OLTRE A ITALIA E SPAGNA, UN POTENZIALE VINCITORE A SORPRESA DEL NUOVO RECOVERY FUND DA 750 MILIARDI. MA QUESTE SONO LE CONDIZIONI

Con il Recovery Fund arriveranno i soldi per risolvere tutto? E a chi soprattutto e con quali condizioni?

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Tra i vari commenti al nuovo Recovery Fund da 750 miliardi proposto dall’asse franco-tedesco a beneficio dei Paesi più colpiti dal Covid-19 potrebbe spuntare un vincitore a sorpresa: la Polonia. Lo sostiene Andreas Billmeier, sovereign research analist di Western Asset (gruppo Legg Mason) “Sulla base dei modelli preliminari di allocazione dei finanziamenti, crediamo che i principali vincitori qui siano la Spagna (con una quota elevata di finanziamenti a fondo perduto), l’Italia (con la fetta complessiva più grande) e soprattutto la Polonia, con una strizzata d’occhio al più grande paese dell’Europa Centro-Orientale. Per capirci, la Polonia dovrebbe ricevere tanto denaro a fondo perduto quanto la Francia.”

Il piano prevede 2/3 dei contributi a fondo perduto e 1/3 sotto forma di prestiti, ma è ancora tutto sulla carta. Se però fosse implementato andrebbe nella direzione di costruire un fisco centralizzato a livello europeo.   “È importante sottolineare – sottolinea Billmeier – che questo pacchetto richiederà l’unanimità per essere approvato. La proposta di oggi è coerente con alcune dichiarazioni recenti sul bilancio UE di alcuni Stati membri, ma aggiunge anche una nuova dimensione alla discussione tramite il programma per la ripresa. 

Detto ciò, i Paesi che si sono opposti alla proposta franco-tedesca di un paio di settimane fa potrebbero trovare scarsa consolazione nel fatto che la proposta della Commissione comprenda anche una robusta quota di prestiti. Alla fine, la questione è quanto i paesi membri sono disposti a contribuire nel tempo – non tanto ora – per finanziare queste spese straordinarie (ma temporanee), o se sono – in alternativa o in aggiunta – disposti a concedere ulteriori responsabilità di imposizione fiscale all’Unione Europea, come proposto oggi. In un certo senso, questo potrebbe essere un vero passo avanti verso un’autorità fiscale centralizzata.”  

 

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