Un miliardario in Cina tira l’altro. Pechino supera New York nella classifica dei Paperoni. Effetto anche del boom dell’e-commerce.

I negozi fisici non spariranno e Pechino si piazza al primo posto per il numero di miliardari. Questo e molto altro nella Lettera Settimanale

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Spero che tu abbia potuto passare un fine settimana finalmente quasi normale e, nel mio caso, sono felice, perché dopo mesi e mesi abbiamo trascorso finalmente un bel weekend in Toscana fra San Gimignano e Volterra fra storia, natura e specialità culinarie.

Tra l’altro l’inizio della decadenza di San Gimignano viene datata nel 1348 quando la peste decimò due terzi della popolazione di una città divenuta ricchissima che divenne la Manhattan del Medioevo (le famiglie più ricche facevano la gara fra loro a erigere torri sempre più alte) grazie ai pellegrini che attraversavano la via Francigena, alimentando i traffici commerciali.

La peste del Covid è stata questa volta meno virulenta, anche se l’impatto è stato significativo per una città d’arte (dal 1990 dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità) che fonda oggi le sue fortune proprio sul turismo e la guida che ci ha portato a fare una visita della città ha faticato a compilarci la fattura perché ci ha detto che era la prima che compilava dopo oltre un anno e mezzo di stop forzato.

La vita torna a fluire (e anche l’Iva).

La via Francigena moderna e futura sembra invece diventata l’e-commerce e mi ha colpito, negli scorsi giorni, leggere un rapporto di Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, che stimava nel 20% il valore attuale delle vendite che passano dalla moderna via dell’online in tutto il mondo.

I dati si riferiscono al consuntivo 2019, ma l’agenzia ha elaborato anche le stime post-pandemia: le vendite mondiali da e-commerce hanno raggiunto nel 2020 i 26,7 trilioni di dollari, balzando dal 16% al 19% del totale delle vendite al dettaglio. Dieci delle prime 13 aziende di e-commerce hanno natali cinesi.

 

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In Italia l’e-commerce è arrivato a valere il 22% del Pil, mentre negli Stati Uniti questo valore è quasi doppio (45%).

La settimana scorsa le più importanti società del tech e del digitale Usa (Facebook, Amazon, Apple, Google..) hanno rilasciato i dati al 31 marzo e sono stati ancora fortissimi, perché questo boom evidentemente non finirà con la campagna vaccini e la riapertura di tutti i negozi fisici.

Nel commento ai mercati abbiamo parlato di come questi colossi tecnologici pesino molto nei mercati attuali, sia in termini di crescita del fatturato che di utili sulle vendite.

Anzi Satya Nadella, il dirigente d’azienda indiano naturalizzato statunitense, amministratore delegato di Microsoft presentando i risultati ha detto: “l’adozione del digitale nel mondo è solo all’inizio”.

Il “fisico” non scomparirà naturalmente e anzi su SoldiExpert LAB, il nostro canale di inFormazione e beneficenza, la scorsa settimana, abbiamo pubblicato un report molto interessante sul settore della moda (Avremo ancora bisogno di boutique nel post-Covid?).

Viviamo tempi decisamente interessanti e ricchi di contraddizioni e settimana scorsa anche i KHOL (Kering, Hermès, L’Oréal e LVMH) hanno finito di svelare i loro conti di inizio 2021 e sono stati incredibili.

Il “sellaio” Hermes ha annunciato un fatturato di 2 miliardi di euro, in crescita del 43,7% a cambi costanti rispetto al 2020, ma anche +32,8% rispetto al primo trimestre 2019.

In Europa (Francia compresa) le cose non sono andate naturalmente bene, ma il fatturato di Hermès nella zona Asia-Pacifico ( Giappone escluso ) è quasi raddoppiato (+ 93,6% a cambi costanti) in un anno e aumentato del 76,4% rispetto all’inizio del 2019.

 

Top ten mondiale: città con più miliardari

 

E’ d’altra parte notizia di queste settimane che con 33 miliardari in più in un anno Pechino ha superato New York come presenza di ultra ricchi in questa sorta di passaggio simbolico.

La sola città di Pechino ha più del doppio dei miliardari (42 a fine 2020) dell’intera Francia.

L’Italia, secondo la classifica del mensile Forbes, ha più Paperoni con un patrimonio superiore al miliardo di dollari rispetto ai cugini francesi (ben 51), ma con una ricchezza totale molto inferiore (203 miliardi cumulati contro i 430 miliardi di dollari dei Re Mida francesi).

Siamo dei poveri ricchi!

Stai bene, investi bene,

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF