A QUANTO PUO’ ARRIVARE IL PREZZO DELL’ORO

Un’interessante analisi di Benjamin Louvet, Commodities Portfolio Manager di Ofi Asset Management, spiega le ragioni per cui l’oro potrebbe crescere ancora del 20% (nella peggiore delle ipotesi) e molto di più se tornasse l’inflazione. E ci sono un paio di fattori che non rendono questo scenario così improbabile.

Il prezzo di un’oncia d’oro ha recentemente registrato il suo nuovo record storico, sostenuto dalla domanda finanziaria e dal quadro macroeconomico. Ma quante sono le possibilità che questo continui a crescere nei prossimi mesi, ora che ha raggiunto quota 2.000 dollari l’oncia?

 

 

Benjamin Louvet, Commodities Portfolio Manager di Ofi Asset Management, analizza lo shock di domanda e di offerta che ha caratterizzato l’oro nel periodo della pandemia. Essendo stato uno shock simmetrico, ovvero ha riguardato sua la domanda sia l’offerta, l’oro non si è deprezzato nonostante durante la pandemia la domanda è dimezzata.

 

Il crollo della domanda d’oro durante la pandemia

La recente crisi sanitaria globale ha interessato negativamente il lato della domanda. I dati pubblicati dal World Gold Council mostrano una flessione del 6% anno su anno nel primo semestre del 2020, ma questa percentuale nasconde differenze notevoli. Il settore della gioielleria, che rappresenta il maggior utilizzatore di oro, ha visto un calo del 50% nel primo semestre. I due maggiori mercati del mondo, India e Cina, hanno registrato le riduzioni più accentuate, rispettivamente del 60% (minimo storico) e del 52% (livello minimo dal 2007). L’acquisto dell’oro è stato frenato anche dal lockdown, che gran parte della popolazione mondiale ha dovuto affrontare, e dal calo del reddito sperimentato da molte persone. La domanda industriale ha registrato un calo per le stesse ragioni, anche se molto meno pronunciato (-13%). Infine, si è ridotta la domanda anche da parte delle banche centrali.

Tutte queste flessioni sono state in larga misura compensate da una crescita degli acquisti di ETF basati sull’oro. Grazie a una crescita delle posizioni di circa 734 tonnellate dall’inizio dell’anno, la quantità di oro detenuta dagli ETF è cresciuta più nei primi 6 mesi del 2020 che in qualsiasi anno solare da quando questi prodotti sono stati creati come si vede nel grafico sottostante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La crisi del Covid-19 ha completamente destabilizzato il mercato fisico dell’oro, a partire dalla considerevole disruption che l’infrastruttura del mercato stesso ha affrontato. Alcune delle maggiori raffinerie a livello mondiale hanno dovuto chiudere per alcune settimane, riducendo l’ammontare di oro disponibile. Si pensi che le società svizzere non avevano mai interrotto la loro attività prima d’ora, nemmeno durante la guerra!

Inoltre, il commercio di questo prezioso metallo è stato colpito anche dallo stop al traffico aereo. Con gli aerei costretti a terra, trasportare i metalli preziosi in tutto il mondo è diventato impossibile, e questo ha creato squilibri in alcune nazioni.

MA… Lo shock dell’offerta “salva” il prezzo dell’oro…

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