I costi legati all’intermediazione finanziaria

Uno degli errori da evitare in Borsa è quello di affidarsi “ciecamente” al proprio consulente finanziario. Cercheremo di seguito di spiegare come evitarlo.

Non si tratta di un compagno di merende, né di un vicino di casa che ci annaffia le piante in nostra assenza…

È il nostro intermediario finanziario, un professionista (si spera serio) a cui affidiamo la gestione dei nostri soldi e il minimo che dovremmo fare è aprire bene gli occhi sulle commissioni che tale intermediazione comporta, per fare il nostro interesse e non il suo!

Ma quali sono gli strumenti per poter fare una simile valutazione?

“Chi più spende, meno spende” non è un proverbio che trova grande rispondenza nel campo degli investimenti finanziari. Anzi, al contrario tutte le ricerche dimostrano che tagliare i costi significa solo migliorare i rendimenti.

Un fondo d’investimento o un prodotto finanziario con un alto costo commissionale e di gestione non significa affatto (come magari qualche promotore finanziario o operatore bancario vorrebbe farvi credere) maggiori rendimenti possibili (e nemmeno minori rischi). Tutto il contrario.

Tenere sotto controllo e minimizzare i costi è molto importante per un investitore e valutare quindi le condizioni economiche di un prodotto, uno strumento o un servizio è una delle priorità. Pagare un costo di gestione del 2,5-3% annuo o pagare commissioni di intermediazione elevate (tipo lo 0,2-0,3% senza massimi commissionali per operazione nell’online) come quelle applicate dalla maggior parte delle banche tradizionali sicuramente vi renderà un cliente appetibile per le Reti ma non un investitore che cura il proprio interesse (bensì piuttosto quello del proprio intermediario).

Alla fine di ogni anno su un patrimonio gestito di qualche centinaio di migliaia di euro la differenza come commissioni “regalate” alla banca se non fate attenzione a queste voci può essere, infatti, di diverse migliaia di euro a vostro sfavore! E difficilmente in banca ci sarà qualcuno che ve lo farà notare !

Qualche tempo fa perfino la massima autorità di controllo statunitense, la SEC (l’omologa della nostra Consob) ha ricordato con un appello agli intermediari l’importanza di fare l’interesse dei propri clienti, non puntando solo a massimizzare i propri profitti.

Tutti gli investitori dovrebbero essere abbastanza grandi e vaccinati da sapere che non tutti i consigli che ricevono dalle istituzioni finanziari hanno come obiettivo quello di curare i loro interessi….

Alcuni venditori possono ricevere commissioni molto più ricche quando vendono un prodotto che è rischioso o inappropriato per un investitore e anche in Italia il fenomeno di banche che spingono la propria rete di sportelli e promotori a collocare prodotti idonei soprattutto a fare budget è ampiamente diffuso.

Un investitore deve quindi esigere di sapere come chiunque gli fornisca un consiglio o una raccomandazione sia compensato, conoscendo (come la legge esige) tutti gli…

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