Consulenza finanziaria: ecco come sta cambiando il settore in Italia. Intervista a Salvatore Gaziano

L’intervista a Salvatore Gaziano, responsabile strategie di investimento di SoldiExpert SCF, diffusa da Adnkronos in occasione di ITForum, è stata poi ripresa anche da numerose testate online (da Affari Italiani a Liberoquotidiano da Libero.it a Eurogiornale)

 

Non sono mancate le conferenze interessanti alla XIX edizione di ITForum svolta il 14/15 giugno al Palacongressi di Rimini, la prima e più importante fiera in Italia dedicata ai piccoli e grandi investitori e trader. Un appuntamento che si ripete ogni anno e vede la partecipazione di oltre 5000 visitatori, 84 eventi e 200 speaker.

Fra questi Salvatore Gaziano, fra i pionieri in Italia nel mondo della consulenza finanziaria indipendente nonché firma del settore e che con SoldiExpert SCF, società che ha fondato con Roberta Rossi nel 2001 è un punto di osservazione significativo per capire cosa accade nel settore fra vecchi e nuovi attori digitali, banche tradizionali e reti di vendita.

La sua società offre consigli a piccoli e grandi investitori in tutta Italia fuori dalla classica consulenza offerta da banche e reti per portafogli da 20.000 a qualche milione di euro (con la consulenza finanziaria personalizzata) con un approccio totalmente indipendente (nessuna commissione di retrocessione per i prodotti consigliati) e flessibile “perché i mercati cambiano continuamente”. Azioni italiane ma anche europee, fondi o ETF azionari o obbligazionari vengono suggeriti ai risparmiatori con precisi segnali di acquisto e di vendita che ciascun risparmiatore può replicare con la propria banca. E’ questo il futuro della consulenza finanziaria in Italia?

Gaziano mostra qualche perplessità: “Magari! Avremmo più concorrenti ma sicuramente il risparmiatore godrebbe di una consulenza più ampia, maggiore trasparenza e minori costi. Il modello italiano attualmente perseguito è quello della difesa dello status quo e delle rendite di posizione. E per questo motivo sul mercato resta nettamente predominante la consulenza finanziaria della “casa” ovvero fornita da banche e reti che fanno pagare al risparmiatore un costo molto più elevato. Tipicamente vai in banca o un promotore ti offre un prodotto o una serie di fondi su cui vengono applicate delle commissioni di collocamento e gestione significative che possono essere anche del 3-4% annue. Questo costo non viene attualmente più di tanto esplicitato e il cliente pensava nel recente passato addirittura di non pagare nulla e di ricevere una consulenza gratuita. Naturalmente non è così perché quel 3% annuo serve a remunerare tutta una catena di intermediari di cui spesso il promotore è solo l’ultimo anello della catena e a cui spetta una piccolissima parte di questo costo che viene fatto pagare al cliente. Una figura, quella del promotore finanziario tradizionale, che si trova combattuta fra due fuochi ovvero l’interesse del proprio mandante (la banca) e quello del cliente. E che il sistema italiano cerca di frenare perché il modello attuale è quello che garantisce i migliori profitti in uno dei pochi settori che regalano soddisfazioni alle banche italiane”.

La consulenza in conflitto di interessi è in Italia un tema sentito dai risparmiatori?

Gaziano: “Qualche anno fa non molto e quando spiegavamo noi come altre società che offrivamo una consulenza a parcella molti risparmiatori ci guardavano come marziani dicendo che la propria banca già offriva loro tutto e gratis. Quanto accaduto negli ultimi anni compresa una maggiore consapevolezza dei risparmiatori italiani su come funziona il ‘giro del fumo’ e lo scoppio di scandali come quello di Popolare Vicenza o Veneto Banca e tanti altri fra cui anche quello dei diamanti d’investimento collocati da molte delle più importanti banche italiane alla propria clientela per portarsi a casa un 20% di provvigioni ha fatto aprire gli occhi a molti risparmiatori.

 

 

Come possono tutelarsi gli investitori dai fenomeni di risparmio tradito?

Gaziano: “Naturalmente chi fornisce consigli d’investimento non va giudicato solo per il tipo di remunerazione che adotta e la professionalità non è appannaggio di nessuna categoria. Certo è che il modello di consulenza finanziaria su base indipendente è quello che garantisce al risparmiatore un maggior allineamento degli interessi fra consulente e cliente e minori costi e in alcune nazioni è la regola. La battuta di Luca Mainò di Consultique fatta a una conferenza è magari lapidaria ma ha un fondo di verità: “Rivolgersi a un consulente non indipendente è come farsi fare la dichiarazione dei redditi da un professionista che lavora direttamente per l’Agenzia delle Entrate’”

Il 2018 è l’anno dell’entrata in vigore della Mifid2 che dovrebbe portare a maggior trasparenza nel settore, possibilità per il cliente di capire quali costi si vede applicare e nel prossimo futuro si parla sempre più di finanza digitale e fintech ovvero risparmiatori che investono guidati da roboadvisor e algoritmi. E dove magari società come Google, Amazon, Facebook sbarcheranno nel settore… Si è parlato molto di questo alle conferenze di ITForum…

Gaziano: “Sì se ne parla molto ma fatte le debite proporzioni sono le società oggi più piccole ma dinamiche (e la nostra società è fra queste) a ragionare maggiormente sul come la tecnologia può consentire ai risparmiatori di ricevere benefici migliori da un servizio di consulenza finanziaria. Con l’utilizzo di algoritmi, della Rete e di strategie attive per movimentare i portafogli di azioni, Etf o Fondi in base all’andamento dei mercati. E nelle prossime settimane nel nostro caso annunceremo una serie di novità importanti riguardo i nostri portafogli consigliati. Fra consulenza finanziaria fisica e roboadvisory c’è una via di mezzo ed è questo il modello di SoldiExpert SCF. La tecnologia conta per i benefici che può portare, non è un totem da idolatrare. Il risparmiatore cerca una consulenza di valore, al giusto prezzo e capace nel tempo di fargli ottenere migliori rendimenti rispetto al mercato con soprattutto minori rischi. E’ questa la vera sfida e lo scenario attuale vede diverse forze anche contrarie contrapporsi.
Un consulente aziendale durante una conferenza ha utilizzato l’espressione azzeccatissima che molte banche “sono troppo grandi per cambiare” e come la Kodak ha cercato fino alla fine di difendere il proprio mercato qualcosa di simile sta accadendo anche nel mercato italiano.
Riguardo alla Mifid2 è vero che entro fine anno molti risparmiatori dovrebbero ricevere un dettaglio più preciso dei costi sopportati ma se tu prendi questo dato e lo affoghi in migliaia di pagine scritte in modo spesso incomprensibile la trasparenza resterà nella carta”.

Ci sembra di capire che vede una certa miopia da parte di molte società che si occupano del risparmio in Italia e da parte delle banche tradizionali…

Gaziano: “Non lo dice il sottoscritto ma lo iniziano a dire anche i mercati. A parte le reti bancarie tradizionali alcune delle società più famose (e che sembravano “galline dalle uova d’oro”) per la capacità di acchiappare i risparmi degli italiani con le loro reti di promotori finanziari porta a porta hanno iniziato a perdere seri colpi in Borsa con una fuga sempre più forte degli investitori e performance anche del -20% da inizio anno. Per parafrasare il ministro Salvini anche per molte società del settore “la pacchia sta finendo” seppure credo ci vorrà qualche anno di tempo per vederlo nei bilanci. Lo scorso anno hanno grazie ai Pir l’industria del risparmio gestito (che abbiamo contestato duramente) ha trovato un altro modo di fare commissioni a go-go e fornire in molti casi un pessimo esempio di educazione e pianificazione finanziaria perché mediamente i risparmiatori italiani dovrebbero diversificare di più a livello internazionale i loro risparmi e non investire sempre più sull’Italia.

E un altro effetto gigantesco di questa miopia di trattare il risparmiatore in Italia come un suddito (la normativa sulla consulenza finanziaria italiana voluta dai passati governi è stata concepita per fare l’interesse prima di tutto delle banche e delle reti) è che sempre più risparmiatori sono diventati guardinghi e paralizzati nelle scelte. I conti correnti degli italiani hanno sfondato da tempo il muro dei 1000 miliardi di euro: la crisi spaventa e il denaro non circola! Un segno di sfiducia crescente verso il sistema degli intermediari tradizionali e verso il futuro. Ha detto Antonio Pinto, avvocato e delegato della Consulta Nazionale dei Consumatori, al Consob Day 2018: “C’è un noto aforisma secondo cui: se un capitano della nave ha paura di rischiare il suo vascello, non uscirà mai dal porto. In questo momento i risparmiatori sono come il capitano della nave, hanno paura che se i loro risparmi escono dal porto sicuro del conto corrente, fuori troveranno solo tempesta e scarsa trasparenza…. “ Una metafora azzeccata che fa comprendere perché è importante cambiare passo e perché società come la nostra e altre come quelle associate per esempio ad Ascosim, l’associazione nazionale delle Società di consulenza finanziaria, hanno una sfida importante da raccogliere, seppure si possono trovare ad affrontare ostacoli normativi e fiscali di ogni tipo (evidentemente al sistema la consulenza indipendente non piace).
Sempre più risparmiatori guardano a società come la nostra e richiedono un secondo parere o seguono i nostri consigli invece che quelli di matrice bancaria e nei prossimi anni il settore della consulenza pura (come quella fatta da società come la nostra) diventerà lo standard. Il vento è cambiato.

Approfondimenti

https://soldiexpert.com/moneyreport/tag/risparmi-da-investire/
https://soldiexpert.com/moneyreport/tag/consulente-finanziario-indipendente/
https://soldiexpert.com/moneyreport/consulenza-finanziaria-indipendente-non-indipendente/35545/
https://soldiexpert.com/moneyreport/lobby_contro_consulenza_finanziaria_indipendente/28881/
https://soldiexpert.com/moneyreport/pir-opinioni-convengono-fondi/28941/

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