Piovono missili dalla Corea del Nord. Colpite le Borse e il dollaro Usa

Lo scenario “risk off” ovvero di crescente avversione per il rischio, che abbiamo disegnato nelle scorse settimane che aveva più elevate possibilità di realizzarsi, sembra trovare maggiori conferme con il rapporto euro/dollaro che stamane supera gli 1,20.
C’è poi tensione stamane dopo che in Corea del Nord il regime di Pyongyang ha lanciato, nel quadro di annunciate esercitazioni militari, un missile a lunga gittata che è passato oltre i confini settentrionali nipponici intorno alle 5,57 locali facendo scattare i sistemi di allarme.

Il missile si è poi rotto in tre parti finendo al largo dell’isola di Hokkaido, nelle acque territoriali di Tokyo.
Dopo aver minacciato “fuoco e fiamme” il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si trova così a gestire questa grana poichè gli alleati giapponesi considerano questa “una minaccia grave e senza precedenti”.

La Russia, l’alleato più importante della Corea del Nord, non ha fatto ancora sapere la propria posizione, ma è certo che nessuno ha interesse a modificare lo status quo e intorno al 38° parallelo è in atto una dimostrazione di forza soprattutto interna di Kim Jong-un che ha lo scopo di compattare intorno a sé la nazione e l’attenzione internazionale.
Sui mercati finanziari queste tensioni fanno bene all’oro, che supera di slancio quota 1300 dollari l’oncia e stamane si avvicina a quota 1320.

 

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A spiegarne la forza la funzione di bene rifugio, la debolezza del dollaro, i bassi tassi d’interesse che sembrano resteranno tali dopo la riunione di Jackson Hole e il buon andamento economico dei Paesi Emergenti che sono fra i più grandi acquirenti di oro fisico.

Fra gli effetti del mini euro, sul fronte valutario, l’impatto sulle aziende più export oriented e l’andamento di alcuni titoli a Piazza Affari ne mostra una diretta correlazione. E’ il caso di Buzzi Unicem che ha quota significativa del proprio fatturato e degli utili negli Stati Uniti. O aziende come Leonardo Finmeccanica di cui da qualche mese è cambiata anche la guida aziendale, passando da Mario Moretti ad Alessandro Profumo nominato nuovo amministratore delegato e che dovrebbe presentare nelle prossime settimane il nuovo piano industriale.

Intanto il paradosso è che se c’è un settore che più di tutti è andato e sta andando benissimo (galvanizzato dall’elezione di Donald Trump) è proprio quello dell’aeronautica e difesa a vedere l’indice settoriale americano. Negli ultimi 10 anni però, mentre il settore è quasi triplicato, Leonardo Finmeccanica è rimasta al palo. E l’acquisizione avvenuta nel 2008 di una delle più importanti aziende del settore Usa (la DRS Technologies) si è rivelata un flop clamoroso.

Di questo ed altro ha parlato Salvatore Gaziano, durante il consueto collegamento con Caffè Affari su Class CNBC (canale 507 su Sky) prima dell’apertura dei mercati.

Clicca qui sotto per il video della trasmissione odierna.

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