PIAZZA AFFARI E’ IN MANO AI BANCARI, SARANNO QUESTI TITOLI A DECIDERNE IL DESTINO

Il pessimismo si diffonde ormai a macchia d’olio su tutte le piazze finanziarie e nell’era di internet e della tecnologia spinta fa il giro del mondo in un millesimo di secondo. Quanti solo qualche mese fa inneggiavano e brindavano alla guerra vinta contro la crisi economica oggi si ricredono e ricominciano ad analizzare in maniera critica i dati su una occupazione che stenta a crescere, su una produzione industriale che sale in maniera difforme e su una situazione politica caratterizzata da divisioni e manovre incerte. Ma è soprattutto la crisi di liquidità che preoccupa. Negli ultimi giorni è peggiorata la situazione dei Paesi europei in maggiore difficoltà (Portogallo, Spagna e Irlanda) ma è la Grecia quella che potrebbe, a detta di molti, far saltare il banco. A breve scadrà la prima tranche dei Titoli di Stato e senza una politica di aiuti massiccia chi possiede ora questi titoli sarà come se detenesse carta straccia. Con enormi ripercussioni non solo e non tanto per i piccoli investitori privati quanto per le grandi aziende di credito, soprattutto d’oltralpe, che a quanto pare ne sono piene zeppe. E’ vero che circa un anno fa l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale  avevano già scucito al governo greco circa 110 miliardi di euro di aiuti ma siccome è passato un anno e la situazione non si è molto raddrizzata ora le preoccupazioni sono per il rimborso dei bond in scadenza nel 2012 e nel 2013.

Intanto la rotazione settoriale che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno dando una serie infinita di falsi segnali a chi utilizza sistemi trend following sembra essere terminata e arriva il momento in cui tutto è segnato dalle vendite. L’ultimo colpo di reni prodotto dal settore finanziario aveva fatto ascendere l’Indice FTSE IT Banks dai 16.300 ai 21.300 punti in poco più di un mese si è rivelato privo di solidità e l’indice è ritornato a scendere fino a raggiungere i 15.300 punti con un rimbalzo quasi da “manuale” nella giornata nella seduta di venerdì 17 giugno di quasi il 4% con l’indice tornato vicino a quota 16.000. Intanto i nostri sistemi che sono alla base dei Portafogli di fondi ed etf sono tornati nelle ultime settimane  particolarmente scarichi ed hanno evitato almeno quest’ultimo falso segnale di acquisto (a inizio febbraio non essere zeppi di titoli bancari in portafoglio sembrava non aver capito nulla del mercato) che avrebbe provocato una sonora perdita.

In questo contesto macroeconomico, l’analisi tecnica non lascia molte speranze, affidandosi per chi è ottimista soprattutto sulle speranze di un rimbalzo.
Nelle ultime settimane un po’ tutte le piazze finanziarie hanno lasciato sul terreno una buona parte del recupero fatto segnare nel 2010. E così, come si evince dal grafico sottostante che rappresenta l’Indice FTSE All Shares del mercato italiano, le quotazioni hanno progressivamente rotto al ribasso importanti supporti quali quello dei 22.300, dei 21.500 e dei 20.700. E ora si trovano a ridosso della barriera dei 20mila punti che, se violata, potrebbe far tornare l’indice verso i 18.700 prima e i 17.800 successivamente. La tenuta dei 20mila punti, invece, provocherebbe una reazione che, accompagnata da volumi in aumento, riporterebbe le quotazioni al di sopra dei 20.700 prima e dei 21.500 successivamente.

Ma siccome il mercato italiano è trainato soprattutto dal settore bancario (vedi il grafico sottostante) molto importante sarà un veloce recupero di questo settore che in questi giorni è andato a violare un livello su cui già nel giugno 2010 e nel gennaio 2011 si era assistito poi a un significativo rimbalzo. Una discesa ulteriore aprirebbe le porte ai minimi toccati nel marzo 2009 (un 15-20% più in basso dei prezzi attuali) e in questa situazione il mercato italiano diventerebbe di nuovo (come nel 2010) fra i mercati peggiori d’Europa. La lunga coda di aumenti di capitale alle porte (alcuni già chiusi come quello di Intesa San Paolo che è stata la più lesta a presentarsi sul mercato) lanciati in queste settimane dalle banche (ora è il turno di Monte dei Paschi di Siena di cui parliamo qui) non rappresenta certo un grande propellente per il settore ma proprio per questo l’evoluzione di questo settore sarà cruciale per comprendere l’evoluzione prossima di Piazza Affari.

La minaccia dell’agenzia di rating Moody’s di tagliare il rating del debito sovrano italiano certo non aiuta nemmeno e sarà perciò importante che il mercato si allontani al più presto dai minimi raggiunti in settimana soprattutto dal settore bancario (15.300 dell’indice FTSE Bank): una discesa sotto tali livelli sarebbe da guardare con una certa preoccupazione dal punto di vista tecnico mentre un superamento di quota 17.000 potrebbe forse segnare la fase di scampato pericolo.

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI