PREVISIONI PER IL 2009; MA MI FACCIA IL PIACERE

La sventura attende particolarmente e personalmente coloro che presumono di conoscere per rivelazione il futuro’. John K. Galbraith, Il Grande Crollo Ed eccoci all’ultimo Report dell’anno prima della pausa natalizia dove comunque, come al solito, in presenza di movimenti ai portafogli, segnaleremo via e-mail ed sms eventuali variazioni.

Commentare l’anno passato è superfluo visto tutto quello che è stato scritto, prevedere quello che potrà accadere nell’anno venturo è inutile. In fondo al Report Strategy pubblichiamo, infatti, una summa delle sciocchezze che da inizio 2008 fino a qualche settimana fa analisti, banchieri strapagati, economisti, premi Nobel dell’Economia hanno detto sull’andamento mercato. E che si aggiungono ad altre ‘castronerie’ che ogni anno si leggono sulle riviste specializzate, sui siti internet, sui quotidiani finanziari e che anche quest’anno ci appresteremo a leggere nei prossimi giorni.

Chi ci legge e segue saprà cosa pensiamo in proposito ma è bene ribadirlo visto che qualcuno che chiede anche a noi ‘previsioni sui mercati’ c’è sempre. Noi non ne abbiamo. Punto.

Se sapessimo dove sono i mercati fra una settimana, un trimestre o un anno (e quali sono le strategie più convenienti da adottare da qui a fine 2009) e avessimo questo dono potete giurarci che ve lo diremmo comportandoci di conseguenza, senza andare in giro a rilasciare interviste o dichiarazioni divinatorie con l’obiettivo di darci un tono e fare pubbliche relazioni e vedere il nostro faccione stampato da qualche parte a caccia disperata di credibilità nella comunità finanziaria.

Purtroppo in questo settore da tempo qualcuno ha messo in giro il concetto che per dimostrarsi esperti e competenti occorre fare previsioni, senza poi andare a verificare se queste si sono realizzate o meno, naturalmente. Si riempiono così le pagine dei giornali (a fianco alle pubblicità dei prodotti e servizi finanziari bisognerà pur mettere qualcosa che dia l’impressione di essere una notizia) sperando di catturare l’attenzione di qualche padre di famiglia in buona fede che cerca lumi.

Non c’è bisogno di un computer prodigioso per calcolare poi cosa sarebbe accaduto a chi incautamente in questi anni avesse replicato le indicazioni degli esperti e il loro ‘consensus’: si sarebbe rovinato. Comprando sempre in prossimità dei massimi quasi qualsiasi titolo o strumento. Dalle azioni internet al petrolio, da quelle russe a quelle cinesi, dalla materie prime agli hedge fund. I mercati anno dopo anno, mese dopo mese, dimostrano infatti che la fedeltà a un’idea può essere rovinosa. Chi avesse comprato azioni o titoli dei settori sopracitati in questi mesi e anni avrebbe, infatti, accumulato perdite di oltre il 65-70% su tutto il patrimonio seguendo il principio di un asset allocation statica.

Siccome noi non siamo tali geni della finanza abbiamo sin dalla nascita scelto un approccio differente. Ci adeguiamo al mercato piuttosto che pensare che questo si adegui alle nostre idee. Tutti a parole parlano di una gestione ‘attiva e flessibile’, ma pochi la fanno: noi la facciamo veramente. Ci rendiamo conto che sottrarsi alla liturgia delle previsioni sui mercati è meno affascinante per alcuni che hanno bisogno della figura del ‘guru’ ma abbiamo dimostrato in questi anni (parlano le nostre performance in confronto all’andamento del mercato) che è più produttivo (per il proprio patrimonio soprattutto) farne a meno.

Negli scorsi mesi abbiamo, come è noto, abbassato molto l’esposizione azionaria poiché tutti i segnali che ci arrivavano dall’analisi quantitativa e anche dai primi bilanci delle società ci dicevano che tempi duri ci attendevano. E già molte settimane fa, quando pochissimi ne parlavano, avevamo prospettato notizie nere in arrivo dal mondo degli hedge fund (prospettando anche possibili ‘malversazioni’ e truffe) e che consigliavano grande cautela sui mercati per alcuni mesi. Non Previsioni con la P maiuscola ma considerazioni di buon senso che qualsiasi operatore di questo settore che non abbia le fette di prosciutto sugli occhi, un ottimismo smodato o un conflitto d’interesse grande quanto una casa poteva fare conoscendo un po’ la finanza attuale e soprattutto la storia passata.

E ora? Per vedere i conti delle società al 31/12 dovremmo aspettare non prima di febbraio. E dall’analisi quantitativa segnali di forza e di ripresa dei mercati non se ne vedono ancora visto che siamo in prossimità dei minimi e molti settori importanti come i bancari italiani li stanno pericolosamente ritoccando. Come ben sanno alcuni nostri ex clienti che negli scorsi mesi avevano disdettato i nostri servizi volendo risparmiare il prezzo del nostro ‘biglietto’ considerandoci ‘pavidi’ e poco propositivi per tuffarsi su Unicredit e simili quando il titolo a prezzi ‘regalati’ valeva …il doppio degli attuali prezzi…! Ma è anche vero che qualche titolo e settore sta iniziando a resistere maggiormente alla pressione ribassista, cercando di rialzare la testa.

Nessun segnale ancora. Ma forse il dato che qualche timido segnale di acquisto potrebbe scattare nelle prossime settimane. Staremo a vedere. Noi, come abbiamo sempre detto e soprattutto fatto, ci comporteremo di conseguenza, pronti a replicare i segnali che il mercato dovesse fornirci. Incuranti di qualsiasi previsione, seguendo e rispettando esclusivamente la strategia sottostante a ciascun portafoglio o servizio. Se sull’azionario non avremo segnali ci rifugeremo nell’obbligazionario e nella liquidità, altrimenti…

LE ULTIME PAROLE FAMOSE

Gennaio 2008

La liquidità fornita dalla Fed, combinata a una maggiora trasparenza sui mercati dei prestiti interbancari, dovrebbe stimolare una ripresa nel corso del 2008’. Keith Wade, capoeconomista di Schroders Febbraio 2008

Entro la fine del 2008 l’indice Dow Jones arriverà a 15.000 punti, perché adesso è sottovalutato del 25%, secondo il mio modello basato sui profitti aziendali e sui tassi di interesse. Anche sugli utili delle società Usa prevalgono le buone notizie: finora circa la metà dei componenti l’ indice S&P500 ha annunciato i risultati del quarto trimestre 2007 e fra le società non finanziarie ben il 73% ha battuto le aspettative. Quando la paura se ne andrà via, Wall Street si riprenderàWesbury Brian, capo economista di First Trust Portfolio – società di gestione di Chicago, consulente accademico della Federal Reserve Bank di Chicago

Ora impieghi sicuri. Dall’ estate si può tornare sulle azioni, magari quelle delle banche ripuliteMaria Fiorini Ramirez, proclamata migliore Financial Advisor del mondo e consulente della Banca del Giappone

Wall Street quest’ anno non chiuderà in rosso, proprio perché hanno vinto i Giants, una delle squadre «originali» della National Football League. La Borsa invece va male quando vince una delle squadre entrate nella Lega dopo la sua fusione con l’ American Football League, come i PatriotsRobert Stovall, della società di gestione Wood Asset Management

Aprile 2008

La crisi in Europa sarà attenuataJosé Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea

Macché recessione. I risparmiatori non devono farsi incantare dalla propaganda dei candidati alla Casa Bianca e devono invece cogliere le opportunità della Borsa americana che, ad eccezione del settore finanziario, è oggi molto attraente per il livello scontato delle quotazioni e le buone prospettive di crescita dei profittiDonald Luskin, fondatore e chief investment officer di Trend Macrolytics, una società di consulenza economica per investitori istituzionali

Maggio 2008

Le valutazioni attuali di Borsa sono molto più ragionevoli, anche rispetto al 1997. Dieci anni fa il rapporto fra prezzi delle azioni e utili aziendali, relativi ai 12 mesi precedenti, era attorno a 25-26, oggi è 17,6. Inoltre le alternative alle azioni non sono attraenti, anzi sono terribili: i titoli di Stato Usa sono carissimi e rendono pochissimo (meno del 4% lordo i decennali), le obbligazioni aziendali offrono un poco di più, ma non molto, e i prezzi delle case continuano a scendere. Credo che la parte peggiore sia passataJeremy Siegel, professore di Finanza alla Wharton business School

Il peggio è alle spalle La banca è solida, non ci sarà alcun aumento di capitaleAlessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit.

Mutui subprime, il peggio è alla spallePaul Krugman, premio Nobel per l’Economia 2008

Il peggio potrebbe essere passato. Siamo più vicini alla fine che al principio della crisi finanziaria. È indubbio che oggi la situazione sia migliore, molto migliore che a marzo.’ Henry Paulson, ministro USA del Tesoro

Giugno 2008

Il peggio è probabilmente alle spalleDominique Strauss Kahn, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI)

Sono convinto che i minimi assoluti dei listini siano stati toccati nel marzo scorso ed è molto difficile che le Borse possano scendere al di sotto delle soglie di resistenza raggiunte tre mesi fa’. Nigel Bolton, responsabile del team azionario Europa di BlackRock, uno dei dei colossi americani del risparmio gestito

Luglio 2008

Mi riempirei di azioni al 100%». So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10%». E la dico anche più grossa: andrei anche a leva, utilizzando i derivati per superare il limite del 100%. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni’. Pietro Giuliani, amministratore delegato di Azimut

Quando i mercati scendono perde chi non investeEnnio Doris, presidente di Mediolanum

Aumentare il peso delle grandi azioni americane, non sottovalutare i mercati ad alta crescita e cavalcare le materie prime come investimenti di lungo termineBob Doll , responsabile azionario di BlackRock

Agosto 2008

Per General Motors il peggio dovrebbe essere ormai passatoRick Wagoner, amministratore delegato di General Motors

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