SII PRUDENTE. DUBITA! COME SULLE 2 NUOVE OBBLIGAZIONI DI MEDIOBANCA ANCORATE AGLI INDICI: IL PREZZO E’ GIUSTO?

Se aprite un qualsiasi giornale o sito finanziario e siete interessati a cosa offre il mercato obbligazionario avrete probabilmente notato gli ultimi 2 bond emessi da Mediobanca con scadenza 2021 dall’accattivante slogan “SII PRUDENTE. OSA. Investi in Mediobanca Sintesi” che sono stati quotati sul Mot e vengono pubblicizzati sul mercato dei risparmiatori (quella in euro ha Isin IT0004924004 e quella in dollari Isin IT0004924046) .

La promessa offerta ai risparmiatori è allettante se non siete del mestiere: l’istituto di Via Filodrammatici offre per il primo anno cedole semestrali pari al 5% annuo lordo (pari al 4% netto) nel caso della emissione in Euro e 6% annuo lordo (pari al 4,80% netto) per quella in Dollari. A partire dal secondo anno la cedola semestrale riconosciuta , sale rispettivamente al 6% annuo lordo (pari al 4,80% netto) per i titoli in Euro ed al 6,50% lordo (pari al 5.20%) per quelli in Dollari, ma è subordinata ad una condizione essenziale: l’indice azionario Eurostoxx50 o S&P500 deve superare il valore iniziale, in caso contrario non verrà pagata alcuna cedola.

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Il messaggio (ma forse siamo noi che lo leggiamo così) che arriva al pubblico è che puoi guadagnare fino al 2021 cedole anche del 6-6,5% potendo osare in modo prudente grazie a questa obbligazione ibrida agganciata all’andamento del mercato azionario europeo o americano.

Ma che probabilità ci sono di ottenere un rendimento del 6-6,5% all’anno dopo la cedola iniziale che è l’unica certezza da qui a fine 2021? E il prezzo di collocamento vicino a 100 è il prezzo giusto?

Non possiamo sapere quello che accadrà all’indice Eurostoxx50 o S&P500 da qui al 2021 ma se fosse obbligatorio indicare nel prospetto informativo un po’ di scenari probabilistici per capire appunto che probabilità c’è in effetti per un risparmiatore di incassare un 6-6,5% lordo, male non sarebbe. Ma nei prospetti pubblicati da Mediobanca per la Consob  o resi disponibili sul sito di Borsa Italiana non ne vediamo traccia.

Invece in Italia “Repubblica fondata sul lavoro e dove il risparmio è tutelato in tutte le sue forme” questo dato non è stato ritenuto dai nostri legislatori e regolatori importante renderlo obbligatorio (per quanto va detto che molti risparmiatori nemmeno l’avrebbero letto come insegnano diversi casi come quello del BPM convertendo).

 

E’ da sottoscrivere questo tipo di obbligazioni strutturate?

“Le probabilità ex-ante in determinate condizioni – ci spiega un operatore del reddito fisso – si prestano a giochi peggiori di questa; il passato, specie nei mercati azionari, spesso non è un buon profeta del futuro. Nel 1989 ricordo che il  Nikkei era a 39.000. Detto questo, comprando questa obbligazione per ogni semestre mi compro un tipo particolare di opzione Call che invece di pagarmi la differenza tra il valore dell’indice alla scadenza ed il prezzo di oggi mi paga sempre il 6 annuo (cioè 3 ogni cedola). Quindi la mia ‘scommessa è che non solo l’indice non scenda ma anche che non salga  oltre il 6% (altrimenti mi perdo parte del rialzo). Il mio ‘guadagno massimo’ ce l’ho se ad ogni data cedola l’indice è un centesimo sopra lo strike. Queste opzioni implicite nelle obbligazioni costano meno dei normali call, perchè non mi danno mai più del 6% di upside/anno. Facendo i conti sulle opzioni, e sul valore a scadenza di un titolo Mediobanca senza cedola, l’obbligazione costa all’emittente circa 85~87″.
Un parere confortato da diversi operatori del settore obbligazionario che giudicano il prezzo di collocamento a 100 molto ma molto generoso per l’emittente. Tutti concordano che il valore intrinseco tenendo conto sia della parte obbligazionaria che derivata (l’opzione Call sull’indice) dovrebbe essere sensibilmente più basso.

Anche di oltre 10 punti percentuali, perfino di più fra gli amanti del metodo Montecarlo (e che non amano l’azzardo ma calcolano il fair value di un obbligazione in base a migliaia di simulazioni tenendo conto di tutti i fattori probabilistici come tasso di rendimento, scadenza, dividendi, andamento degli indici..).

Ora sia chiaro che non è solo Mediobanca a emettere titoli obbligazionari con così  tanto “grasso che cola”. E’ di fatto quasi la norma nel collocamento delle banche quando propongono la propria mercanzia e soprattutto quando si tratta di titoli  strutturati dove sono più ampi i margini di guadagno. Saremmo forse noi idealisti ma ci piacerebbe che fosse più chiaro qual è per ciascuna obbligazione (e non solo per quelle di Mediobanca naturalmente) nella prima pagina del prospetto con carattere grafico adeguato saperne di più sul prezzo “vero” dell’obbligazione, quali sono gli scenari probabilistici che indicano che questo titolo possa rendere più di un titolo a tasso fisso emesso dalla stessa società o di un Btp a pari scadenza e poi naturalmente ciascuno è libero di fare quello che vuole.

Roberta Rossi, consulente finanziario indipendente e responsabile del servizio di consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF, ha scritto una bella serie di articoli dedicata all’asimmetria informativa nel mondo della finanza ovvero che oltre al problema delle distorsioni cognitive che esistono vi è quello che in questo mondo c’è chi sa e chi non sa (e crede di sapere). E chi sa è abilissimo nel trasferire il rischio a chi non sa, lucrando su questa ignoranza.

Un po’ come qualche nostro antenato occidentale bianco cercava di farsi dare qualche pepita in cambio di un pezzo di specchio da qualche povero buon selvaggio qualche secolo fa.

gr L’andamento dal 28 maggio dell’obbligazione Mediobanca ancorata all’Eurostoxx50

 

“Il problema è simile alla possibilità di comprare all’ingrosso o al dettaglio: chiaramente all’ingrosso pago molto di meno, ma la quantità minima sarà molto più alta – spiega il responsabile di un desk obbligazionario – La grande differenza però tra i mercati dei beni ed invece delle obbligazioni è che sul mercato secondario queste scambiano al prezzo all’ingrosso. Per questo è rilevante sapere quanto costa all’emittente: innanzi tutto per fare confronti con titoli simili già quotati, ma anche per sapere dove probabilmente può andare a trattare l’obbligazione sul mercato secondario. In questo caso, se tratta subito, personalmente non la pagherei oltre 90. Oltre a questo, essendo una obbligazione strutturata, vorrei sapere quanto vale la componente solo obbligazionaria (cedole certe più rimborso del capitale), in modo da vedere quanto potrei “perdere” se l’indice scende molto da ora. Questa informazione, ad una scorsa del prospetto pubblicato sul sito di Mediobanca manca. Io leggo prospetti informativi per lavoro ma a un privato che abbia comprato questa obbligazione non mi pare che sia stata fornita un’informazione chiara, ad esempio scritta in grande sulla seconda pagina del prospetto”.

Già l’asimmetria informativa. Questo tuttora accade in molti settori e nonostante esistono autorità regolatrici sulla tutela del risparmio dai nomi roboanti, nel mondo della finanza lo scambio pepita specchietto (delle allodole?) è quasi ancora la regola. Il pesce grosso può mangiare il pesce piccolo. E il pesce che deve controllare dice che ha le mani o le pinne legate.

Mediobanca è fra le banche considerate più serie e importanti del Paese e il suo Ufficio Studi ha una grande tradizione di indipendenza e non risparmia di lanciare bordate (giuste) per esempio al mondo del risparmio gestito quando analizza i fondi.

Ma come diceva Goethe “ogni balena ha il suo pidocchio” e quando fa la banca anche questo istituto si adegua all’andazzo e sfrutta l’asimmetria informativa per collocare la propria mercanzia ricorrendo al marketing finanziario più spinto e senza mostrare quella trasparenza che ci si aspetterebbe da un istituto così blasonato. E non è bello. Ci aspetteremmo un comportamento più trasparente.

“Sii prudente, OSA” dice la reclame pubblicitaria di Mediobanca che accompagna questi bond.

“Chi vuol vincere deve osare!” diceva un certo Gabriele D’Annunzio o ancora nel suo detto più famoso MEMENTO AUDERE SEMPER ovvero ricordati di osare sempre. Un motto poi trasformato qualche anno dopo in “Vince chi vuole osare” di un certo Otto Skorzeny, militare austriaco che acquisì una certa notorietà durante la seconda guerra mondiale per aver partecipato alla liberazione di Mussolini dalla sua prigionia del Gran Sasso d’Italia.

Ora se volete un consiglio magari poco dannunziano fate una cosa. Siate prudenti, non osate! A questo prezzo di collocamento questi bond Mediobanca meglio dal punto di vista matematico lasciarli perdere.

Come diceva sempre il Vate “Rosam cape, spinam cave”. Ovvero “cogli la rosa, attento alla spina” ovvero al prezzo!

Perché come diceva Cartesio “Dubium sapientiae initium”.

Il dubbio è l’inizio della sapienza. Allora (come spesso spieghiamo in questo sito fornendo non solo naturalmente critiche ma anche soluzioni come i portafogli self-service anche nell’obbligazionario o la consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF)  se vuoi essere veramente prudente, non osare, dubita!

O come suggerisce operativamente Giovanni Ponzetto di Tokos & Previdenza: “sull’obbligazionario è spesso meglio l’usato che il nuovo. Lasciate che qualcun altro paghi il margine del collocatore. Le obbligazioni sono come un vino rosso un po’ pieno: non puoi aprire la bottiglia e berlo, devi lasciarlo respirare”…

Cin cin.

 

 

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