PIR, IL BENEFICIO FISCALE RISCHIA DI ESSERE NULLO SE I COSTI SONO DA INCUBO

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PIR: la (SCOMODA) verità

Lo storytelling sui prodotti offerti da banche e reti di vendita con dentro la parola PIR (vedi qui per saperne di più sui Piani Individuali di Risparmio ) evocano un mondo perfetto fatto di sostegno al sistema Italia e di guadagni esentasse. In cambio di un obolo del 2% che si chiama commissione di gestione che consente però un grande guadagno fiscale: il 26%. Paghi 2, prendi 26%. Sembra proprio un affare irresistibile.

11 miliardi investiti dagli italiani nei PIR (Piani Individuali di Risparmio):  in cosa investono questi prodotti?

Peccato che la commissione tanto piccola non è, fa notare il Professor Beppe Scienza (insegna “Metodi per le scelte finanziarie e previdenziali” nel corso di Laurea in Matematica all’Università degli Studi di Torino), autore di un libro cult nel settore “Il Risparmio Tradito” (Cortina Editore), in un articolo pubblicato il 16 aprile su “Il Fatto Quotidiano” e che ribadisce molte obiezioni sui PIR che anche noi abbiamo portato in questo anno e mezzo con diversi articoli come per esempio questo o in questo podcast

Scienza non è tenero sui prodotti PIR compliant offerti da banche e reti di vendita. “Pir e caccia al cliente da spolpare tra trappole e commissioni gravose” titola l’articolo.

 

Il vero costo dei PIR

I PIR costano non poco: il Politecnico di Milano e Intermonte hanno calcolato che il primo anno tra costi di ingresso e commissioni di gestione il 2,3% del capitale investito è mangiato dai costi. Il Professor Scienza ha calcolato che per recuperare questi costi il prodotto dovrebbe rendere almeno l’8% ed è un’ipotesi molto, ma molto ottimistica come spiega Salvatore Gaziano Direttore Investimenti di SoldiExpert in questo articolo…significherebbe, per far capire a chi ha sottoscritto questi prodotti, dopo cinque anni guadagnare almeno il 31,93% (al netto  delle commissioni applicate ogni anno) affinché il beneficio fiscale (esenzione dalla tassa sul capital gain) compensi i costi di gestione pagati (2% medio annuo).

 

L’analisi di SoldiExpert SCF: PIR pensateci bene!

I prodotti PIR posso risultare facilmente ingannevoli come mostriamo in questa simulazione fatta dall’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF.

Il vantaggio fiscale dei PIR (26% di tasse risparmiate) ai risparmiatori comuni sembra enorme rispetto ai costi che gravano su questi prodotti (solo il 2%). Ma ad alcuni risparmiatori sfugge che il 26% è un risparmio teorico che si applica a un numero molto piccolo e incerto (il guadagno in conto capitale) mentre il costo di gestione del prodotto non solo è certo, ma si applica a un numero con uno zero di più. Poniamo infatti di investire 30 mila euro e di guadagnare il 6% all’anno. Ecco cosa succede

Il fondo/sicav/polizza diventa conveniente solo se il guadagno è più dell’8%: sotto questa soglia il beneficio fiscale offerto dai prodotti PIR è annullato dai costi di questi prodotti.

 

Conclusioni:

Dalla vostra banca o consulente non fatevi fare solo delle proposte ma iniziate a farvi dare delle risposte come per esempio l’incidenza esatta dei costi sui prodotti che vi propongono e qual è il reale valore aggiunto proposto…

Tra tutti i validi motivi per sottoscrivere un prodotto finanziario come nel caso di un fondo, una sicav a o di una polizza, quello del beneficio fiscale è da indagare e valutare con attenzione anche se indubbiamente fa presa nell’immaginario collettivo.

Il rischio altrimenti è quello di sottoscrivere un prodotto che comporta benefici netti per chi lo colloca, che incamera commissioni di gestione certe, ma non per chi lo sottoscrive essendo subordinato al verificarsi di determinate condizioni.
Fare una stima numerica delle condizioni che si devono verificare per rendere conveniente la sottoscrizione del prodotto è fondamentale per capire se sottoscriverlo. A meno di non voler fare solo l’interesse degli altri. Della propria banca o del proprio consulente che può usare il beneficio fiscale accordato dal governo a questi prodotti per confondere il risparmiatore.

Ecco le cose  importanti che si dovrebbero considerare prima di comprare un prodotto finanziario che sono

  1. Il prodotto è adatto al mio profilo di rischio e alla mia situazione finanziaria?
  2. Chi me lo propone è bravo nella gestione del risparmio nel campo di investimento che mi viene proposto (nel caso dei PIR l’investimento è sulla Borsa italiana). Ovvero rispetto a un prodotto passivo come per esempio un ETF (esistono anche PIR complaint) che ha costi nettamente più bassi come si è comportato in questi anni? 
  3. Se ho bisogno di liquidare l’investimento dopo qualche anno, posso farlo e quanto posso perdere?
  4. Qual è stata la massima perdita subita dal mercato in cui il prodotto investe?
  5. Chi propone l’investimento come si è comportato in uno scenario di mercato molto avverso?
  6. Come vengono calcolate le commissioni che mi verranno applicate? Esistono anche quelle di performance oltre a quelle di gestione o anche di uscita o di ingresso? 

In finanza non fatevi fare solo delle proposte ma iniziate a farvi dare delle risposte e confrontate e indagate se non volete rivolgervi a un consulente finanziario indipendente.

Anche quando l’investimento ve lo propone la vostra banca o il vostro consulente di fiducia. Un assegno in bianco non si firma mai a nessuno…

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