafogli abbiamo nell’ultimo anno consigliato di acquistare in parte proprio oro o metalli preziosi (e il 18 febbraio li mostreremo in azione alla conferenza programmata a Milano per farne capire ancora meglio il funzionamento e la logica) grazie ai segnali provenienti dai nostri modelli matematici che analizzano soprattutto forza relativa e tendenza e in questi anni hanno dimostrato nei portafogli di SoldiExpert SCF di generare risultati nettamente migliori rispetto a una gestione diversificata puramente passiva. Sarà importante acquistare qualsiasi cosa o tema d’investimento ma i mercati hanno insegnato che ancora più importante è scegliere il momento giusto (o che non sia troppo tardi…) per vendere. Nulla è per sempre!

Michael Maloney è dell’idea che il tema dell’oro e dell’argento vadano ancora cavalcati (all’argomento dell’oro e dei metalli preziosi abbiamo dedicato l’inchiesta di copertina del numero di MoneyReport.it di novembre 2009 che è ancora molto attuale) .

E secondo lui la forte salita registrata fino ad ora dai metalli preziosi come l’oro e l’argento per quanto significativa può essere il preludio di un movimento rialzista perfino ancora più grande a cui potrà seguire naturalmente, come in tutte le bolle, una discesa altrettanto violenta quanto la salita. E a far da propellente a questo rialzo vi è evidentemente la sfiducia pressoché  totale nella politica monetaria perseguita dal Tesoro americano, dalla Federal Reserve e dalle banche centrali di mezzo mondo che negli ultimi anni per rispondere alla crisi hanno immesso quantità di valuta considerevoli (tramite l’allargamento della base monetaria e il riacquisto di titoli sul mercato oppure il finanziamento pressoché illimitato alle banche e altre operazioni più o meno fantasiose), drogando il mercato.

“Non è possibile che il debito diventi grande 10 volte la dimensione della nostra economia – sostiene Maloney – Prima o poi arriva una frenata stridente e tutti gli asset (compresi gli immobili e le azioni) si adeguano ai nuovi valori di mercato e i metalli preziosi come l’oro e l’argento ne escono vincitori perché da millenni sono considerati la riserva estrema di rifugio in tempi difficili, la certezza ultima, la fuga dal rischio. E il sistema monetario ancorato ai metalli preziosi è l’unico che ha dimostrato nei millenni di essere in grado di funzionare fino a quando qualche imperatore, governante o banchiere ha provato a inventarsi qualcosa di alternativo, fallendo poi sempre miseramente”.

Questo in sintesi il Maloney pensiero che nel libro analizza piuttosto bene anche come funziona la creazione di moneta da parte delle Banche centrali di mezzo mondo, facendo bene capire come da tempo la creazione dei “soldi” nel Sistema assomigli sempre più al “gioco delle tre carte” dove tutto è consentito, potendo le banche centrali (e non) moltiplicare quasi all’infinito i soldi originariamente versati dai depositanti. Una finanza totalmente di carta (o per meglio dire sempre più di byte digitali visto che tutto sta diventando immateriale) a cui Maloney contrappone la finanza “solida” basata sul sistema monetario più antico che l’uomo conosca: quello basato sull’oro e sull’argento.

“Quando la valuta in carta diventa troppo abbondante, e di conseguenza perde valore, l’uomo torna sempre ai metalli preziosi” dice Maloney.

Secondo il quale la storia mostra che il mondo vede nascere un nuovo sistema monetario ogni 30-40 anni – e l’attuale ha da poco superato i 40… Era il 1971 quando il presidente Usa Richard Nixon dichiarò l’inconvertibilità del dollaro in oro e meno di 30 anni erano passati prima dal nuovo ordine mondiale nato nel 1944 con la conferenza di Bretton Woods.

E in questo momento, tutte le valute del pianeta secondo Maloney sono garantite dai debiti, “solo dai debiti”. Dietro tutta la carta che c’è in giro c’è solo altra carta, all’infinito “Tutti i sistemi monetari e valutari precedenti nella storia dell’umanità sono stati piccoli passi da qualcosa (oro) a niente (debito) – sostiene Maloney – Al fine di ridare fiducia alle valute, dovremo passare dal nulla (debito) a qualcosa (molto probabilmente di nuovo oro) con un grande, enorme, gigantesco salto. Questo causerà uno sconvolgimento economico senza precedenti nel mondo. E la fine di questo mercato al rialzo dei metalli preziosi sarà caratterizzato da acquisti dettati dal panico. Oro e argento entreranno, un giorno, in una bolla astronomica, probabilmente la più grande della storia finanziaria. Questo è il motivo per cui penso che l’oro e l’argento siano fondamentalmente sottovalutati”.

Ma dove possono arrivare l’oro e l’argento? E il mercato immobiliare? Cosa pensa della situazione europea? Quale sarà l’eventuale esito finale della crisi finanziaria attuale nelle sue previsioni più ‘nere’: iper inflazione o deflazione? Ecco in questa intervista esclusiva a MoneyReport.it tutte le risposte di Mike Maloney

 

Il Dow/Gold Ratio



Per far capire il concetto di sopravvalutazione o sottovalutazione e dell’alternarsi dei cicli economici Maloney fa largo uso dei grafici e soprattutto dei rapporti fra un asset e un altro. Come per esempio il cosiddetto Dow/Gold Ratio ovvero quante once d’oro posso acquistare in base al valore dell’indice Dow Jones attuale. In pratica oggi il valore dell’indice Dow Jones è di circa 12600 mentre il prezzo di un’oncia d’ora è di 1740 questo rapporto è di 7,24. Tanto o poco? Può essere interessante vedere l’evoluzione storica di questo rapporto e nel libro Maloney evidenzia come sia molto indicativo storicamente seguirlo in termini di evoluzione.

In generale secondo Maloney il Dow (ovvero la Borsa americana) è sottovalutata in termini di oro quando costa meno di 4 once d’oro, è valutato equamente a circa 6 o 7 once d’oro, ed è sopravvalutato quando costa più di 10 once d’oro. Ma i cicli tendono secondo la storia a “strafare” sia da una parte che dall’altra come un pendolo “impazzito” e quindi secondo Maloney viste le condizioni economiche e finanziarie odierne il rapporto Dow/oro potrebbe andare anche a 2 (come avvenne dopo la crisi del 1929 partendo da un multiplo di 18 once)  o meno.

Attenzione è un oste che vende e decanta il suo vino. Ma sa rispondere all’argomento…

C’è da credere alla profezie di Maloney? Questo personaggio poco conosciuto in Italia nel settore finanziario negli Stati Uniti ha conquistato una crescente popolarità anche perché il suo “scopritore” è un certo Robert T. Kiyosaky, un imprenditore di origine giapponese che vanta oramai quasi in tutto il mondo la cima delle classifiche nei libri più venduti nel ramo business e imprenditoria. E che ha contribuito molto a far conoscere il pensiero e la teoria di Maloney. Che non è solo un esperto dei metalli preziosi e dei cicli economici (come si presenta) ma anche il fondatore e proprietario di GoldSilver.com una società che online vende monete e lingotti d’oro e d’argento in tutto il mondo…Insomma un rivenditore d’oro. Ha insomma messo a frutto la sua visione e quindi un certo conflitto d’interesse nelle sue tesi “metallare” esiste …. e nell’intervista naturalmente glielo ricordiamo, ricevendo la sua risposta su questo argomento.

Gaziano: Nelle scorse settimane, prima della fine dell’anno,  il prezzo dell’oro ha subito a un certo punto una forte battuta d’arresto nella sua ascesa prima di riprendere la sua forza e ricolmare negli ultimi giorni questo gap. E come era accaduto nel 2008 nel momento peggiore della crisi molti commentatori hanno notato che quando la crisi diventa veramente dura molti money manager e gli stessi investitori sono disposti a vendere qualsiasi cosa pur di far cassa. E che l’oro non è del tutto ovvio che alla fine esca vincitore anche in uno scenario apocalittico. Cosa ne pensa al riguardo?

Maloney: “E normale che i gestori dei fondi possano anche liquidare delle posizioni soprattutto a fine anno per migliorare la propria liquidità. Le scelte di molti gestori di fondi non sono a lungo termine ma dettate da ragioni spesso legate al breve. E questo è uno dei problemi che deve affrontare la finanza globale”.

Nel suo libro esamina con attenzione i due scenari estremi di un mondo finanziario oramai sempre più fuori controllo. E questi potrebbero essere inflazione o deflazione. E in qualsiasi scenario secondo la sua visione i metalli preziosi potrebbero uscirne comunque vincitori. Si è fatto un’idea più precisa di quale potrebbe essere lo sbocco finale: alta inflazione o deflazione?

“Il modello che vediamo è la formazione di una forte ulteriore espansione monetaria (QE, QE2 e altre manovre con l’obiettivo di immettere a qualsiasi costo liquidità nel sistema per sostenerlo), seguita da un periodo deflazionistico dove i consumatori inizieranno a bloccare gli acquisti, rarefacendo la circolazione della moneta dell’economia. A quel punto i governi terrorizzati dalla china pericolosa e dal crollo dei prezzi e dei consumi potrebbero tentare l’ultima mossa disperata, inondando ancora di carta il sistema passando quindi a uno scenario iper-inflazionistico dove i governi perdono il controllo dell’economia e i cittadini perdono la fede”.

Per millenni, l’oro è stato considerato la riserva estrema di rifugio in tempi difficili, la certezza ultima, la fuga dal rischio. Negli ultimi decenni, soprattutto anni abbiamo visto, tuttavia, molte certezze finanziarie diventare obsolete. Siamo fiduciosi che il mito dell’oro resterà intatto anche nel prossimo futuro?

 

“Siamo fiduciosi che il valore di bene rifugio di ultima istanza dell’oro rimarrà intatto perché per oltre tremila anni oro e argento fisico hanno sempre mostrato la capacità di tutelare il potere d’acquisto, tenendo conto di tutto l’eccesso di moneta in circolazione e facendo giustizia di tutte le bolle finanziarie. Questa rivalutazione si è verificata anche in tempi relativamente recenti e non c’è ragione di credere che oggi stia accadendo qualcosa di diverso”.

Nel suo libro come nelle interviste che ha rilasciato in questi mesi continua a vedere l’oro ancora sottovalutato rispetto ad altre attività finanziarie, evidenziando in modo interessante il rapporto storico che c’è fra l’indice Dow Jones e l’oro. Cosa le suggerisce oggi questo rapporto e come valuta l’attuale prezzo dell’oro in termini di potere d’acquisto: sottovalutato o sopravvalutato?

“Il rapporto Dow / Oro è ancora una delle più forti metriche per la valutazione d’oro rispetto ad altre attività. Storicamente questo rapporto si situa intorno  a 4 once (che significa che quattro once di oro si acquistano con una quota di Dow). Ci sono stati tre movimenti principali nel secolo scorso e in ciascuno di essi questo rapporto è ritornato alla media e addirittura è stato superato. Con il culmine della bolla azionaria nel 2000, il rapporto ha addirittura raggiunto le 45 once. Come è avvenuto in seguito ad ogni bolla importante, crediamo che ci sarà un ritorno forte alla media e un periodo in cui il prezzo dell’oro sarà pari o superiore a quello del Dow. Per questa ragione credo che l’oro sia ancora tremendamente sottovalutato dal punto di vista storico”.

Anche se la crisi è nata ed partita dagli Stati Uniti il mondo ora sembra preoccuparsi più dell’Europa e in particolare del debito sovrano di alcuni Paesi. Come giudica la situazione della moneta unica?

“La crisi europea è semplicemente una conseguenza della sbornia di stampa unita alla velocità eccezionale di creazione di moneta che si è verificata in Europa negli ultimi dieci anni. Il deficit spending che ha caratterizzato gran parte degli Stati europei in questo periodo viene ora messo in discussione insieme alla credibilità di questi governi.  La FED e la BCE hanno semplicemente aumentato la velocità di stampa, estendendo le linee di swap e di ricapitalizzazione delle banche in difficoltà e gli stati periferici. Il dollaro è attualmente ‘la più pulita delle camicie sporche’, ma non sarà immune dai suoi problemi, una volta che gli effetti inflazionistici di queste misure abbiano effetto. In sostanza, tutte le valute sono destinate a fallire e solo una moneta sostenuta da metalli con valore intrinseco sarà in grado di ripristinare la stabilità al nostro sistema finanziario”.

Il suo libro sull’oro è certamente molto interessante e stimolante. Ma la sua attività principale è proprio il commercio d’oro e argento attraverso il sito Goldsilver.com Non si può configurare … un qualche conflitto di interessi nella sua visione? Promuove alla fine proprio quello che vende…

“Ci sono investimenti ciclici e questo è secondo me il ciclo dell’oro e d’argento. Si raggiungerà il picco e poi ci sarà inevitabilmente il punto di discesa. Ma l’idea è quella di fornire l’educazione finanziaria agli investitori per entrare e uscire da questo ciclo ed entrare poi successivamente nel prossimo asset più sottovalutato. Lo scopo della “Guida per Investire in Oro e Argento” è proprio quello di  educare il lettore al fine di proteggere la sua ricchezza. E la missione di GoldSilver.com è quella di “salvare il mondo un investitore alla volta.

Sul fatto che io sia un commerciante di metalli preziosi questo non lo vedo come un conflitto d’interesse. Anzi. Come ho spiegato ad altri analisti e esperti in altre interviste io consiglio agli altri quello che faccio in prima persona e il mio portafoglio personale è investito al 100% in oro e argento. Non ho altri investimenti. Sono completamente impegnato in questo perché ci credo in modo assoluto. Ho speso due anni e mezzo per scrivere quello che ora è un libro best-seller sull’oro e ho aperto un concessionario di metalli preziosi. Non c’è nulla che io faccia, nessuna azione che intraprenda, la quale non sia in qualche modo connessa all’oro e all’argento. Abbiamo inoltre un team di ricercatori che analizza costantemente dove ci troviamo in questo mercato al rialzo. È nel nostro migliore interesse cercare di scoprire il massimo di questo mercato toro e vendere quando è il momento giusto. E in verità io non sono un maniaco dell’oro e dell’argento. Non me ne potrebbe interessare di meno di questi metalli. È che al momento sono nel loro ciclo e saranno i beni che renderanno secondo me meglio di tutti gli altri  negli anni a seguire vedendo quello che è accaduto nella storia. Punto.

 

L’oro è diventato un business, negli ultimi anni sempre più importante per le società finanziarie connesse con la proliferazione di prodotti, certificati, ecc, i fondi … Nel libro spiega bene le sue preoccupazioni su alcuni di questi prodotti, dove l’oro fisico sottostante non può esistere. Ma non è facile per molti investitori (e spesso conveniente o pratico) fare scorta di lingotti e monete. Cosa ne pensa di quei siti che offrono l’acquisto di oro tramite conti deposito o strumenti finanziari correlati?

 

“Ci sono molte opzioni e molti rischi nell’investimento in metalli preziosi. Riteniamo che assumere la proprietà fisica di lingotti d’oro e d’argento sia l’investimento più sicuro e più evidente in questo momento del ciclo. Si tratta di un investimento a lungo termine senza rischi ulteriori che possono essere introdotti dalla stampa in eccesso, dai money manager o dagli emittenti o intermediari”.

La vostra azienda vende in oltre 40 paesi nel mondo d’oro e d’argento. Oltre agli Stati Uniti quali sono le altre nazioni dove in base alla sua attività vede che c’è oggi più domanda da parte di investitori privati di oro fisico?

“Nel mercato toro dell’oro del  1980 solo il Nord America e l’Europa occidentale avevano la ricchezza e il diritto legale di partecipare a questo mercato. Oggi è una storia diversa. Con l’avvento delle telecomunicazioni, la crescita di tutto il mondo la ricchezza e la legalizzazione della proprietà privata quello dell’oro è un mercato globale. Così la domanda di oro fisico e argento in questo ciclo sarà molto superiore rispetto al boom dei primi anni ’80.La domanda è ancora molto forte negli Stati Uniti e in Canada ed è in costante aumento nei paesi asiatici. In Europa l’aliquota dell’Iva sui lingotti d’argento frena il mercato ma come GoldSilver.com offriamo ora la possibilità di acquistare argento esente Iva con stoccaggio a Francoforte come una soluzione per l’investitore europeo che vorrebbe acquistare argento fisico e lo vuole conservare nel Vecchio Continente”..

Nel  libro si parla molto del rapporto fra oro/argento. E si spinge a prevedere un futuro più luminoso ancora più per l’argento che per l’oro. Un rapporto che attualmente è di circa 55 volte a favore dell’oro ma che solo questa primavera era arrivato a sfiorare il rapporto di 30 con una fortissima rivalutazione dell’argento rispetto all’oro. Come giudica queste oscillazioni così violente dell’argento e questa sottovalutazione storica se si guarda all’andamento di oro e argento nell’arco della storia? Per esempio jo letto che nel 600 in Medio Oriente un pollo al tempo di Re Mohammad costava una moneta d’argento Dirham (3 grammi) mentre oggi un pollo sempre in Medio Oriente costa  quasi il doppio. E’ troppo costoso il pollo ai giorni nostri o l’argento è a buon mercato?

“Nel corso della storia il rapporto medio di oro e di argento è stato intorno 12:1. Il tasso di estrazione dalla terra stessa è vicino a 8:1, rendendo argento molto più raro dell’oro. Nell’ultimo decennio il rapporto medio come spiega è salito in modo significativo; tuttavia questo non è indicativo della nuova ondata di domanda che spingerà i prezzi futuri. L’argento è e continua ad essere uno dei metalli più manipolati nei mercati di carta che non sono un barometro preciso della domanda fisica. L’argento oggi ha centinaia di applicazioni nella produzione, elettronica e applicazioni high-tech. E’ un eccellente conduttore e riflettore con caratteristiche ineguagliate da qualsiasi altro elemento presente in natura; le prospettive per la domanda sono semplicemente in aumento nell’era dell’elettronica e della digitalizzazione che richiedono sempre più di questo metallo unico. Così, mentre l’oro continua ad essere sottovalutato, noi crediamo che l’argento è estremamente sottovalutato e vedrà un grande apprezzamento di valore nel prossimo decennio”.

Tra i tradizionali beni rifugio molti investitori considerano gli immobili come qualcosa di ‘tranquillo e sicuro’. Negli Stati Uniti negli ultimi anni c’è stata una forte correzione. Ritiene che questa correzione si sia esaurita o ancora possa proseguire e come vede l’attuale rapporto del prezzo degli immobili con l’oro?


“La metrica che utilizziamo per determinare se un asset class è sotto / sopravvalutato viene misurando ogni risorsa contro l’altra. Valutare il prezzo di un bene in termini monetari è fuorviante e  sarebbe inutile misurarne il valore in termini puramente valutari poiché negli ultimi decenni l’offerta è stata gonfiata e quindi svilita. E in sostanza, tutte le attività sono intrappolate in un canale di valutazione e la guida alla vera ricchezza è la loro misura l’una contro l’altra. Tutto può essere misurato con questo criterio: quante once d’oro o argento servono per acquistare l’indice Dow, che relazione storica esiste fra l’indice Dow e l’andamento delle materie prime, col petrolio o con l’argento? E questo metodo consente anche di smascherare buona parte delle bugie nascoste nelle statistiche ufficiali come quelle dell’inflazione.
Nel caso del mercato immobiliare, se dovessimo misurare il prezzo medio di una casa negli Stati Uniti rispetto al prezzo di oro o argento potremmo ottenere un confronto più ampio delle medie storiche. Ovvero basta dividere il prezzo dell’indice Dow (attualmente a 12.529 con quello di un’oncia d’oro che vale attualmente 1740 o d’argento il cui valore attuale è di circa 34 dollari). E la stessa cosa si può fare con il prezzo di una casa monofamiliare il cui prezzo medio negli Stati Uniti è di circa 165.000 dollari. Al culmine degli ultimi anni toro del mercato dei metalli preziosi ci sono voluti 816 once d’argento per l’acquisto di una casa famiglia media negli Stati Uniti. Attualmente, siamo ancora nel bel mezzo di una correzione marcata in questo mercato. Con molta maggiore partecipazione globale e la domanda industriale, questo ciclo toro è destinato ad essere uno dei trasferimenti grande ricchezza della storia. Così magari sarà possibile vedere un giorno nel futuro prossimo in cui 500 once d’argento o meno compreranno una casa famiglia mediana. Esistono dei cicli nell’economia e nel corso della storia e sono naturali come l’arrivo delle maree: l’importante è non nuotarci contro. E si formano eccessi in tutte e due le direzioni: le famose bolle. E il pendolo come osserva Brent Harmes, mio collega d’affari e studioso dei cicli, non si ferma a metà strada come spiego nel mio libro. Deve correggere il movimento al di sopra delle aspettative cosicchè gli eccessi passati possono essere rimossi. In tutti gli investimenti che hanno un’estrema sopravvalutazione ci aspetteremo un’estrema sottovalutazione prima che non si tocchi realmente il fondo. In ognuno di questi cicli, il ciclo non termina finchè il pendolo non oscilla compiendo tutto il suo percorso estremo fino all’altro estremo.

Infine, sempre riguardo alle case c’è un altro parametro con cui misurare il valore del mercato immobiliare e che è il rapporto fra l’affitto / mutuo. Questo rapporto mette in relazione l’importo pagato in affitto con l’importo dovuto verso il pagamento di un mutuo sul mercato americano. Nel 2007 abbiamo raggiunto una media nazionale del mutuo $ 1,85-1,90 per ogni dollaro di affitto. La media storica si trova a un dollaro ricavato dalla locazione immobiliare per ogni dollaro pagato per il pagamenti del mutuo. Attualmente, con le correzioni che hanno avuto luogo finora, siamo a una media nazionale di 1,25 dollari per ogni dollaro di affitto. Quindi, possiamo aspettarci che questa correzione iniziata dal 2007 nel mercato immobiliare possa continuare per qualche tempo in quanto i prezzi tendono a tornare alla loro media”.

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