Riservata Personale. MA I CONTI DEPOSITO SONO COSI’ SICURI? (atto secondo)

Nella prima parte di questo speciale  abbiamo espresso alcune riserve sui conti deposito venduti spesso troppo semplicisticamente come un prodotto “sicuro” e dove metterci anche tutto il proprio patrimonio.

E come abbiamo visto dal punto di vista teorico (e speriamo che naturalmente restino solo di questo livello) i rischi che si possono nascondere dietro un impiego di questo tipo esistono come la presunta capienza del Fondo di Garanzia di “garantire” tutti se una banca sistemica veramente avesse dei problemi e non intervenissero in soccorso lo Stato italiano e soprattutto l’Unione Europea.

Vi è poi una sorta di paradosso (e non solo uno) nel successo che stanno avendo i conti deposito in Italia e che sono diventati di fatto per le banche italiane una delle forme più importanti di raccolta.

Per anni si è cercato di insegnare ai risparmiatori che era necessario se non indispensabile diversificare e ora invece (proprio quando la diversificazione dovrebbe essere ancora maggiore perché sono maggiori i rischi “sistemici” e quelli del sistema Italia) alcune banche italiane puntano invece a convincere i risparmiatori italiani a fare l’opposto.

Per anni le banche italiane hanno offerto sui conti correnti e depositi cifre irrisorie che in molti casi non bastavano nemmeno a coprirne i costi. Ora il cambio di marcia con molte banche che offrono rendimenti sempre più generosi , soprattutto per chi vincola i propri risparmi.

E’ evidente che questo è una spia che c’è qualcosa che non va. E che le banche non sono diventate così munifiche non senza qualche ragione. E’ nota per altra la difficoltà di raccolta di molte banche italiane da quando è scoppiata la crisi dell’Eurozona e questa appare per molti istituti come una strada quasi obbligata per intercettare “denaro fresco”. E anche essere in regola con la normativa bancaria sul rapporto prestiti/impieghi. Ma se si esamina la cosa anche da un punto di vista economico un’altra cosa balza all’occhio come ammettono molti addetti ai lavori.

Sul piano strettamente reddituale per le stesse banche che offrono rendimenti molto elevati questo non è sempre un affare. I soldi raccolti sono importanti perché assicurano una base di raccolta, servono per mantenere determinati ratio patrimoniali (se presto tot devo avere tot soldi depositati, l’attivo i prestiti devono essere controbilanciati dal passivo, i soldi dei correntisti) ma sul conto profitti e perdite possono anche determinare perdite.

A Siena raccolgono al 4 e impiegano allo 0,26%

Se una banca offre, infatti, come remunerazione al cliente finale al 4% a 12 mesi perché ci guadagni è necessario che presti quei soldi alle famiglie e imprese almeno al 5,5%. Oppure che compri con quei soldi dei titoli obbligazionari…

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