Obbligazioni: ecco chi vince e chi perde nel post Covid. Bene l’Italia ma non benissimo

Come usciranno dalla pandemia i Paesi? Ecco le previsioni del Fondo Monetario Internazionale. L'Italia è tra quelli che cresceranno meno

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Per i mercati la settimana passata è stata ancora di bonanza come si diceva nell’antico West ovvero di bonaccia e prosperità come quando si scopre un giacimento di oro eccezionalmente ricco.

Stiamo vivendo una fase relativamente positiva anche per il debito soprattutto dell’Europa meridionale come quello di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna grazie a rendimenti più interessanti rispetto ai loro vicini settentrionali e alle prospettive di miglioramento dell’economia europea. E grazie all’accelerazione degli acquisti da parte della Banca Centrale Europea.

Settimana scorsa 2 emissioni rispettivamente di Roma e Lisbona hanno raccolto un entusiasmo senza precedenti.

Lisbona ha registrato quasi 33 miliardi di euro di ordini per 4 miliardi di titoli di stato offerti. E Roma ha registrato 132 miliardi di euro in offerta per un’operazione da 12 miliardi di euro con 2 Btp emessi. Uno a sette anni e l’altro addirittura con 50 anni di scadenza (scadenza 1 marzo 2072 per chi ci sarà e spero ancora tutti) collocati con un interesse del 2,15% lordo annuale.

Questo buon andamento del debito dei Pigs non deve più di tanto stupire.

 

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Mentre i paesi dell’Europa settentrionale come la Germania e la Francia continuano a registrare rendimenti negativi per i loro titoli di Stato a 10 anni, i paesi dell’Europa meridionale offrono almeno una remunerazione ai loro sottoscrittori. E la Bce è impegnata ad acquistare al momento come se non ci fosse un domani tutti i titoli in circolazione, offrendo un sostegno concreto nel programma di riacquisto teso ad evitare un aumento eccessivo dei tassi.

Vista così sembra di vivere quasi nel migliore dei mondi possibili, ma in realtà un grafico pubblicato questa settimana da Roberta sulla nostra pagina Facebook mi ha portato ad alcune riflessioni che le cose vanno bene, ma non benissimo soprattutto per l’Italia dal punto di vista macro e finanziario se facciamo dei confronti.

Secondo le previsioni del FMI (Fondo Monetario Internazionale) l’Italia da qui al 2022 sarà uno dei Paesi che crescerà meno nel triennio come mostra questa tabella che ingloba il consenso attuale.

Le stime del FMI sulla crescita del PIL nei vari Paesi dal 2020 al 2022

L’economia globale andrà più velocemente quest’anno e il prossimo di quanto si temesse, ma il divario tra vincitori e vinti, tra ricchi e poveri, aumenterà.

Noi italiani (e i nostri amici greco-spagnoli-portoghesi) rispetto a quanto è accaduto nel 2020 possiamo certo respirare ma non c’è proprio da festeggiare. Altre nazioni ci stanno facendo a fette come il prosciutto! Ne parliamo in questo articolo dedicato ai Paesi Frugali .