OBBLIGAZIONARIO, PER NON ACCONTENTARSI DI QUELLO CHE PASSA IL CONVENTO

L‘inchiesta di questo mese di MoneyReport è dedicata al mercato obbligazionario (una sintetica spiegazione riguardo alle obbligazioni la puoi trovare qui). Negli ultimi mesi il mercato dei bond è stato protagonista di una spettacolare risalita dopo il tonfo autunno/inverno 2009 e un numero crescente di risparmiatori si è avvicinato a questo tipo di investimento. Ma quali sono le insidie? E come orientarsi in questo mercato e  cosa occorre assolutamente sapere?

 

Per parlare di questo argomento la redazione di MoneyReport (la pubblicazione mensile del gruppo SoldiExpert SCF) ha condotto un’inchiesta, sintetizzando gli studi più importanti (recenti e non) sul rendimento delle obbligazioni e delle azioni dal dicembre 1801 al febbraio 2009 e intervistando Marco Vinciguerra, uno dei massimi esperti in Italia nel settore bond, socio fondatore di Tokos e primario collaboratore e consulente nei portafogli obbligazionari di SoldiExpert SCF. Un addetto ai lavori che per la sua indipendenza e l’approccio controcorrente è fra i pochi gestori invitato regolarmente dall’integralista” Beppe Scienza, professore di Matematica all’Università  di Torino e autore de “Il risparmio tradito” a partecipare come formatore ai suoi corsi di educazione finanziaria e matematica finanziaria.

Quello che emerge è che la vexata questio se sia più redditizio investire in azioni o in obbligazioni non è stata ancora risolta in modo definitivo. Secondo Robert Arnott, stratega della società  di ricerca finanziaria Research Affiliates (la cui analisi viene raccontata in questo numero di MoneyReport.it), le obbligazioni, se usate bene, possono rendere più della Borsa. Una tesi (vedi grafico 1) dimostrata nel saggio  «Bonds:Why Bothers» pubblicato nel Journal of Indexes) che ha provocato discussioni accese all’ interno della comunità  degli investitori professionali, che resta schierata in maggioranza per la tesi opposta di Jeremy Siegel, l’autore del bestseller “Stocks for the long run” (edito in Italia per “Il Mulino” col titolo “Rendimenti finanziari e strategie d’investimento”).

Azioni o bond: chi rende di più?

Del resto a seconda dei momenti storici, è stato più redditizio investire in obbligazioni piuttosto che in azioni come spiega Marco Vinciguerra, esperto di obbligazionario fra i più apprezzati in Italia per la sua indipendenza intervistato dalla redazione di MoneyReport  “La tesi secondo cui nel lungo periodo le azioni rendono più delle obbligazioni è concettualmente falsa – sostiene Vinciguerra –  è comunque ancora un forte argomento di vendita usato da bancari e promotori finanziari per vendere prodotti azionari, che hanno mediamente commissioni e costi più elevati. Se fosse vero che le azioni rendono più delle obbligazioni nessuno più comprerebbe bond, mentre se fosse vero il contrario non esisterebbero più le borse!

E’ evidente che non si sa cosa sia meglio; in alcuni periodi storici è meglio avere bond, in altri sono meglio le azioni. In particolare, come dimostra la tesi di Arnott, si vede che per lunghi periodi storici investire in azioni ha significato avere sempre gli stessi soldi anche a distanza di lustri, che non è un buon affare in termini reali, perchè salvo eccezioni nello stesso periodo l’inflazione corre…”

investire in obbligazioni

Ma se investire in obbligazioni ha reso di più che investire in azioni per diversi lustri,  come dimostra uno studio della Standard & Poor’s, Ibbotson Associated, Cowles Commission and Schwert e citato nel numero di luglio di Money Report, quali sono le insidie che di nascondono in questo mercato e che il risparmiatore deve conoscere? Investire in obbligazioni è alla portata di tutti? Secondo Marco Vinciguerra apparentemente sì  “Basta saper fare alcuni calcoli e spesso nemmeno troppo complicati, mentre destreggiarsi nel mercato azionario richiede un vero talento. E’ quanto insegniamo nei nostri corsi rivolti a tecnici del settore o a risparmiatori che intendono aumentare il loro grado di conoscenza finanziaria. Certo che è un po’ come fare gli elettricisti; fino a quando si tratta di cambiare una lampadina non vi è nulla di complicato, ma se si deve costruire un intero impianto elettrico (un buon portafoglio di bond solidi) se non si fa attenzione si può far saltare tutto!”

Dividi et impera

Il segreto è diversificare, sempre e comunque per chi non vuole correre toppi rischi perchè “Le delusioni sono venute un po’ dappertutto per gli obbligazionisti; dalle Parmalat, che avevano anche un rating elevato e rendimenti non poi coos allettanti, alle Lehman che sembravano solidissime, alla recente vicenda Alitalia, dove uno stato sovrano ha rinunciato a un accordo con un solido partner estero (Air France, ricordate, fece una offerta definita “irricevibile”) salvo poi rimborsare gli obbligazionisti facendogli subire un danno di oltre il 30% e dopo avere inizialmente legiferato proposte peggiori di quelle che hanno ricavato i risparmiatori coinvolti nel fallimento della Provincia di Buenos Aires! Insomma, se ne sono viste un po’ di tutti i colori; il consiglio è sempre quello: appena si esce dal novero degli emittenti sicurissimi è bene diversificare molto.”

vecchio certificato obbligazionario

Ma investire sull’obbligazionario non è mai stato forse così difficile. Nei mesi scorsi una ventata di ottimismo (difficile giudicare se giustificata o meno) sulla situazione macroeconomica ha determinato uno spettacolare recupero del valore di molte obbligazioni societarie (corporate), facendo scendere ai minimi termini i rendimenti. Chi ha soldi da investire in questa fase si trova, infatti, nella difficile situazione di dover scovare rendimenti decenti ma anche emittenti affidabili. Nulla è più come nel passato (anche nell’obbligazionario) e le possibilità  di mettere in portafoglio qualche “mela marcia” (anche illustre) è sempre presente; un rischio che non può essere completamente scartato ma che può essere minimizzato.

Investendo con strategia e giudizio il proprio patrimonio (anche nell”obbligazionario) in base alla propria propensione al rischio e a cosa si ricerca (se si inseguono rendimenti annui a 2 cifre anche l’obbligazionario può offrire delle chance ma a patto di conoscere e sopportare i rischi di tale approccio).
Consigli operativi

Ma quali sono in questo momento le obbligazioni più rischiose e quelle più interessanti? Secondo Marco Vinciguerra “Il piano della Fiat è valido ma molto ambizioso. Certamente prima o poi richiederà  ingenti impegni finanziari e il livello di indebitamento della società  è già  un po’ altino. Per questo motivo sulle scadenze successive al 2011 ci andrei un po’ cauto, le obbligazioni a più lunga scadenza rendono a mio parere troppo poco per il rischio che incorporano; questo non vuol dire assolutamente che la Fiat fallirà , ma potendo scegliere di prestare soldi a altri debitori con rendimenti analoghi le valuto con un certo scetticismo. Invece i titoli buoni non li dico a nessuno, gratis! Eh eh eh…

Sicuramente interessanti sono le obbligazioni bancarie con durata fra i tre e i cinque anni; offrono ancora rendimenti molto elevati rispetto ai titoli di stato e il grado di solvibilità  del sistema mi sembra buono”. Certo ci sono stati mesi, quando il ciclone Lehman ha fatto tremare i mercati finanziari incluso il settore obbligazionario, in cui questi titoli erano ancora più appetibili. Oggi certi rendimenti non si vedono più sul mercato e la domanda è molto alta. Accade così che su molte nuove emissioni di obbligazioni si concentrino richieste ampiamente superiori alla disponibilità  offerta, nonostante i rendimenti siano particolarmente modesti.

“Nei momenti più acuti della crisi abbiamo investito in bond ottimi a veri prezzi di saldo!” ricorda Vinciguerra.  A oggi investendo con un orizzonte temporale di un anno si può ottenere il 2% netto, a 3 anni il 3%. Per ottenere rendimenti superiori al 5% netto occorre puntare su scadenze molto lontane (tipo 2018) o su scadenze più brevi su emittenti un pochino chiacchierati. Che magari in autunno hanno avuto bisogno del sostegno statale per non finire a gambe all’aria. Se si è bravi e si punta su titoli meno battuti dalla “massa” è possibile spuntare rendimenti del 30-50% superiori a quelli sopra indicati, scovando obbligazioni particolari che certo non ti consigliano in banca o nei giornali.

Ma esperti del settore come Marco Vinciguerra, in passato responsabile dei fondi obbligazionari italiani di Sogersel e consulente di banche e assicurazioni e oggi primario collaboratore nella consulenza obbligazionaria del sito SoldiExpert.com  nonché socio fondatore della società  Tokos  che elabora per i propri clienti portafogli personalizzati e così spiega la sua strategia di investimento. “Gestire un portafoglio obbligazionario facendo previsioni in continuazione è molto azzardato; di solito noi ci comportiamo coos: costruiamo un portafoglio con un insieme di titoli che abbiano una durata finanziaria e un rendimento coerente con quello prospettatoci dal cliente e poi ottimizziamo il portafoglio cambiando via via i bond che rendono meno con altri di caratteristiche analoghe che sono più redditizi; il tutto sempre senza alterare la struttura del portafoglio.”

E a supporto di chi vuole investire in obbligazioni la redazione di Money Report ha preparato un utilissimo abbecedario per conoscere tutti i termini, le parole e lo slang per orientarsi tra i titoli obbligazionari e non restare col cerino in mano. E utilissimi box per capire quanto si sta guadagnando su un bond (ma nessuna banca on line e tradizionale è in grado di dirvi). Come ridurre all’osso le commissioni pagate nella compravendita di obbligazioni e quali sono le banche con la migliore offerta. E infine una presentazione dei portafogli obbligazionari targati SoldiExpert SCF. Per avere indicazioni operative chiare e precise su quali titoli comprare, vendere e tenere.
Questi e altri argomenti sono affrontati nell’ultimo numero di MoneyReport con consigli, ricerche e molte informazioni operative per farsi un’opinione completa sull’argomento e approfondire come ogni mese fa questa pubblicazione gli argomenti più importanti di finanza personale con un approccio indipendente e fuori dal coro.

Ma questo numero di Money Report non parla solo di quali sono i criteri con i quali dovrebbe essere composto un portafoglio obbligazionario diversificato.

In questo numero potrai, infatti, leggere e approfondire, altri argomenti molto interessanti come:

BROKER ONLINE AI RAGGI X: Il trading online di BANCA SELLA. Abbiamo valutato offerta, condizioni e funzionamento e il nostro giudizio è…

ETF AI RAGGI X:  A confronto gli Etf e gli Etc che investono sull’oro nero. Al rialzo o al ribasso si può scommettere sull’apprezzamento e il deprezzamento del petrolio tramite gli Etf (ExchangeTraded Fund) e gli Etc (ExchangeTraded Commodities) quotati sulla borsa italiana. Ecco il nostro giudizio.

CONTI DI DEPOSITO AI RAGGI X: Le migliori banche dove parcheggiare i propri soldi e che offrono il miglior rapporto rischio/rendimento per investire la propria liquidità

IL BOND DEL MESE:   Il titolo selezionato questo mese. rende a scadenza l’8% netto. Certo non è per tutti ma solo per investitori con una propensione la rischio alta e un orizzonte temporale ventennale perchè occorre sapere che…

DENARO & LETTERE: Parliamo di uno zero coupon emesso da Calyon (Credit Agricole): “è un titolo rischioso e illiquido” ci segnala un lettore. ma nella rubrica “il mio nome è bond” non parliamo di Btp e Cct. e le opinioni su come si valuta un titolo e con quale logica detenerlo possono divergere. E molto

IL BAROMETRO SUI MERCATI: Ai lettori di Money Report offriamo un sistema “stupido” ma efficace che dice quando essere investiti sulle azioni o sui vari mercati e settori

QUESTIONI FONDAMENTALI: CIR,  un titolo passato di moda che puo’ dare al scossa al mercato. perche’ quello che gli analisti non dicono e’ che…Inoltre FINMECCANICA, in Borsa gioca ancora in difesa. ma guardando i numeri…

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