PERCHE’ NELLA CONSULENZA FINANZIARIA LE PERFORMANCE PASSATE REALI SONO TENUTE SPESSO SEGRETE?

 

 in sintesi

La consulenza finanziaria a parcella sembra diventata il nuovo mantra di moltissime reti di vendita di promotori finanziari e banche e gli operatori si aspettano il decollo di questo settore anche in Italia. Ma un po’ di trasparenza sarebbe necessaria. Ad esempio sulle reali performance passate ottenute da chi (promotore, consulente o fornitore di segnali) consiglia al risparmiatore come investire il proprio patrimonio. Altrimenti il rischio è far pagare (e pure a caro prezzo) al cliente una consulenza di fatto inesistente, vendendo l’acqua calda ovvero gestione passiva ovvero fuffa.
Per questo motivo da oltre 13 anni la nostra società, SoldiExpert SCF, ha sposato un approccio fondato sulla trasparenza, pubblicando giornalmente di tutti i portafogli modello di SoldiExpert SCF (vedi qui)  l’andamento nel tempo, sia quando vanno bene che quando vanno male… E pubblicando dati statistici completi non citando solo i successi e le operazioni positive ma tutte. Un’elementare norma di trasparenza e onestà che crediamo aiuterebbe il risparmiatore a confrontare l’offerta sempre più selvaggia nella consulenza finanziaria indipendente dove tutte le grandi banche stanno ora scendendo nell’arena e dove altrimenti si rischia per il risparmiatore di acquistare veramente a scatola chiusa “advice” dal dubbio valore.
Negli Stati Uniti dalla fine degli anni ’70 peraltro chi fornisce segnali operativi tramite portafogli consigliati e newsletter è messo ai raggi X da una newsletter (Hulbert Financial Digest) che valuta i risultati effettivi dei consigli forniti. E per questo reputiamo che gli operatori più seri nel campo della consulenza finanziaria a parcella anche in Italia dovranno al più presto adeguarsi a questa elementare norma di trasparenza se non si vuole far diventare questo settore un far west delle mirabolanti promesse e delle richieste di parcelle a fronte di servizi a ben misero valore aggiunto dove il momento clou diventa soprattutto la vendita e la costituzione del portafoglio iniziale…

 

Vi fidereste di un chirurgo che vi tiene nascosto l’esito delle proprie operazioni passate?

O di un avvocato che vi racconta solo di due cause vinte, omettendovi di raccontare che altre 38 le ha perse con la condanna al massimo della pena del suo assistito?

Nel mondo degli investimenti questo non dovrebbe accadere perché i numeri sono il pane quotidiano e valutare nel tempo i risultati di una serie di suggerimenti una cosa da ragazzi: basta la volontà e la voglia di trasparenza. Qualcosa che tutti invocano a parole e che soprattutto il web rende possibile oggi in qualsiasi ambito, anche in quello dei consigli finanziari.

 

Ma le cose stanno veramente così?

Purtroppo, no. Se io fossi un risparmiatore e qualcuno mi dicesse che è un bravo consulente finanziario, analista fondamentale e magari guru, al di là del fascino magnetico che può esercitare mi piacerebbe anche poterne valutare i risultati passati effettivi, l’elenco di tutte le operazioni effettivamente consigliate.

Non fatte certo col senno del poi come consigliare i titoli e i fondi che sono saliti di più: la domenica sera è facile azzeccare tutti i risultati delle partite di calcio di serie A giocate il sabato e la domenica pomeriggio!

Conoscere i risultati e offrire trasparenza significa per un risparmiatore poter non acquistare a scatola chiusa (“a scatola chiusa si compra solo Arrigoni” era la réclame di un tempo e vedendo che fine ha fatto la Arrigoni, praticamente scomparsa dai banchi dei supermercati, non era nemmeno questo un buon suggerimento) e fare delle valutazioni più ponderate e approfondite ovvero dei confronti.

arrigoni

Dobbiamo invece purtroppo costatare che nella finanza, soprattutto italiana, nonostante si parli sempre più di consulenza finanziaria indipendente, advice, fee only e suggerimenti di acquisto, report con indicazioni “buy”, “strong buy” o “hold”, il concetto di fornire trasparenza sui risultati delle strategie consigliate resta un argomento quasi tabù.

Perché noi crediamo nella trasparenza (e non solo a parole)….

Per esempio nel settore della consulenza finanziaria indipendente o dell’advice o come la vogliamo chiamare da oltre 13 anni il nostro network di siti che fa capo a SoldiExpert SCF è fra i pochissimi in Italia nel settore della consulenza finanziaria indipendente che offre un resoconto, il più fedele possibile, dell’andamento di tutti i consigli forniti in ciascun portafoglio (vedi qui a questo link) , sia nella buona che nella cattiva sorte… ovvero il track record.

In base al capitale di partenza iniziale del portafoglio ogni giorno è calcolato l’andamento in base ai prezzi di fine seduta, eventuali acquisti e vendite (e peso percentuale assegnato al momento del suggerimento), operazioni in acquisto e in vendita e inoltre calcolando anche le commissioni di acquisto e di vendita secondo quanto comunemente pagato nelle piattaforme di trading online più diffuse come Fineco, IwBank o Banca Sella.

Non è una fotografia al 100% perfetta (non possiamo per esempio conoscere di ciascun risparmiatore la propria posizione fiscale riguardo il capital gain ed eventuali compensazioni fra plus e minus) ma nel tempo dà un’idea crediamo sufficiente dell’andamento delle indicazioni sottostanti a ciascun portafoglio.

performance-passate

Qualcosa di non complicatissimo da fare perché abbiamo creato un banale file excel con l’aiuto di un programmatore che alla fine di ogni seduta pubblica l’andamento del portafoglio rispetto al lancio come rendimento. E naturalmente a richiesta a ciascun risparmiatore offriamo anche la possibilità di ricevere il file completo di tutte le passate indicazioni.

Perché facciamo questo? Semplice, perché consideriamo i nostri clienti e i risparmiatori persone mature che vogliono fare scelte consapevoli e riteniamo che la trasparenza e l’onestà siano non scrivere o dire solo delle bellissime cose in una brochure o in un’intervista ma dimostrarlo nei fatti e nel tempo. Ed è anche per noi il miglior metodo per capire se stiamo rispettando l’obiettivo che ci siamo dati: fare nel tempo meglio del mercato. Sia nelle fasi positive che negative.

 

Come funziona invece ancora oggi il “giro del fumo”….

 

Se qualcuno vi ha consigliato in Borsa di acquistare un titolo ed è andata bene magari ve lo ricorderete e il “suggeritore” si vanterà di questa previsione: ma nel tempo non è importante “azzeccare” una dritta ma valutare il risultato di tutta una serie di consigli e confrontarli con l’andamento del mercato nel corso degli anni. E’ piena Wall Street di guru che hanno previsto un crollo e poi distrutto i risparmi dei loro clienti!

Ovvero è importantissimo valutare l’andamento di tutte le indicazioni (e non solo quelle chiuse positivamente) e confrontarlo nel tempo con il mercato e avere anche così un’idea sia del valore aggiunto rispetto al mercato di riferimento (il cosiddetto benchmark) sia valutarne il rischio ovvero la massima perdita conseguita (ovvero il “drawdown”) nelle fasi più negative.

E questo nell’arco di anni o lustri perché chi investe deve avere un orizzonte temporale non certo di alcuni mesi e l’esperienza insegna che non basta acquistare il fondo del gestore dalle migliori performance passate a a 6 mesi o nemmeno a 2 anni per aver trovato una soluzione.

Peraltro con società di gestione che offrono una gamma anche di centinaia di fondi dovrebbe essere evidente che ciascuna società di gestione alla fine di ogni anno potrà vantarsi di avere più un fondo o più un gestore “eccellente” e probabilmente (quello che accade) cercherà di spingerlo come comunicazione e tramite le reti di vendita come la “best choice”.

Ma l’evidenza matematica ci dice che è ben difficile nella maggior parte dei casi che questo gestore “mago” si confermi anche tale negli anni successivi (gli studi accademici dicono addirittura meno del 5%) e infatti molte società di gestione (e i loro uffici stampa) l’anno successivo avendo un altro gestore (se giochi su tutte le ruote…tutti i numeri qualcuno è probabile che esca 🙂 ) in cima alla classifica dei rendimenti su un altro comparto o mercato promuoveranno (e sui media potete stare certi che ne troverete traccia) quello come una sorta di “specchietto per le allodole” in moderna versione finanziaria.

Una sorta di gioco delle 3 carte…

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La potenza è nulla senza controllo e senza performance (relativa)…

 

Se un mercato è salito del 20% in un biennio e se una serie d’indicazioni ha fatto ottenere un rendimento del 10%, non è che il risultato, seppure positivo, a ben guardare è così brillante. Ma soprattutto se un mercato è sceso del 40% il consulente o gestore che ha su quel mercato ottenuto una perdita uguale o superiore non è che sia proprio un genio.

Un buon consulente e un buon gestore sono coloro che riescono nel tempo a fare meglio del mercato ma anche (aspetto da non sottovalutare) possono contribuire a far “tagliare le perdite” nelle fasi di discesa.

Guardate la tabella sotto e confrontate i risultati.

Quale tipo di consulenza avreste preferito seguire nel replicarne le indicazioni su un portafoglio di azioni italiani? La A o la B?

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E se notate nella comparazione mettiamo una media dei nostri portafogli azionari sull’Italia e non il migliore perchè ci sembra più corretto indicare questo dato e non, come purtroppo spesso avviene nel risparmio gestito, solo il “best winner” fra tantissimi loser, ovvero perdenti, nella stessa categoria rispetto al benchmark della stessa società di gestione…

 

Sembra ovvio che il tipo di approccio seguito nella consulenza A è migliore di quello B e sono questi non nella teoria ma nella realtà i risultati ottenuti dai nostri portafogli SoldiExpert dove a fronte di rendimenti nettamente migliori rispetto all’andamento del mercato non si è rischiato di più, tutt’altro.

E abbiamo pubblicato a confronto in questi 2 casi i benckmark che la realtà ci dice che non sono realizzati da oltre l’80% dei gestori sull’azionario Italia (Ftse) o sull’indice azionario mondiale (Msci World).

 

E nel caso di un portafoglio di fondi e sicav, quale scegliereste  fra la strategia C e quella D?

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Merito anche in questo caso di un approccio attivo e flessibile (di cui parleremo dettagliatamente nel prossimo report) che prevede anche la chiusura sostanziale di tutte (o quasi) le posizioni nelle fasi di forti discesa e/o di rotazione completa del portafoglio a caccia delle opportunità più interessanti con consigli precisi di acquisto ma anche di vendita. E un approccio (quello utilizzato nella consulenza SoldiExpert SCF) naturalmente non esente anche da “contro” come ci preme sempre spiegare (e faremo dettagliatamente in un prossimo report dove torniamo a parlare delle nostre strategie operative) perché seppure sarebbe bello aver trovato una metodologia che consenta di aver solo guadagni e mai perdite noi non la conosciamo e purtroppo anche le più belle rose hanno sempre qualche spina.

E secondo noi l’importante è saperlo, esserne consci e come abbiamo sempre creduto operare con disciplina, il giusto metodo e orizzonte temporale…

 

Il track record di un portafoglio, questo sconosciuto

 

Per ciascun portafoglio modello di SoldiExpert SCF a questo indirizzo web è possibile, infatti, vedere il resoconto dell’andamento storico sia come rendimenti che come perdite o discese nelle fasi avverse. Questa che ci sembra un’elementare norma di trasparenza e onestà in questo settore ci vede purtroppo quasi solitari nel portarla avanti mentre c’è ancora chi si vanta solo delle operazioni positive (omettendo quelle chiuse in perdita) o nasconde i propri consigli in generiche indicazioni senza dire esattamente se comprare o vendere, a che prezzo di acquisto e di vendita è stata data l’indicazione e per che peso esatto del portafoglio.

E anche nei report pubblicati dalle banche d’affari e riprese spesso dai media poche volte ci capita di vedere alla fine dello studio quale sarebbe stato il risultato di un ipotetico (e spesso sciagurato, come dimostrano diverse ricerche accademiche…) risparmiatore che avesse seguito veramente tutte le indicazioni fornite da analisti il cui lavoro serve spesso a fare soprattutto marketing e promozione, ovvero chiacchiere e distintivo.

E naturalmente nel caso della consulenza offerta da SoldiExpert questo lavoro è fatto poi Cliente per Cliente (la normativa lo impone da fine 2007, noi abbiamo iniziato già nel 2004 a fare questo lavoro e fornire questo servizio) nella consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF dove di fatto ciascun Cliente ha un portafoglio differente, potendo seguire maggiori strategie e portafogli di quelli offerti dalla consulenza standard.

 

Il fornire il track record dei portafogli nella consulenza indipendente è qualcosa che non abbiamo certo inventato noi nel mondo ma è qualcosa di tipicamente anglosassone e dalla fine degli anni ’70 esiste negli Stati Uniti una pubblicazione Hulbert Financial Digest (vedi qui ) che ha fatto della trasparenza dei risultati e del track record dei consigli forniti ai risparmiatori la propria bandiera.

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Mark Hulbert, Editor e fondatore della Hulbert Financial Digest

Già nel lontano 1979 negli Stati Uniti un investitore appassionato, mister Mark Hulbert,  di fronte alle numerose newsletter (allora non c’era ancora il web) che fornivano valanghe di consigli e suggerimenti (vantandosi spesso in modo improprio dei risultati ottenuti) ebbe l’idea di monitorarne l’effettivo andamento per verificarne il risultato nel tempo. E scoprire che molte newsletter di sedicenti guru o money manager anche affermati sui media erano pura fuffa. E chi nel settore voleva dimostrare di essere veramente professionale ha iniziato a pubblicare così spontaneamente il proprio track record reale.

Questa pubblicazione di Hulbert  ha avuto un grande successo, arrivando a recensire oltre 200 newsletter finanziarie a stelle e strisce e si è rivelata anche un’impresa di successo per il fondatore che nell’aprile 2002, per diversi milioni di dollari, ha ceduto il servizio Hulbert Financial Digest (restandone al timone) al gruppo MarketWatch / Dow Jones.

“Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente si dovrebbe poter guardare ai risultati”  (Winston Churchill)


“Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente si dovrebbe poter guardare ai risultati”
diceva appunto un certo Winston Churchill e sarà forse per il mio diploma di ragioneria( e il “culto” instillatomi per la partita doppia all’ITC Germano Sommeiller di Torino) ma lavorando in questo settore da quasi 30 anni (e avendo conosciuto centinaia di gestori, sedicenti guru e manager di società quotate) ho sempre cercato di ascoltare tutti senza preclusioni (e alcuni sono bravissimi a parlare e vendere sogni) ma poi andare a verificarne i risultati effettivi sul mercato e quando si parla di investimenti finanziari il confronto non è difficile da fare se non ci si fa abbindolare totalmente dalla parole e dalle promesse.

Alla fine contano i risultati, non le parole o promesse e anche il “lungo periodo” prima o poi con cui fare i conti arriva e bisogna poter sapere giudicare se si è ricevuto un buon servizio di consulenza e buoni suggerimenti o invece sotto il vestito niente…

E nell’analisi di un fondo, di un gestore o di un consulente o pure di un guru quello che occorre cercare è la capacità di ottenere nel tempo migliori risultati da una sua strategia e quello che tutti gli studi dicono è cercare la persistenza, non l’exploit di un trimestre o anno. Oltre naturalmente a vedere come ha ottenuto quel risultato e che rischio è stato affrontato ovvero il tipo di operatività e volatilità affrontata e se compatibile col proprio profilo di investitori.

Per questo motivo quando molti anni fa ho conosciuto, grazie a un’intervista, Mark Hulbert ne ho apprezzato tantissimo lo spirito concreto yankee e quando a fine anni ’90 ho lanciato la mia prima vera e propria newsletter di consigli di Borsa (si chiamava Borsa Italia Report e magari qualcuno se la ricorderà per i risultati memorabili che ottenne) ho iniziato da subito a offrire ai clienti una contabilizzazione di tutte le operazioni suggerite in acquisto e in vendita, in guadagno e in perdita anche perché pensavo che una cultura basata sulla trasparenza si diffondesse anche in Italia da parte di tutti gli operatori del settore, facendo nascere anche nel Belpaese magari un Mark Hulbert.

Forse sono stato troppo ottimista perché ancora oggi, e nonostante siano trascorsi diversi lustri, in Italia si contano forse sulle dita di una mano in questo settore oltre a SoldiExpert SCF coloro che pubblicano i risultati di tutte le indicazioni fornite con i loro suggerimenti di acquisto e vendita o report.

E ora che la consulenza finanziaria indipendente sembra che stia prendendo ufficialmente il largo con la costituzione di un unico Albo dove confluiranno promotori, consulenti finanziari e società di consulenza mi piacerebbe molto che al di là delle etichette si vada oltre le parole per andare alla sostanza.

Se un risparmiatore vuole sottoscrivere un servizio di consulenza e un consulente finanziario o un promotore finanziario di una banca che offre “advice” (ora si dice così che fa più “figo”) non avrebbe diritto anche a conoscerne i risultati dell’andamento passato? Non sarebbe auspicabile che tutti gli operatori del settore (a partire dai più grandi) offrano al risparmiatore simili dati perché altrimenti come può il risparmiatore comprendere se sta acquistando vero valore aggiunto o pura fuffa magari venduta a caro prezzo tipo … “torte” che non lievitano mai anzi si sgonfiano nonostante apparentemente gli ottimi ingredienti messi insieme?

Costruire sulla carta una asset allocation a base di titoli, fondi oppure ETF non è difficile come scegliere con lo specchietto retrovisore i migliori strumenti passati ma purtroppo nei mercati finanziari il futuro non lo conosce nessuno e anche i migliori purosangue possono trasformarsi in colossali brocchi.

Per questo è importante offrire secondo noi trasparenza al risparmiatore perché è importante avere delle regole di acquisto ma è ancora più importante averne di vendita ci dice l’esperienza d’investitori!

Ed è per questo importante avere e fornire ai propri clienti una strategia robusta e testata (non solo virtualmente!) ed è quello che facciamo da molti anni convinti come ha detto il celebre gestore Benjamin Templeton che “le performance passate non sono una garanzia, ma neanche una coincidenza” !

Ha scritto David Wolman, blogger e autore di Wired e di altre numerose riviste e giornali (New York Times, Wall Street Journal, Time…) sui temi del denaro che “la vera innovazione finanziaria è quella che ci aiuta a fare scelte intelligenti”.

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David Wolman, giornalista e scrittore sul futuro dello “smart money”, il denaro intelligente

Inutile chiamare con termini diversi ciò che non è innovazione e progresso ma solo un differente modo per vendere le stesse cose del passato, invertendo solo l’ordine dei fattori se il risultato non cambia!

“Detta in altro modo, abbiamo bisogno di innovazioni che ci spingano più verso l’homo economicus e lontano dalle nostre affabili ma irrazionali personalità…” ha ben sintetizzato Wolman.

E chi è dalla parte del risparmiatore (e non solo nelle brochure o pubblicità o negli incontri one to one) dovrebbe non approfittarne delle sue debolezze umane, molto umane come insegna la finanza comportamentale pur di vendere, dicendogli tutto, pro e contro, di ciascun prodotto o servizio nella massima trasparenza. Anche dei risultati reali ottenuti nel passato.

Non dovrebbe essere difficile, no?

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