DEXIA AFFRONTA (NUOVAMENTE) LA TEMPESTA PERFETTA

(successivamente alla pubblicazione di quest’articolo è voluto intervenire sull’argomento anche il direttore finanziario di Dexia Crediop, Stefano Catalano: l’intervista è qui disponibile per gli abbonati)

Essere possessori di obbligazioni Dexia garantisce sempre emozioni forti. Bene lo sanno i possessori di questi bond che hanno assistito a un capitombolo “selettivo” delle quotazioni (come era già avvenuto nel 2008) nel giro di pochi giorni senza ben comprenderne le ragioni. E come spesso accade in simili circostanze per ricercare le ragioni una discesa c’è anche chi ha tirato fuori la storia del complotto ordito non si sa bene se da alcune banche italiane o dai soliti speculatori alla Gordon Gekko (che oggi di professione gestiscono hedge fund).

Colpa del mercato secondo qualcuno per quanto ci sarebbe da rilevare che molte delle obbligazioni quotate da banche italiane non scendono e oscillano con questa volatilità perché non sono di fatto quotate…

Dei titoli obbligazioni Dexia avevamo parlato recentemente in occassione del collocamento di un bond a tasso fisso al 4,85% lordo (codice ISIN IT0004698178 ) e con scadenza il 7 marzo 2016 che prometteva di finanziare il “futuro dell’Italia”.
Insomma un  bond “patriottico” emesso proprio in occasione dei 150 anni della Repubblica Italiana e che è stato pubblicizzato come una sorta di atto d’amore verso l’Italia.

E in quel contesto avevamo già descritto la realtà Dexia Crediop, mettendo in rilievo alcuni punti deboli che evidenziavano come sul mercato questo istituto non viene giudicato dal mercato fra gli emittenti più solidi a causa della situazione di ristrutturazione della controllante come dell’annuncio di cessione che pende sulla stessa Dexia Crediop da diverso tempo.E in quel contesto avevamo già descritto la realtà Dexia Crediop, mettendo in rilievo alcuni punti deboli che evidenziavano come sul mercato questo istituto non viene giudicato dal mercato fra gli emittenti più solidi a causa della situazione di ristrutturazione della controllante (come è avvenuto nel settore per moltissimi istituti) come dell’annuncio di cessione che pende sulla stessa Dexia Crediop da diverso tempo.(inversione di causa: dato che è ad azionista pubblico, è certo fino dalla crisi che ci saranno passaggi di azioni)


(una pubblicità di Dexia di grande attualità a leggere lo slogan: preoccupati per le sfide del Domani?)

Un emittente quindi un po’ chiacchierato da tenere in portafoglio con percentuali a nostro parere limitate (nell’ordine di qualche punto percentuale soprattutto sulle scadenze medio-lunghe) e facendo molta attenzione nel selezionare le emissioni visti i rendimenti talvolta molto differenti fra un bond e l’altro complice magari il meccanismo di calcolo non sempre alla portata di tutti i risparmiatori.

Ora nelle ultime settimane sui prezzi dei bond Dexia sembra essersi abbattuta l’Apocalisse a vedere l’andamento delle quotazioni. Che cosa è successo? Semplicemente una serie di fattori concomitanti che hanno innescato una serie di vendite in un mercato come quello obbligazionario già preoccupato per i possibili colpi di coda della crisi greca.

E la capogruppo franco-belga Dexia oltre ai problemi di ristrutturazione che sta affrontando nella vicenda greca (tanto per non farsi mancare nulla) uno “zampino” sulla crisi ellenica potrebbe bagnarselo dato che sui titoli di Stato greci ha un’esposizione diretta di circa 3,5 miliardi di euro (circa il 22% del capitale secondo un recente report di Ubs) a cui si aggiunge una posizione di circa 1,83 miliardi sul debito sovrano portoghese (sull’Irlanda sembrano non avere posizioni) su un portafoglio complessivo obbligazionari di oltre 100 miliardi di euro.

Dexia non sta considerando la possibilità di una ristrutturazione della Grecia sul debito sovrano ha spiegato recentemente ai giornalisti l’ amministratore delegato di Dexia, Pierre Mariani, aggiungendo che il livello di capitale la banca avrebbe permesso di assorbire “ipotetico” perdita netta di circa 800/900 milioni di euro  nel caso di un cosiddetto taglio di capelli (haircut) così di circa il 30 per cento del debito pubblico greco.

Caro risparmiatore ti scrivo….


(Pierre Mariani, ceo di Dexia)

Ma questa eventualità non è piaciuta molta  all’agenzia di rating Standard & Poor’s che ha deciso di mettere sotto osservazione in negativo la società, anticipando un possibile downgrade dei rating di breve e lungo termine di un gradino.  A questa notizia ne è seguita un’altra più “antipatica” per i risparmiatori italiani dato che l’altra grande agenzia di rating, Moody’s ha abbassato il rating di lungo termine da A2 (discreto) a BAA2 (rischioso) e quello di breve termine da Prime 1 a Prime 2 (che significa che  l’emittente ha sì una capacità forte di pagamento delle obbligazioni nel breve periodo ma il  grado di sicurezza è tuttavia meno elevatorispetto ai titoli valutati “Prime-1”).



E propria questa decisione ha avuto probabilmente con qualche settimana di ritardo un notevole effetto dirompente sulle quotazioni delle obbligazioni Dexia Crediop poiché questo peggioramento del rating in realtà è stata inizialmente quasi snobbato dal mercato ma poi invece si è rivelato molto importante perché alcune banche (in primis Intesa San Paolo) hanno deciso di informare i sottoscrittori di questi bond che avevano anche provveduto negli scorsi a collocare in maniera attiva (fino al 1999 Crediop faceva di fatto parte del gruppo prima di essere ceduta a Dexia), segnalando il livello di maggiore rischiosità del titolo in portafoglio e adeguandosi così alla normativa Mifid.

Certo con l’intento di “tutelare” i risparmiatori ma anche probabilmente soprattutto se stessa se le cose (come era accaduto nella vicenda Lehman) sfuggissero di mano e per essere a posto nell’eventualità (si spera remota) che di fronte a un default un certo numero di risparmiatori (come ha fatto nella vicenda Lehman Brothers) facesse causa alla banca per non essere stati avvisati (come accadde nella vicenda Lehman) del cambio del giudizio sull’emittente dopo che il titolo era stato caldamente consigliato.
A la guerre comme à la guerre…

E galeotta è stata la “letterina” per mandare il titolo in lettera…

Una “letterina” inviata a molti possessori di bond Dexia Crediop il cui tenore è quello di invitare i sottoscrittori del bond Dexia Crediop in portafoglio a “recarsi presso la Sua filiale per verificare l’esposizione del Suo portafoglio sull’emittente e valutare eventuali opportune azioni correttive al fine di riequilibrarlo in un’ottica di adeguata diversificazione del rischio, qualora l’esposizione dell’emittente in oggetto ecceda il 15%”.

Facile immaginare il primo effetto di questa lettera: per non sbagliare molti risparmiatori si sono sbarazzati a qualsiasi prezzo delle obbligazioni Dexia Crediop detenute, facendo crollare le quotazioni dei titoli maggiormente diffusi sull mercato “retail”. E siccome ribasso chiama ribasso (sia che sia motivato che immotivato) altri risparmiatori in possesso dei titoli Dexia senza nemmeno sapere il perché di questo ribasso hanno iniziato a sbarazzarsi dei titoli, preoccupati che qualcosa di fortemente negativo stava accadendo sul mercato. Quasi lo stesso principio della profezia che si auto-avvera.

Intanto sul mercato le notizie che giungevano sul gruppo Dexia (a livello di capogruppo) venivano interpretate negativamente (i credit default swap sulla capogruppo Dexia che raggiungevano un massimo di periodo di 370 punti base)  a vedere l’andamento dei bond in Italia mentre invece a Bruxelles dopo la  sospensione del titolo (col senno di poi lo scopo era di evitare insider al rialzo ma qualcuno aveva pensato al peggio)  l’azione di Dexia guadagnava oltre il 2%.

Dexia, la nuova Lehman Brothers europea?

In realtà l’annuncio fatto dai vertici di Dexia al termine di una mattinata convulsa ha avuto come obiettivo quello di tranquillizzare i mercati e la Commissione europea.

Dopo gli ingenti interventi statali ricevuti il management di Dexia ha promesso (leggi qui in il comunicato in francese) un piano di dimagrimento molto forte e venerdi ha confermato che questo obiettivo verrà rispettato a costo di bilanci ancora in perdita pesante nel corrente esercizio.L’annuncio fatto è di accelerare il programma di cessione delle attività non strategiche che si tradurrà in un onere eccezionale di 3,6 miliardi di euro nel secondo trimestre 2011, portando sicuramente in rosso il bilancio per l’intero esercizio in corso. Notizie tutto sommato positive per il futuro del gruppo se verranno realmente realizzate (e la minaccia di veder revocati gli aiuti di Stato dovrebbe essere una buona motivazione per il management per passare dalla teoria alla realtà) ma che sul mercato obbligazionario soprattutto italiano non hanno risollevato il corso dei titoli.

Più nel dettaglio la banca franco-belga continuerà la vendita del suo portafoglio di asset “tossici”, offrendoli sul mercato (in particolare quelli legati al mercato immobiliare statunitense) con uno sconto più generoso e inoltre cedendo beni per un valore di altri 1,8 miliardi di dollari. E nella lista delle vendite compaiono Sabadell, in Spagna e soprattutto in Italia proprio Dexia Crediop che da oltre un anno è sul mercato in cerca di compratori. Una preoccupazione esagerata quella del mercato sui titoli Dexia Crediop secondo alcuni trader obbligazionari perchè se Dexia Crediop è da considerarsi così pericolosa perchè presta soldi alle pubbliche amministrazioni allora ci sarebbe da fuggire in massa anche dai Btp secondo il loro ragionamento.

Tutte queste notizie hanno evidentemente influito negativamente sul corso del titolo in cui la “letterina” inviata dalle banche italiane (fra cui sicuramente Intesa San Paolo) ha provocato un effetto “palla di neve” su diverse emissioni obbligazionari. Con effetti curiosi come indica la tabella sottostante che raggruppa alcune delle emissioni più diffuse di Dexia Crediop sul mercato Mot e Tlx. Come comportarsi di fronte a una simile giungla dei rendimenti?

 

Alcuni titoli Dexia Crediop quotati sul Mot e sul Tlx a confronto…

Su alcune emissioni (soprattutto quelle con scadenza nel 2013 e 2014 e Isin come la IT0004304173 e la IT0003793525) il terremoto è stato fortissimo con perdite anche di quasi una decina di punti percentuali. Guarda caso proprio le emissioni che sembrerebbero più diffuse fra i correntisti delle banche che hanno ricevuto la “letterina”.Mentre su alcune emissioni come per esempio la Dexia Crediop con codice Isin IT0004302946 o quella di più recente collocamento come la IT0004698178 non è accaduto quasi nulla. La curva dei tassi delle obbligazioni Dexia Crediop è diventata così molto curiosa e solo negli ultimi 2 giorni si è notato un certo risveglio dei compratori che ha fatto risalire dai minimi le obbligazioni più “bastonate” per quanto ancora lontane dai prezzi del mese scorso.

Intanto la divisione italiana Dexia Crediop ha cercato di rassicurare il mercato, spiegando con un comunicato stampa che l’andamento di questi giorni dei corsi delle obbligazionari è “ingiustificato..e non supportato dai fondamentali patrimoniali” che secondo la banca romana sono quasi ottimi e in miglioramento e non giustificano (come hanno spiegato con un altro comunicato stampa diffuso nei giorni precedenti) nemmeno il dowgrade da parte di Moody.

Il mercato dirà chi ha ragione ma sicuramente per spiegare la discesa del corso di molte obbligazioni Dexia Crediop la “letterina” inviata a molti correntisti spiega molte cose vedendo anche la tabella sopra con i rendimenti stimati delle obbligazioni zero coupon, a tasso fisso, variabile, strutturate e indicizzate all’inflazione secondo un veloce ma indicativo calcolo.

E non è da escludere che su alcune di queste emissioni si possa fare qualche sostanzioso affare a patto di non essere “ingordi” e avere i nervi saldi (e un profilo di rischio medio-alto) poiché il downgrade sul gruppo è nell’ordine delle cose in considerazione del downgrade sulla Grecia emesso ieri sera da Moody’s che ha retrocesso il debito di questo Paese in serie C con effetti indiretti anche sull’attivo di Dexia capogruppo.



AAA BANCA SPECIALIZZATA IN FINANZIAMENTI AGLI ENTI LOCALI CEDESI. PREZZO TRATTABILE. ASTERNERSI PERDITEMPO

Riguardo Dexia Crediop in realtà quello che occorrebbe sapere è chi se le comprerà visto che questo diventerà automaticamente il nuovo creditore. Secondo il quotidiano olandese De Tijd il grupp Dexia sarebbe in trattativa con diversi potenziali acquirenti (la sentenza attesa a giorni dal Consiglio di Stato sul caso della Provincia di Pisa sui derivati venduti ai Comuni certo non aiuta come spiega questo articolo interessante pubblicato su Il Sole 24 Ore sulla vicenda per quanto il business di Dexia Crediop non è solo quello) e se realmente questa cessione si realizzerà come promesso (l’impegno del management di Dexia con la Commissione europea è vendere l’unità entro il novembre 2012) è difficile (e sicuramente auspicabile..) che si le comprerà abbia un pedigree peggiore da quello che il mercato sembra in questo momento assegnare all’attuale venditore.

Staremo a vedere ma con tutte queste notizie in corpo sicuramente i possessori di questi bond dovranno imparare a convivere con le montagne russe. Ma anche greche, portoghesi e franco-belghe…

Intanto questa situazione creatasi sui bond Dexia Crediop potrà essere magari sfruttata ad arte per collocare magari i propri prodotti da qualche bancario, banchiere e parabancario: “vedi cosa succede a comprare i titoli. Invece il nostro fondo…”. E pazienza se dentro il fondo magari c’è anche la Grecia, le Dexia, il Portogallo e pure l’Islanda. Occhio non vede, cuore non duole…

(successivamente alla pubblicazione di quest’articolo è voluto intervenire sull’argomento anche il direttore finanziario di Dexia Crediop, Stefano Catalano: l’intervista è qui disponibile per gli abbonati)

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