PROVE TECNICHE DI REAZIONE A PIAZZA AFFARI. RIMBALZO O QUALCOSA DI PIU’?

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A guardare le quotazioni che i titoli azionari hanno mostrato nell’ultimo mese forse qualcosa sta cambiando, o si tratta solo di una pausa fisiologica a un ribasso delle quotazione che in pochi mesi aveva portato le quotazioni di molti titoli bancari a più che dimezzare con l’indice FSTE All Share arrivare a perdere il 40%.

La volontà di salvare l’Eurozona iniettando liquidità nel settore bancario e garantendo le emissioni obbligazionarie dei Paesi periferici sembra che alla fine stia mettendo tutti d’accordo, anche a causa delle impellenti richieste di organismi internazionali come l’FMI e di Paesi ex emergenti come la Cina.

Tuttavia ogni giorno è un dibattito continuo e sono frequenti le frasi dette a sproposito da personaggi vicini ai vari capi di Stato che, a mercati aperti, fanno oscillare gli indici con argomenti inappropriati. Tutto questo è frutto dell’effetto confusione che si sta generando nelle ultime settimane. E di una domanda che resta sullo sfondo e la cui risposta ancora non è chiara: chi dovrà pagare veramente il conto finale? I tedeschi, i cinesi, i “periferici”, gli emergenti o i sviluppati? O si crede veramente che basti stampare denaro come nel 2008 per risolvere tutto?

Intanto le agenzie di rating si scatenano ma i mercati scommettono sull’accordo tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy per potenziare ulteriormente il Fondo salva-Stati europeo a 2 mila miliardi di euro. Una dote decisamente superiore rispetto agli attuali 440 miliardi, appena ratificati (e non senza problemi) dai Governi della zona euro.

E così, per il momento, passano in secondo piano i declassamenti e gli avvertimenti delle varie agenzie di rating. In primis la scure di Moody’s sulla Spagna con rating sovrano tagliato ad A1 da AA2, ma nel mirino è finita anche una rappresentante del club della tripla A: la Francia. L’agenzia ha infatti messo sotto revisione l’outlook sul rating transalpino, AAA, che potrebbe quindi essere ridotto a negativo da stabile. Inoltre, Standard & Poor’s ha declassato il rating di ben 24 banche italiane, in scia ai timori di un incremento del costo del credito dovuto alle tensioni sui Titoli di Stato.

Proprio sul mercato obbligazionario sono tornati ad allargarsi gli spread. Il differenziale di rendimento tra il Titolo di Stato francese a dieci anni e il Bund tedesco ha toccato i massimi dall’introduzione dell’euro a 115 punti base. Lo spread Btp-Bund si è invece allargato fino a superare la soglia dei 380 punti base.

Intanto le vendite sui mercati azionari…

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Articolo a cura di

Francesco Pilotti

Responsabile Ufficio Studi

Non lo si è mai visto dare i numeri nonostante passi le giornate lavorative davanti a migliaia di numeri che scorrono sui monitor