PERDE 150.000 EURO SUI DERIVATI, CERCA DI DARE LA COLPA ALLA BANCA MA FACEBOOK LO INCHIODA

Il titolare di un piccolo negozio di alimentari si è rivolto all’Arbitro per le Controversie Finanziarie per ottenere dalla sua banca 157.489,50 euro persi facendo centinaia di operazioni su Futures e opzioni a cavallo tra il 2008 e il 2013. Oltre a restituire la somma persa, il cliente ha chiesto gli interessi legali e di essere risarcito per il danno subito, quantificato nella stessa misura.

Il trader part-time, oltre a disconoscere il questionario di adeguatezza della banca come autentico, sostiene che la banca lo avrebbe tenuto all’oscuro delle ingenti e crescenti perdite subite facendo operazioni sui derivati.

La banca ingegnosamente ha scavato nei profili Linkedin e Facebook del cliente trovando che si definiva “gestore – consulente finanziario sin dal 1989, pubblicando tra gli altri grafici di quotazione Future Dax”. Inoltre le operazioni sui futures non solo erano effettuate direttamente dal cliente tramite la piattaforma di trading online, ma guardando gli accessi al sito la banca ha potuto dimostrare che il cliente prendeva visione ogni giorno e più volte al giorno dell’andamento del suo investimento. Il cliente, ha dimostrato la banca, aveva inoltre firmato un questionario in cui affermava di essere disposto anche a perdere l’intero capitale e ad accettare i rischi derivanti da un’operatività con elevata leva finanziaria.

 

 

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha dichiarato il ricorso del cliente inammissibile con decisione n. 1616 del 3 giugno 2019. Ma non perché infondata: semplicemente il cliente non aveva presentato una puntuale ricostruzione delle operazioni in essere, impedendo alla banca di fatto di poter provare di aver adempiuto correttamente al propri obblighi di comportamento nella prestazione del servizio.

Nulla ci toglie dalla testa però che sul respingimento al mittente della richiesta di risarcimento da parte dell’Arbitro delle Controversie Finanziarie non abbia giovato al titolare del negozio di alimentari proporsi sui social come gestore – consulente finanziario sin dal 1989.

Il trader forse ha provato “a fare lo scemo per non andare in guerra” come recita un vecchio detto napoletano ma ha giocato male la sua battaglia secondo la decisione dell’Arbitro

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