Padre ricco, figlio (e moglie) poveri quando ci si comporta così (Tra Moglie e Marito)

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF . Salvatore Gaziano si occupa da oltre 10 anni delle strategia d’investimento di SoldiExpert SCF(consulenza in azioni, fondi, Etf e obbligazioni tramite portafogli modello) dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario e analista nel settore. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario commentano i fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza. Con una rubrica molto “familiare”…

In questa conversazione parliamo di educazione finanziaria e cosa può accadere a chi non si occupa dei propri risparmi o si fida dei consigli spesso incauti della propria banca. E questo articolo riguarda anche donne e bambini…

 

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Roberta Rossi: Mezzo secolo! Auguri! Quando eri ragazzo con i tuoi sogni chissà se immaginavi di fare questo lavoro. Sei soddisfatto dei tuoi primi 50 anni?

Salvatore Gaziano: Da ragazzo lessi un libro che mi è rimasto sempre molto caro: Il Barone Rampante di Italo Calvino. “Anche per chi ha passato tutta la vita in mare c’è un’età in cui si sbarca” scrisse.
Come sai ho sempre pensato sin da ragazzo a “visualizzare” quello che avrei fatto da grande. E visto che prima o poi come diceva Calvino occorreva sbarcare, allora meglio avere le idee un po’ chiare sui possibili approdi. E in questo devo dire che la mia famiglia ha sempre cercato di “prepararmi al mondo”, anche finanziario…

Roberta: Sei praticamente quasi stato allevato con latte e Borsa…

Salvatore: Mio papà mi ha trasmesso questo virus… ha sempre avuto questa passione segreta. Però questo è un virus di quelli utili, e con questa nostra chiacchierata vorrei che lo trasmettessimo a tutti.

Roberta: Compresi donne e figli. Le due categorie che in assoluto si disinteressano maggiormente di finanza e investimenti come mi confermano molti mariti. E quando il patrimonio di famiglia è di una certa importanza questo è ancora più grave…
E per questo nel tour che ci apprestiamo a fare in diverse città in Italia (ospiti di Ubs, la banca privata più grande al mondo) dove incontriamo di persona (vedi qui per maggiori info e prenotazioni le città dove siamo presenti e le possibilità alternative di contattarci) molti investitori e risparmiatori interessati a conoscere meglio le strategie che seguiamo nelle linee di gestione Sofia Sgr di cui siamo advisor, mi piacerebbe che ci fossero anche figli e mogli che s’iscrivano ai pochi posti ancora disponibili

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Salvatore: Certo i soldi non sono tutto ma diamine se sono importanti. Nel libro “Bella la Borsa, peccato quando scende” ricordavo una frase che fa dire Fedor Dostoevskyij a uno dei suoi personaggi: “il denaro è libertà stampata”. Far fruttare il proprio gruzzoletto, piccolo o grande, è un dovere verso se stessi, per il proprio futuro e quello dei propri cari.

Roberta: Soprattutto di questi tempi. Perché come ricorda nel suo ultimo libro Paolo Legrenzi, Professore di Psicologia cognitiva presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia “Questa sarà, purtroppo la prima generazione, dal dopoguerra, ad avere in media redditi più bassi della generazione precedente. E’ quindi una grande responsabilità preservare e accrescere il risparmio da trasmettere: solo se ben gestito questo passerà integralmente alla prossima generazione”.

Salvatore: Certo. Io sono nato nel 1964 che è stato l’apice del boom delle nascite in Italia nel decennio simbolo del boom economico. Oggi è difficile immaginare un boom per Paesi come l’Italia; c’è chi dice che la vera sfida sarà quella di saper gestire bene il declino. C’è la finanza pubblica ma ciascun italiano dovrebbe pensare anche alla finanza personale perché è fuori strada se pensa che sarà lo Stato a togliergli le castagne dal fuoco e che bastino gli 80 euro al mese promessi da Renzi per sbarcare il lunario.

Roberta Assumersi delle responsabilità e capire di avere dei doveri anche economici verso se stessi e i propri cari, è fondamentale. Se si è giovani questi doveri si hanno verso i figli che si avranno, se si è donne la responsabilità è verso se stesse quando i mariti o compagni non ci saranno più e si dovrà pensare al proprio futuro e a quello dei propri figli. D’altronde prima o poi il momento arriva: le mogli sono di norma più giovani dei mariti e a parità di età una donna ha comunque una speranza di vita alla nascita di 6,83 anni più elevata rispetto ad un uomo. Senza contare poi il tasso di divorzi in Italia: secondo l’Istat i tassi di separazione e di divorzio totale sono in continua crescita. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. Quindi per le donne il momento prima o poi di occuparsi delle proprie finanze arriva…

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Salvatore E interessarsi del proprio denaro non significa darlo al proprio bancario o promotore di turno e dire “facci lei” come diceva Fantozzi. E’ bene saperne di più su come verrà gestito e se c’è un metodo e non solo parole… E in questo modo noi intendiamo svolgere l’attività di consulenti finanziari e patrimoniali indipendenti…

Roberta: Solo che le donne questa necessità di occuparsi del proprio denaro la sentono poco. Lo considerano ancora “roba da maschi”…

Salvatore: Strano sentirti fare delle critiche alle donne. Sei maledettamente femminista oltre che femminile…

Roberta Su questo fronte le donne sono indietro, molto indietro, troppo indietro. E’ anacronistico. Una volta chiesero all’attrice Ingrid Bergman (nata agli inizi del secolo scorso ma in Svezia, paese considerato all’avanguardia dell’emancipazione femminile) “Cos’è che la rende una donna così indipendente, coraggiosa, assertiva?” Lei rispose in modo lapidario “I soldi”. Questa battuta la devo ricordare a mia mamma, grande sostenitrice dell’emancipazione femminile che in un unico campo è rimasta come molte italiane della sua età un passo indietro rispetto a papà: la gestione delle finanze.

Salvatore Purtroppo non è un problema solo delle donne della generazione di tua mamma. Riguarda anche la tua di generazione, fatta da fior di professioniste che hanno messo da parte tanti soldi frutto del loro lavoro. Ma quando si tratta di investire, passano la mano all’uomo. Lo conferma una ricerca di Axa: chi decide in famiglia come investire i soldi? I maschi nella stragrande maggioranza dei casi. I padri di famiglia. I figli e le mogli si occupano d’altro.

Roberta E’ normale che in famiglia ci sia una suddivisione dei ruoli ma sui temi importanti, e i soldi certamente lo sono più della scelta di che detersivo usare (quello con sbiancanti ottici che fa sembrare puliti i capi o meglio la lisciva che usavano le nonne?), del modello di macchina (Fiat o Bmw?), o del fornitore di frutta e verdura (a chilometro zero o quello che costa meno?). Scelte certo importanti, ma bisogna anche sapersi dare delle priorità. A meno che il modello di vita non sia stile  “Lilli e il Vagabondo” ovvero Due cuori e una capanna. Perché sui soldi sai bene cosa si rischia.

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Salvatore Allora proviamo in questo report a dare qualche indicazione operativa e suggerimento a chi si disinteressa di finanza e delle proprie finanze, anche per non rischiare di depauperare il patrimonio familiare che prima o poi dai padri passerà alle loro consorti e ai figli..

Roberta Prima cosa informarsi. Sul sito Soldiexpert.com abbiamo messo a disposizione una guida gratuita per investire conoscendo gli errori da evitare. E sul sito SoldiExpert SCF a questo link c’è gratuitamente un corso di finanza personale che spiega la finanza attraverso l’Arte e potrebbe essere un contenuto di piacevole lettura anche per le donne.

Salvatore E’ importante anche scegliere la banca con cui operare. Ieri Debora Rosciani nella trasmissione (Cuori & Denari) ti ha intervistato su Radio 24 e ti ha chiesto come si sceglie la banca giusta e dovresti ricordarlo…

Roberta Tre domande da fare e da farsi. Bisogna valutare la gamma dei prodotti offerti: più è ampia meglio è.
Diffidare delle banche che offrono solo i prodotti della casa, ovvero obbligazioni e fondi della banca stessa. Secondo punto: le commissioni. Soprattutto quando i patrimoni sono medio-alti c’è una enorme differenza tra pagare commissioni flat o proporzionali: la stessa operazione può costare su una banca 20 euro, se sono previste commissioni massime per eseguito indipendenti dall’importo investito (ovvero commissioni flat) o 100 o 200 euro (se le commissioni sono proporzionali all’importo investito). Insomma per la stessa operazione, anche banale, come l’acquisto di un Btp, a seconda del regime commissionale applicato dalla propria banca ballano in un anno anche migliaia di euro tra un istituto e l’altro. Terza cosa: non scegliere una banca in funzione delle conoscenze ma delle competenze. Non si sceglie una banca perché ha uno sportello vicino a casa propria né perché si conosce qualcuno che ci lavora dentro. Il bancario o promotore possono essere anche “amici” ma se dovete fargli gestire i propri soldi prima di tutto dovete guardare alla professionalità, ricordandosi che i soldi sono vostri! Non della banca e non del vostro amico e dovete preoccupare di farli rendere per voi, non per la banca o il vostro amico! Un concetto che molti risparmiatori non hanno molto chiaro purtroppo…

Salvatore I rapporti “amicali” possono essere fonti dei più grandi dispiaceri. Quanti prodotti sono stati collocati allo sportello illiquidi, tossici, impropri, sfruttando la relazione di fiducia tra cliente e istituto di credito? Uno studio della Consob di qualche anno fa ha dimostrato il potere incredibile di collocamento delle banche italiane nel rifilare obbligazioni spesso illiquide e con rendimenti inferiori ai titoli di stato alla stragrande maggioranza di risparmiatori facendo leva sulla loro ignoranza. E purtroppo molte reti di vendita in Italia fanno del rapporto “amicale” col cliente il punto di forza su cui basare la relazione invece che sulla sostanza. Ricorderò sempre una nostra carissima cliente purtroppo deceduta che di fronte ai risultati disastrosi di una gestione affidata a un promotore finanziario di una nota rete di vendita ci spiegò: “Sì in effetti mi sembra che la gestione di questa banca faccia schifo ma lui è così tanto caro con me e una volta al mese mi viene a trovare e gli faccio pure tenere la contabilità dei miei conti fra le varie banche…”. Un aiuto molto costoso visto che nel tempo parliamo di almeno 200/300 mila euro di soldi persi come mancati guadagni rispetto al mercato e perdite vere e proprie…

Roberta Allo sportello vendono quello che dall’alto gli dicono di collocare parlando sempre e solo del lato positivo dell’investimento. Mai del worst scenario che mette in luce il punto debole di quell’investimento. Accade per esempio che banche non quotate propongano titoli illiquidi, come hanno avuto modo di rendersi conto i tanti clienti di Veneto Banca che hanno chiesto il rimborso delle azioni detenute. Otto mesi (forse) per riavere i soldi. “A detta del direttore della filiale le azioni – si legge nell’ultimo numero di Plus, l’inserto del sabato del Sole24 Ore – erano sicure, senza rischi e liquidabili senza problemi in qualsiasi momento”. Parole, parole, parole: da maggio 2013 questi risparmiatori stanno ancora aspettando di avere il rimborso dei loro soldi…

Salvatore Normale, hanno investito in un prodotto illiquido (come indicato nel prospetto informativo delle azioni Veneto Banca, prospetto che tanto nessuno legge mai, fidandosi di quello che gli raccontano a voce) e come spiega il loro investor relator sulle colonne di Plus de Il Sole 24 Ore ora per difendere la banca dalle accuse di non ricomprarsi le azioni.

Roberta Avevi scritto un articolo alcuni mesi fa proprio sull’argomento (vedi qui) e ora non passa quasi settimana che su Plus de Il Sole 24 Ore vengano pubblicate le lettere di decine di clienti della banca che stanno scoprendo quello che avevamo sempre detto: non entrate in nessun investimento dove non potete poi uscire. Perchè il denaro investito in un titolo illiquido cessa di essere libertà stampata.

Salvatore: Già in questi anni a tutti i risparmiatori che ci dicevano di possedere azioni di simili banche abbiamo consigliato di fuggire prima possibile ma purtroppo molte persone non hanno il dono di annusare velocemente il pericolo e né hanno il tempismo, che negli affari è fra le qualità più importanti. Pensano, rimuginano, ripensano e si vedono passare spesso le migliori opportunità di guadagno o si cacciano senza rendersi conto nei guai. Ancora questa estate mi ha telefonato un imprenditrice che aveva letto quell’articolo sulle azioni illiquide delle banche non quotate e mi aveva raccontato che la sua banca per concederle un fido le aveva chiesto come condizione di acquistare le azioni della banca. Povera Italia!

Roberta E’ un po’ anche colpa tua, l’articolo (che ha fatto molto rumore e ha avuto un numero di visualizzazioni record ed è stato ripreso anche dal sito Wall Street Italia diventando fra i più letti) lo hanno letto forse soprattutto gli addetti ai lavori, l’hai pubblicato ad agosto.

Salvatore Passi il mese di vacanza, restano 11 mesi all’anno per occuparsi dei propri soldi…

Roberta Anche perché come diceva Seneca “Quando i soldi sono finiti, è troppo tardi per fare economia”. E anche per mettersi a studiarla.
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Salvatore: Nel suo bel libro “Banchieri” Federico Rampini scrive: “Se rinasco, in un’altra vita vorrei insegnare l’economia ai bambini. Perché crescano armati degli utensili giusti, perché nessuno li possa ingannare con il linguaggio dei tecnocrati”.
Siamo purtroppo nell’era dei bankster, come li chiama Mara Monti, giornalista del Sole24Ore  nel suo ultimo libro, i banchieri gangster e sono peggio purtroppo dei gangster dell’800 dice giustamente Rampini perchè hanno anche il dono dell’impunità nella maggior parte dei casi…

Roberta Sta ai nostri figli iniziare ad assumersi delle responsabilità in campo finanziario. E anche alle madri dare il buon esempio. E ai padri fare un po’ di pressing su entrambi facendogli leggere il nostro “Moglie e Marito” magari 🙂

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