Paura di investire in borsa: come superarla

La paura di investire in borsa è uno degli errori che troppo spesso si fa in borsa e che ci porta a procrastinare all’infinito le decisioni d’investimento.

In questo articolo, parleremo proprio di come non farsi bloccare dalla paura di investire.

Chi non ha mai avuto paura nella vita? E non parliamo solo dei bambini, ma anche di adulti “grandi e grossi” che si rifugiano nell’inerzia e nella passività lasciando magari passare treni importanti che magari non torneranno più.

Certo, analizzare per decidere è saggio ma rimandare all’infinito la scelta di come investire il proprio patrimonio può essere deleterio. Prima si inizia a investire (e possibilmente bene) meglio è. Vivere (finanziariamente) alla giornata può essere, infatti, molto pericoloso e dannoso.

Occorre, infatti, pensare per tempo e con i giusti mezzi e le giuste strategie a come crearsi un capitale di scorta a cui attingere quando non si sarà più nell’età lavorativa, ma che servirà anche nel corso della propria vita a finanziare le esigenze familiari più importanti (la casa, gli studi dei figli).

I nostri sentimenti ci caratterizzano come esseri umani e sappiamo bene che non sempre ci facciamo guidare da quelli giusti. Analizziamo meglio il concetto e capiamo come non farci bloccare dalla paura di investire in borsa.

 

L’emotività come nemica del buon investitore

Se nel passato si sono commesse delle scelte sbagliate attendere che le cose si mettano a posto (“aspetto che i titoli tornino ai prezzi di carico”) potrebbe costituire un errore di prospettiva che potrebbe costare molto caro. Nell’esempio citato se un titolo è trattato a meno della metà del prezzo a cui l’abbiamo acquistato forse una ragione ci sarà e occorrerebbe indagare senza farsi condizionare dal prezzo di carico.

Non è solo l’avidità, infatti, uno dei nemici degli investitori ma anche (ugualmente) la paura. Queste emozioni alla base della natura umana sono forse il più grande nemico per investire con successo. Al contrario un approccio disciplinato e consapevole è assolutamente fondamentale per fare dei profitti ed è consigliabile disporre di un piano per ogni investimento che si vuole effettuare.

 

Cavalcare l’onda perfetta degli investimenti in borsa

Rinviare le decisioni strategiche di investimento è così una trappola comune a molti investitori che aspettano la “situazione perfetta” per agire e uscire dall’apatia. Che l’economia torni a marciare senza nubi all’orizzonte, che i titoli in portafoglio ritornino sopra i prezzi di carico e raggiungano il target di guadagno desiderato, che l’investimento prospettato garantisca guadagni importanti ma anche protezione a ogni condizione. Queste sono alcune delle condizioni ideali nel libro dei “sogni” che numerosi investitori mettono davanti alla scelta di cambiare strategia d’investimento o registro, spesso aggravando la propria situazione finanziaria perché non è assolutamente detto che quello che desideriamo si realizzi, anzi.

E peraltro la storia recente insegna che l’industria del risparmio gestito e bancaria è riuscita in questi anni a fregare ulteriormente in molti casi questo tipo di investitori “scottati” rifilando loro prodotti “pacco” come molti di quelli a capitale garantito o con cedole elevate nei primi anni che poi si sono rivelati delle vere e proprie trappole.

Per questo mettere la testa sotto la sabbia, non investire in modo corretto i propri risparmi o fidarsi di quello che passa il convento o vende “soluzioni facili” senza affidarsi a una consulenza veramente indipendente può trasformarsi in un autogol finanziario capace di far perdere qualsiasi partita.

Un esempio?

Si pensi a chi aveva investito su azioni “top” all’inizio degli anni 2000 come Seat Pagine Gialle o Tiscali. Dopo aver perso il 30-40% già nel 2001 e 2002 molti risparmiatori, ai consigli di uscire da quegli investimenti, hanno preferito restare arroccati nelle proprie posizioni, nella speranza di recuperare. Risultato? Hanno perso il 99%. E se allora per recuperare il loro investimento sarebbe stato necessario un rialzo del +700%, ora il prezzo di mercato dovrebbe moltiplicarsi addirittura per 6mila. Un evento praticamente impossibile. Senza dimenticare che in questi anni, dal 2001 a oggi, secondo l’Istat la perdita del potere d’acquisto per effetto dell’inflazione (dati ufficiali ma probabilmente nemmeno reali )è stata del 33%…

 

Non farti bloccare dalla paura di investire o di cambiare registro…

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