NEL 2014 L’ITALIA FARA’ BOOM COME IL GIAPPONE: LO DICE QUESTO GRAFICO E LE 13 PROPOSTE SHOCK CHE ABBIAMO SOGNATO QUESTA NOTTE

Il mio caro e di vecchia data amico Daniele (Daniele Bevacqua è l’amministratore delegato di Sofia Sgr) mi ha fatto sognare, mettendomi davanti agli occhi questo grafico che vedete qui sotto.  Se vi dico cosa ha messo insieme non ci credereste: l’andamento della Borsa giapponese e quella italiana dal 2004 in poi. Si può vedere nel grafico sotto anche l’indice di correlazione che è quasi pari a 1 fra Milano e Tokio.

Impressionante vedere, infatti, per molti anni come l’andamento sia quasi identico: Piazza Affari come Kabutocho e viceversa, l’indice S&P Mib40 come l’indice Nikkei in termini di variazioni e viceversa.

Poi a un certo punto dall’autunno di un anno fa la Borsa giapponese inizia a salire come un razzo rispetto a quella italiana e diventa fra le Borse che nel 2013 salgono più nel mondo.nikkei-italia

Che è successo per giustificare un simile mostruoso cambio di passo?

Semplice! L’impennata dell’equity nipponico è coincisa con l’ascesa al potere di Shinzo Abe che ha accompagnato la sua corsa a capo dell’esecutivo con proclami di politica monetaria e fiscale ultra-espansiva volta a stimolare la crescita e far uscire il Paese dalla cronica spirare deflattiva che lo accompagna da anni. Riportare l’inflazione da -1% a +2% in due anni è l’obiettivo dichiarato dal premier Shinzo Abe e dal suo fedele banchiere centrale Kuroda a capo di Bank of Japan.

E in pochi mesi lo scenario per il Paese del Sol Levante si è quasi capovolto grazie al nuovo piano di stimolo monetario stile Fed basato sul raddoppio della base monetaria con oltre 500 miliardi di dollari l’anno destinati dalla Bank of Japan (Boj), la banca centrale giapponese, per l’acquisto di bond governativi a lungo termine e Etf, strumenti finanziari a più alto rischio ma che permettono alla Banca Centrale di intervenire direttamente sul mercato azionario, nel tentativo di rivitalizzare l’economia del Paese-arcipelago.

Quasi come buttare i soldi dagli elicotteri con in più, se non bastasse, investimenti pubblici massicci solo temperati da un aumento dell’Iva (dal 5% all’8% nel 2014 e al 10% nel 2015_ altro che il 22% all’italiana) per tenere a freno un debito pubblico del 230% del Pil. Sì avete letto bene, 100 punti sopra l’Italia: i giapponesi scalano la montagna e altro che vincoli di bilancio (quest’anno il loro deficit/Pil dovrebbe aggirarsi intorno all’11%, altro che avanzo di bilancio).

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La copertina dell’Economist dedicata al premier Abe Shinzo

Sta funzionando questa cura da cavallo? In Borsa certamente sì, nell’economia qualche effetto si inizia a vedere dell’Abenomics, dal nome del premier Shinzo Abe che ha voluto questo mix di misure in materia fiscale e monetaria. Se a novembre il tasso d’inflazione è salito su base annua all’1,1%, ai massimi degli ultimi 5 anni, il pil del terzo trimestre è risultato in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Rispetto a inizio 2013 del Pil c’è un notevole rallentamento ma non ci si lamenta comunque dei risultati ottenuti per ora in Giappone anche se cosa succederà fra qualche anno di tutte queste manovre nessuno per ora sembra preoccuparsi.In pochi mesi la borsa di Tokyo è volata del 40% e lo yen si deprezzato significativamente contro dollaro ed euro.

Al contempo, il secondo pilastro della cosiddetta “Abenomics” consiste in aumento della spesa pubblica per 116 miliardi di dollari e innalzando all’11% del pil il deficit per quest’anno, da impiegare per le infrastrutture, a beneficio dell’economia.

In Giappone i prezzi al consumo hanno iniziato a salire (cosa che non si vedeva da anni), la produzione recupera, la disoccupazione cala e lo yen si deprezza come chiedevano da tempo le grandi imprese nipponiche per ritrovare competitività nell’export. E la debolezza dello yen si ripercuote sulla bilancia commerciale del Giappone. Anche se gli ultimi dati indicano che non cresce solo l’export ma anche le importazioni che hanno superato quelle dell’export.

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Nell’ultimo anno hanno scommesso sull’Abenomics soprattutto gli investitori esteri con acquisti netti per quasi 13mila miliardi di yen (129 miliardi di dollari) sull’azionario nipponico.
Per questo la politica monetaria ultra-espansiva potrebbe proseguire anche dopo il piano biennale annunciato nella primavera scorsa e che consiste nell’acquisto massiccio (più di 500 miliardi di dollari all’anno) per l’acquisto di titoli governativi, accada quel che accada.

Anche in Italia l’effetto Abe? Questa folle, folle Italia… si può rivoluzionare?
Ecco, questo è quello che è accaduto in Giappone, un laboratorio a cielo aperto di politiche monetarie ultra espansive. Ma in Italia potremmo aspettarci nel 2014 qualcosa di simile?

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C’è un Abe all’orizzonte e un fido banchiere centrale Kuroda che potranno fare un doping di questo livello e far crescere il Pil, volare la Borsa, abbassare la disoccupazione e far crescere di brutto l’export italiano nel mondo?

E chi sarà l’Abe italiano? L’attuale premier Enrico Letta nella versione 2.0? Oppure il nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi, che ha già detto nipponicamente che “Il meglio deve ancora venire”? Oppure Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle oppure il mio conterraneo, l’agrigentino Angelino Alfano nel caso di nuove elezioni e spostamento degli attuali equilibri elettorali?

A prima vista abbiamo certo qualche problemino di “settaggio” perché l’Italia, a differenza del Giappone, non ha di fatto più una banca centrale e ha rinunciato alla sovranità monetaria entrando nell’euro anche se i dipendenti (oltre 7300) di Banca d’Italia ci costano un botto: quasi 90 mila euro l’anno (e pure il numero 1 di Bankitalia, Ignazio Visco, ci costa 5 volte quasi di più di quello della Fed, la Janet Louise Yellen che ha preso da poco il posto di Bob Bernanke).

I giapponesi hanno un rapporto debito/Pil che viaggia fra il 230 e il 240% al cui confronto il nostro 130% ci fa sembrare dei dilettanti in fatto di spesa pubblica: va detto che il loro debito pubblico è quasi totalmente detenuto da loro stessi (a differenza di quello italiano che è anche distribuito in parte a investitori esteri che possono farci vedere i sorci verdi). E poi il fatto che possano stamparsi i soldi come Totò e Peppino nel film “La banda degli onesti” gli dà un vantaggio incommensurabile (lo stesso che ha la Fed e che sta attuando da anni una politica “tipografica” simile, succeda quel che succeda).

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Che può fare l’Italia? Riprendersi la sovranità monetaria? Troppo difficile e tempi troppo lunghi perché la sovranità monetaria (prescindendo dai vantaggi e svantaggi che ci ha dato l’adesione all’euro) non ci appartiene e più che riprendersela (al di là di chi la fa troppo facile e pensa che basti proclamare il ritorno alla lira non valutando tutti gli effetti combinati di una simile decisione) è di fatto impossibile (come voler separare acqua e vino e farli tornare allo stato originario dopo che si sono mescolati) salvo dichiarare un bel default e fare un gigantesco “puffo” o interno o all’estero, perdendo l’accesso ai mercati finanziari internazionali per un bel po’ di anni.

Che fare, allora?
Può il genio italico sopperire al fatto che non abbiamo nemmeno più le “rotative” come Stati Uniti e Giappone e solo quelle europee dell’italiano Mario Draghi inviato a Francoforte non ci bastano?
Certo la legge elettorale sarà importante come dice Matteo Renzi ma perché l’Italia faccia il balzo alla giapponese, torni alla piena capacità produttiva, abbatta la disoccupazione (soprattutto giovanile) ci vuole qualche idea “folle” altrimenti è difficile pensare che le cose cambino veramente. Se facciamo i compitini è ben difficile che usciamo dalla “marana”, al limite ci infangheremo memo ma sempre nel fango resteremo.

Che fare o in cosa sperare, allora? Ecco le nostre 12 + 1 PROPOSTE SHOCK PER RIMETTERE IN MARCIA L’ITALIA

Proviamo a pensarci e inviateci pure i vostri suggerimenti. Intanto il nostro Ufficio Studi di SoldiExpert SCF ha provato a pensare a 11 +1 cose apparentemente folli ma in realtà di buon senso. Possono sembrare provocatorie ma hanno un loro perché anche se possono sembrare surreali. Per sorridere dell’Italia e di come siamo ridotti e magari col pensiero laterale suggerire ai “manovratori” qualche spunto buono. Eccole:

1) ISTITUIRE UNA TASSAZIONE A FORFAIT PER LE IMPRESE E I COMMERCIANTI. Si potrà continuare a essere assoggettati al vecchio sistema ma se si opta per il nuovo modello flat lo Stato avrà il vantaggio di sapere quanto incasserà e una cifra ben più consistente di quanto incassa mediamente mentre l’imprenditore avrà una gestione semplificata e saprà di che morte morire con il vantaggio che se aderisce alla tassazione flat non sarà soggetto ad alcun controllo fiscale per quell’anno perché questo sarà uno dei bonus offerti con questo sistema. Vi è da ricordare infatti che oggi quasi l’80% delle società di capitali (quasi 800 mila aziende) dichiarano redditi negativi o meno di 10 mila euro l’anno o non versano le imposte. Perchè non essere realisti allora e offrire anche questa formula che presenta anche come vantaggio quello di evitare che per la tenuta della contabilità e il commercialista per capirci qualcosa le imprese italiane oramai debbano impegnare un quarto del loro bilancio?

2) FARE UNA RIFORMA DEL LAVORO SERIA ALLA SPAGNOLA CON OPZIONE ALLA DANESE. Un solo contratto a tempo indeterminato ma con la possibilità di licenziare nel caso l’azienda abbia 3 trimestri in perdita con la presenza di diversi ammortizzatori sociali e comunque incentivi fiscali per le imprese che assumono soprattutto giovani (si veda qui come è strutturato il modello spagnolohttp://www.csddl.it/csddl/comparato/la-riforma-del-mercato-del-lavoro-in-spagna.html) e quello utopistico alla danese (http://politicaesocieta.blogosfere.it/2012/04/riforma-del-lavoro-ecco-il-modello-danese-che-piace-a-monti.html )

3) AFFIDARE IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DEL BILANCIO A URBANO CAIRO, presidente di Cairo Communication, del Torino Calcio e nuovo patron di La7. Se è riuscito in pochi mesi a riportare quasi in pareggio La7, tagliando in soli 5 mesi i costi di questo canale televisivo (ex gestione Telecom Italia) di oltre 27 milioni di euro (sforbiciando sui costi generali, e in particolare cancellando l’affitto di una sede a Roma, e riducendo di molto le spese per taxi, aerei, treni, alberghi, ristoranti.) immaginate che cosa potrebbe fare se gli date da gestire e tagliare i costi romani. Cairo for President e Forza Toro!

4) RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DEL PARLAMENTO E AMNISTIA CON ROULETTE RUSSA: Amnistia per tutti i detenuti (per reati con pene sotto i 3 anni) che saranno associati ciascuno tramite lotteria a un consigliere comunale, provinciale, regionale, deputato o senatore. Il primo che sgarra (il politico o l’ex galeotto) tutti e due dentro per 3 anni nella stessa cella più la pena comminata. Processi entro 3 mesi e tutti i gradi di giudizio entro 12 mesi: se i magistrati non stanno nei tempi anche loro in galera con la regola di cui sopra. Inoltre tutti coloro che sono stati eletti in questi ultimi 40 anni in qualsiasi organo di rappresentanza politica o carica elettiva se hanno superato i 5 anni di mandato (anche non consecutivo) vanno comunque a casa e stanno fermi per 2 giri (10 anni) sia in Italia che in Europa in qualsiasi carica pubblica.

5) IL 100% DEI DIPENDENTI PUBBLICI VIENE LICENZIATO ma ha la possibilità di venire riassunto partecipando a un concorso pubblico dove verranno riassegnati il 75% dei posti dove però potranno partecipare anche coloro che in questi anni erano disoccupati o svolgevano un altro lavoro nel settore privato.

6) TUTTI A SCUOLA. Migliorare l’efficienza del sistema scolastico e universitario secondo pagelle fatte dagli studenti e panel di esperti oltre che stipendi in base al merito e non basati sull’anzianità. In tutte le aziende tutto il personale sarà obbligato a fare un certo ore di formazione o auto formazione secondo procedure stabilite da un ente certificatore straniero.

7) FAVORIRE LA NATALITÀ. In Italia gli ultrasettantacinquenni hanno superato il 20 per cento della popolazione, mentre i bambini sotto i 15 anni sono meno del 15 per cento. Un invecchiamento della società dovuto non solo al miglioramento delle condizioni di vita, ma anche alla bassa natalità: il numero medio di figli per donna è di 1,4. In Francia, invece, pur avendo oltre il 50 per cento di occupazione femminile, la media è di due figli per donna. Chi adotta figli o ne mette al mondo deve avere una tassazione molto ridotta e maggiori servizi di sostegno, dagli asili nido agli aiuti per i nuclei numerosi. Dove prendere i soldi? Dagli anziani (soprattutto statali e con pensioni Inps sopra i 3.000 euro al mese e vietando il cumulo oltre una certa soglia), redistribuendo così la spesa pubblica. Certo gli anziani votano mentre i bambini no ma prima o poi i conti si dovranno fare anche con i più piccoli. E un Paese fatto solo di vecchi e anziani non ha futuro: che serve diventare i più ricchi del cimitero? Aiutiamo i nostri figli e nipoti e le nuove generazioni.

8) QUIZ D’INTELLIGENZA PER TUTTE LE CARICHE ELETTIVE E POI PER GLI ELETTORI MA IL VERO OBIETTIVO E’ IL TELEVOTO SU SKY COME PER X-FACTOR. Vuoi diventare consigliere comunale, regionale o parlamentare? Se viene richiesto di superare un quiz anche a chi vuole diventare anche bidello non si capisce perché chi diventerà sindaco o deve legiferare basta che abbia solo abbia “panza e presenza”. E se è un idiota o la sua cultura è inferiore a quella di un bimbo di 10 anni questo non sembra importante. Semaforo verde quindi per test d’intelligenza e di cultura generale per tutte le cariche elettive e anche test alcometrico prima di ogni votazione. In un prossimo futuro anche chi vuole esercitare il diritto di voto dovrà prima superare un quiz perchè se certi politici e partiti prendono un sacco di voti evidentemente il difetto sta anche nel manico. Il vero obiettivo da traguardare è comunque fatte queste 2 riforme sarà il Televoto come per la finale di X Factor, una delle elezioni più serie che si svolgono oramai in Italia. Potranno quindi votare solo coloro che sono abbonati a Sky, hanno superato un test di sbarramento e sono nella squadra di Morgan.

9) DIVIETO ALLE BANCHE E AI SUOI PROMOTORI FINANZIARI DI OTTENERE RETROCESSIONI DALLA VENDITA DEI PRODOTTI FINANZIARI E CIASCUN INVESTITORE PRIVATO PUO’ OTTENERE LE STESSE AGEVOLAZIONI CONCESSE AI FONDI PENSIONE E ALLE BANCHE: tutto le spese fatte pagare al cliente devono essere chiaramente dettagliate e fatte pagare separatamente o come accade in Gran Bretagna con l’introduzione della Retail Distribution Review i promotori finanziari del Paese non possono più basare la loro retribuzione sulle commissioni dalle case prodotto e le uniche entrate consentite sono quelle a parcella. La regola non vale solo nel sistema bancario: se c’è un conflitto d’interesse va dichiarato in prima pagina in corpo 16 di qualsiasi contratto e la parcella in questo caso si paga a parte. Inoltre se un risparmiatore vuole accantonarsi dei soldi e farsi un piano pensione può ottenere le stesse agevolazioni e deduzioni concesse ai fondi pensione e alle assicurazioni e alle banche: par condicio.

10) ENTRO DODICI MESI TUTTE LE SOCIETA’ PARTECIPATE DAI COMUNI E DALLO STATO VANNO ALL’ASTA AL MIGLIOR OFFERENTE SENZA ALCUN DIRITTO DI PRELAZIONE PER ALCUNO. Il personale direttivo cessa comunque di ricevere qualsiasi compenso con effetto immediato e chi rileverà l’azienda potrà scegliere se mantenere il personale esistente o licenziarlo o sceglierlo in base a criteri basati sul merito e sul curriculum di ciascuno e non in base alle tessere e alle spinte ricevute per essere stato assunto in quel ruolo.

11) DIVIETO PER I POLITICI DI RACCONTARE FROTTOLE PER FARE I PIACIONI CON SEQUESTRO DEI BENI COME PER I MAFIOSI SE INSISTONO NELLO SPARARLE GROSSE. E’ la riforma più difficile e dura e prevede dure pene per tutti i politici che raccontano balle o fanno promesse irrealizzabili. Ogni dichiarazione di qualsiasi politico sarà sottoposto al Fact Checking e se dice cose non completamente veritiere (tipo l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti come l’ha annunciato il premier Enrico Letta in tivù negli scorsi giorni) viene prima ammonito e poi espulso con pesanti sanzioni finanziarie che possono arrivare come per i mafiosi al sequestro totale dei beni. Il flusso che deriverà da queste sanzioni e sequestri diverrà proprietà di un istituendo “Fondo Alimentato dalle Bugie dei Politici” che servirà a sostenere l’agricoltura italiana. La stessa pena applicata ai politici vale anche per i direttori di giornali e siti che pubblicano acriticamente e senza controllare tutto quello che il politico o governante di turno dichiara.

12) CHI AVVIA IMPRESE CHE OPERANO NEL SETTORE DEL TURISMO E’ TAX FREE. La risorsa dell’Italia si dice da anni che è il turismo ma poche le iniziative che sono in grado di decollare e sono spesso gli stessi enti pubblici e Comuni che fanno di tutto per ostacolare il settore e l’iniziativa privata. Che fare? Dal 1° gennaio 2014 cambiano le regole e i Comuni che possono dimostrare che alla fine dell’anno grazie alle iniziative realizzate in collaborazione con i privati hanno avuto un aumento dei flussi turistici otterranno più fondi dallo Stato. Se i flussi turistici saranno inferiori riceveranno meno fondi dallo Stato. Inoltre i privati che avvieranno iniziative nel settore turistico otterranno sgravi fiscali importanti e a capo del ricostituito Ministero del Turismo e delle Identità Golose viene nominato Carlo Petrini, già fondatore di Slow Food.
13) MANDARE NELLO SPAZIO o SU MARTE L’ONOREVOLE FRANCESCO BOCCIA, presidente della Commissione Bilancio alla Camera in quota Pd, già ideatore della fallimentare Tobin Tax e fra gli estensori della nuova web tax lo vogliamo in un trullo pilota da montare su Marte in un viaggio (prevista al momento la sola andata si veda qui http://www.focus.it/scienza/spazio/alla-scoperta-della-missione-mars-one__17072013_7778_C12.aspx) di cui si cercano volontari e di cui è importante sin da subito partire con l’addestramento intensivo e le prime operazioni da svolgersi in Lapponia. Nessun problema a seguirlo in Lapponia e poi su Marte per la moglie Nunzia De Girolamo che milita nel Nuovo Centro Destra e attualmente è Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per formare anche lì una bella coppia lib-lab che coltiva lupini biologici o carrube per somari autoctoni a certificazione di origine controllata .

Buon 2014! Ed è meglio affrontarlo con un sorriso l’anno che verrà. Auguri!auguri2013

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