PIAZZA AFFARI SI’ MA SOPRATTUTTO PER I RIBASSISTI: IL QUADRO TECNICO

Sono trascorsi ormai quattro anni da quando, era il 18 maggio 2007, l’Indice del mercato italiano FTSE All Shares toccava i massimi infrangendo la barriera dei 45mila punti. Molta acqua è passata sotto i ponti e più che pioggerelle e piccoli acquazzoni abbiamo assistito al passaggio di temporali e bufere fino a veri e propri uragani.

La crisi dei mutui subprime con la crisi finanziaria delle corazzate Fannie Mae e Freddie Mac prima e il fallimento “reale” di Lehman Brothers successivamente, il salvataggio dal fallimento di molti istituti di credito da parte dei propri Stati per arrivare ai giorni nostri con l’incertezza causata dagli ingenti debiti degli Stati sovrani. Tutto racchiuso in poche righe che non servono a celare tuttavia una perdita del mercato azionario pari a quasi i due terzi del suo valore. Ma la cosa peggiore è che non sappiamo a che punto siamo del guado.

Uscire ne usciremo (salvo non prevedere il ritorno all’Età della pietra e al baratto…)  ma ci vorrà ancora tempo e pazienza. E soprattutto visto che le malattie non si curano da sole occorre che i tanti medici al capezzale (banchieri, politici ed economisti) delle nazioni sane come di quelle malmesse si mettano d’accordo per una cura (e drastica) e non continuino a discutere mentre il malato peggiora  e propaga il suo virus. Mentre purtroppo i mercati avvertono che molte banche e banchieri continuano a comportarsi come all’apice della scorsa crisi;  i politici non decidano oggi come allora per non modificare lo status quo e fare uno sgarbo a chi detiene il vero potere. Quello finanziario.

Intanto l’Italia ritorna a essere un vaso di coccio e con l’ultima manovra finanziaria varata in tempi record si cerca di tranquillizzare i mercati per arrivare a raggiungere nel nel 2014 il pareggio di bilancio. Una manovra però che non ha convinto più di tanti i mercati perchè appare posticipata, poco equa e che non affronta radicalmente il problema del debito pubblico e delle tante inefficienze (dalla pubblica amministrazione ai costi della politica, dal sistema previdenziale a quello sanitario, dal mercato del lavoro alla burocrazia, dalla scarsa competitività all’evasione fiscale).

In ogni caso la manovra approvata costerà  alle famiglie italiche oltre mille euro l’anno. Giusto per partire. D’altronde da qualche parte (questo è il ragionamento di chi ha varato questa manovra che cercava soprattutto soluzioni facili ed immediate) i soldi si devono pur prendere e la speculazione che sta colpendo l’Italia con i Titoli di Stato che aumentano di giorno in giorno lo spread nei confronti dei pari titoli tedeschi costerà carissimo al nostro Paese, aumentando ulteriormente il costo della raccolta come hanno dimostrato le ultime aste di Bot e Btp.

Intanto, come si evince dal grafico sottostante, la piccola ripresa dei mercati si è infranta contro il muro dei 21mila punti di FTSE All Shares e da allora, complice soprattutto il settore bancario (proprio quel settore che nello scorso report mensile avevamo messo in evidenza come in grado di far sprofondare, come poi è avvenuto, l’indice generale alla perforazione dei minimi precedenti) che ha invertito prepotentemente la rotta, si è assistito a una discesa profonda caratterizzata da numerose oscillazioni.

A questo punto la barriera è stata innalzata a 18.500 punti e la sua violazione potrebbe far tornare l’indice verso i minimi del 2009, 16mila prima e 13mila successivamente. Un ritorno di fiducia riporterebbe invece l’indice a ritestare la trend line dinamica che passa ora attorno ai 21.500 punti e il suo superamento permetterebbe di raggiungere i 22.300 prima e i 23.400 poi.

Livelli certo da monitorare per orientarsi ma che non sono certo la nostra bussola, affidando i nostri consigli operativi ai nostri sistemi di trading che nelle scorse settimane hanno consigliato di alleggerire (e di molto) le posizioni sull’azionario (soprattutto italiano) e riguardo a Piazza Affari consigliano ancora se si è particolarmente poco inclini al rischio e all’alta volatilità (il nostro Semaforo, un indicatore supplementare che è a disposizione dei nostri abbonati ai servizi di Alta Consulenza) di starne ancora fuori fino a segnali di rasserenamento più convincenti .

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