10 milioni di euro persi su Atlantia ma il presidente della Fondazione di Cuneo minimizza

“Sono un uomo di mondo. Ho fatto 3 anni di militare a Cuneo. Le basti questo” è una celebre battuta che il grande comico Totò rivolge all’onorevole Cosimo Trombetta nel film “Totò a Colori”.

A capo della potente Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo (CRC) che gestisce un bilancio di 1,5 miliardi di euro c’è Giandomenico Genta e nell’intervista rilasciata in questi giorni a “La Stampa” sembra anche lui un vero uomo di mondo.

Fra gli investimenti che la Fondazione ha in portafoglio c’è un pacchetto in bilancio dal valore a fine 2017 di 50 milioni di euro di azioni Atlantia (la società che controlla Autostrade per l’Italia). Nonostante la discesa del titolo dopo la strage sul ponte Morandi a Genova, il presidente Genta mostra spalle larghe per dire in sostanza che “l’investimento fatto è ottimo per la redditività della società e il prezzo pur se è sceso dopo la tragedia di Genova è comunque tornato a quello dei primi acquisti e comunque su tutta questa vicenda e sulle responsabilità serve prudenza”.

Può essere interessante allora spulciare nel bilancio della Fondazione CRC e nel curriculum di Giandomenico Genta e fare come dicono (anche a Cuneo, città bellissima come tutta la provincia Granda) “fact checking“.

La fondazione di cui è a capo Genta gestisce le fortune derivanti originariamente dalla partecipazione nella Cassa di Risparmio di Cuneo poi Banca Regionale Europea poi acquisita da UBI Banca di cui la Fondazione CRC è fra gli azionisti più importanti: con una quota del 5,91% è il primo azionista.

Fra gli investimenti in bilancio della Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo, anche una quota in Atlantia, l’azionista di maggioranza di Autostrade per l’Italia, con una quota dello 0,27%: significa che 50 milioni di euro della Fondazione sono stati investiti in Atlantia. Non proprio una cifra di poco conto.

In questa settimana per i tragici fatti accaduti a Genova con il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera le azioni di Atlantia sono crollate e l’intervistatore de “La Stampa” evidenzia che per la Fondazione significa 10 milioni di euro di minore valutazione.

Il presidente della CRC, Genta, cerca di sminuire evidenziando che comunque per quanto il titolo è sceso “siamo vicini ai livelli di ingresso” della prima tranche di azioni acquistate.

In realtà se si guardano i bilanci della Fondazione CRC questo non risulta, perché nel 2016 1,245 milioni di azioni furono acquistate con un valore contabile unitario indicato in bilancio di 21,95 euro mentre nel 2017 sono proseguiti gli acquisti e ora il prezzo medio di carico è di 22,69 euro mentre venerdì il titolo Atlantia ha chiuso a Piazza Affari venerdì a 19,34 euro dopo aver raggiunto giovedì un minimo a 17,54 euro (questa mattina il titolo Atlantia vale 17,7 euro e quindi la minusvalenza teorica è ora di circa 11 milioni di euro al lordo dei dividendi percepiti).

Ma c’è un’altra “chicca” riguardo Giandomenico Genta che spiega che “serve prudenza nelle dichiarazioni del governo e vanno capite le cause e i responsabili prima di trarre conclusioni”.

Giandomenico Genta di Autostrade per l’Italia è anche il presidente del Collegio Sindacale di questa società controllata all’88% da Atlantia dopo esserne stato per anni sindaco ovvero uno dei revisori del bilancio. Comprensibile forse quindi che ci voglia per lui una doppia prudenza…

Nulla di illegale sia chiaro ma in un Paese “Meraviglioso” come recita lo slogan di Autostrade per l’Italia non è proprio a mio parere bellissimo che il presidente del collegio sindacale di una società quotata (che dovrebbe essere il capo dei controllori) sia anche presidente di una Fondazione azionista in modo non solo simbolico.

I collegi sindacali sono nominati dalle assemblee degli azionisti e riflettono nella sostanza una lista di revisori scelti dall’ azionista di maggioranza.

Nel bilancio anche di Atlantia si spiega che “il Collegio Sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Società, nonché sul suo corretto funzionamento” di una società che richiama fra i Pilastri della strategia di Sostenibilità di Autostrade per l’Italia i principi di “imparzialità, trasparenza e correttezza e naturalmente “la sicurezza delle infrastrutture, il miglioramento continuo della qualità dei servizi per il cliente, l’eccellenza operativa attraverso lo sviluppo di tecnologie innovative, la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il rispetto dell’ambiente, il dialogo con le comunità e la valorizzazione dei territori attraversati dalla rete, oltre alla valorizzazione delle persone, al centro di ogni attività del Gruppo”.

Sui collegi sindacali ci sarebbe da discutere a lungo sulla reale utilità oltre che sulla cause di incompatibilità non solo formali e a che cosa servono veramente.

Se gli azionisti di Atlantia per pura ipotesi (e fra questi la Fondazione CR Cuneo) volessero agire nei confronti di questa società per i danni patrimoniali subiti e per essersi comportati in modo non propriamente corretto il presidente del Collegio Sindacale (che è anche presidente della Fondazione azionista) quale linea consiglierebbe?

Peraltro nel collegio sindacale di Autostrade per l’Italia come quello di numerose società quotate (e non) è facile vedere come i componenti (Giandomenico Genta, Roberto Colussi, Giulia De Martino, Alberto De Nigro e Antonio Parente i sindaci effettivi in Autostrade per l’Italia) siano dei veri Stakhanov presenti contemporaneamente anche in decine e decine di società come revisori o con cariche importanti presso altre società (spesso degli stessi gruppi) oltre che titolari di studi da commercialista o di consulenza e revisione.

Sul piano formale e dei controlli in Italia tutto è scrupolosamente regolamentato e pazienza se la sostanza può essere un’altra cosa e se il conflitto d’interessi reale può allignarsi dappertutto soprattutto quando a dettare le regole sono i poteri forti come insegna non solo il caso Atlantia/Autostrade (dove chi doveva controllare lo stato delle infrastrutture e dei viadotti era di fatto lo stesso concessionario)  se si guarda per esempio alla carneficina dei risparmi fatte in questi anni (e che continuano a essere fatte) da banche e società di gestione del risparmio grazie a una legislazione “amica”.

L’Italia è un Paese Meraviglioso. Ma per pochi, non per tutti.

P.S.  il giorno prima del tragico crollo del ponte sul viadotto Polcevera percorrevo con tutta la famiglia il Ponte Morandi dopo essere passati dal Porto Antico di Genova a ritirare i risultati di un check up che avevo fatto nelle scorse settimane. Mentre al volante dell’auto percorrevo il ponte giuro su quanto ho di più caro che a un certo punto mi sono messo a accelerare e guardare nello specchietto retrovisore avendo in testa l’immagine del ponte che poteva crollare.
Non avevo notato nulla di anomalo naturalmente e forse l’associazione mentale della tragedia avvenuto qualche giorno prima sull’autostrada a Bologna aveva acceso questa immagine che purtroppo 24 ore diventava tragica realtà.

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