MPS sempre più giù e PSF (Pozzo Senza Fondo), Facebook affondata anche da Soros?

Chi pensa fra i risparmiatori che solo perché un’azione ha perso tantissimo questa è una ragione sufficiente perché non possa più scendere, viene purtroppo ancora una volta smentito con il titolo Monte dei Paschi di Siena che ieri ha abbattuto al ribasso la soglia dei 3 euro portando in pochissimi mesi a circa 3 miliardi di euro la minusvalenza teorica del salvataggio di Stato che doveva rappresentare invece secondo alcuni “un nuovo inizio” secondo un piano industriale che prevede un utile netto superiore a 1,2 miliardi di euro al 2021 con un Roe pari al 10,7% del capitale.

Il ministero dell’Economia, Pier Carlo Padoan,  lo scorso anno era entrato nel capitale acquistando una prima tranche di azioni a 6,49 euro e poi riconosciuto 8,65 euro per le azioni attribuite ai titolari dei bond subordinati in un piano di salvataggio che all’epoca era stato definito “…un piano che dà certezze, un orizzonte temporale sostenibile alla banca che avrà un livello di capitale molto importante”. Parola di Padoan. Rendiamo grazie a Padoan.

L’ultima parola in effetti era giusta: per lo Stato Mps è stato un bel salasso: teorico per carità finché non vende…

Il 2021 è lontano ma intanto a inizio 2018 c’è sentore sul mercato che il recupero di Mps sarà un percorso lento secondo le parole di Marco Morelli, n.1 della banca senese: ‘siamo usciti dalla chirurgia d’urgenza, ma non possiamo tornare a camminare spediti come gli altri’ ha detto qualche settimana, intercettato a un convegno di bancari. Confermando che è ancora troppo presto per valutare se l’andamento della banca è in linea con il budget 2018.

Notizie che, unite ai requisiti richiesti dalla BCE alle banche sulle sofferenze e ai check periodici sul piano di ristrutturazione concordato danno l’idea di una banca un po’ messa nell’angolo e che con queste condizioni faticherà non poco a uscirne anche nell’ipotesi di aggregazione ora che soprattutto a Palazzo Chigi le cose stanno cambiando.

La seduta ieri sui mercati azionari internazionali è stata dominata dallo scandalo dei milioni di profili di cittadini sulla scia delle rivelazioni su Cambridge Analytica, una società che avrebbe aiutato, sfruttando i dati di oltre 50 milioni di utenti Facebook, a influenzarne le scelte elettorali e non solo.

Il titolo del gigante dei social media è arrivato a perdere oltre il 7% e sarà interessante vedere come si evolverà la discussione anche dal punto di vista regolamentare (o sarà solo un fuoco di paglia) perché la partita è importantissima non solo dal punto di vista borsistico (e non riguarda solo Facebook ma tutti i nuovi giganti digitali) ma soprattutto sul fronte della manipolazione e influenza che i nuovi media possano avere sul fronte delle scelte dei consumatori ed elettori.

Ed è una partita dove non sempre è facile nemmeno comprendere facilmente chi sono i “buoni” e i “cattivi” (appurato che, come abbiamo scritto ieri nel pezzo su Amazon, lo strapotere concesso sul fronte delle regole e fiscale dagli Stati Sovrani è assurdo) e dietro questo “scandalo” ci potrebbe essere anche chi lo ha fatto deflagrare ad arte dopo aver costruito nelle scorse settimane massicce posizioni ribassiste su Facebook a pensare male (e secondo il Divo Giulio “qualche volte ci si azzecca”.

A Davos durante il World Economic Forum a fine gennaio di quest’anno un certo George Soros aveva tuonato contro i colossi del web definendoli “una minaccia per la società” perché “creano dipendenza in modo deliberato” e ingannano gli utenti “manipolando la loro attenzione” e secondo il miliardario ungherese (che ha costruito la sua fortuna soprattutto su mega speculazioni al ribasso) il crollo dei titoli di queste società è solo questione di tempo.

C’è anche il suo zampino dietro il crollo di questi titoli e le inchieste uscite in questi giorni su televisioni e giornali inglesi e statunitensi con “gole profonde” che ora tutte insieme si mettono a parlare?

Nell’era della manipolazione informativa, della post verità e delle fake news e delle contro fake fake news tutto può accadere quando gli interessi e i miliardi in ballo sono enormi.

Di questo e con alcuni altri interventi provocatori su questi temi ha parlato Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il consueto collegamento con “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507), trasmissione condotta in studio da Carlo Cerutti.

Clicca sull’immagine sotto per il video.

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