PRIMA ….LE MATERIE PRIME (se no, non si chiamerebbero così), E POI TUTTO IL RESTO.

“Investite sulla terra, non ne stanno producendo più da tempo” diceva Mark Twain, umorista e grande scrittore. E questa frase è tornata d’attualità negli ultimi tempi vedendo il balzo fatto non tanto dai terreni ma da quanto si estrae o viene prodotto da Madre Natura.

Dall’oro all’argento, dalla soia al cotone. Nel report precedente (clicca qui per leggerlo) abbiamo cercato di spiegare il fenomeno del boom delle commodity dove si incrociano al momento trend demografici con speculazione pura, ascesa di nuove potenze economiche e declino delle vecchie, mutamenti nell’asset allocation da parte di un numero crescente di investitori e fenomeni metereologici e stagionali.

Facendo diventare alcune commodity una sorta di bene rifugio per proteggersi dalla finanziarizzazione eccessiva. “Beni tangibili, please” domanda il mercato quando il valore delle obbligazioni, delle azioni e delle valute viene messo in discussione. E la paura di un risveglio improvviso dell’inflazione è vista alle porte. Soprattutto quando i governi centrali stampano soldi a go-go per cercare di rilanciare l’economia, non temendo le possibili conseguenze pericolose di tutta questa carta.

E pazienza se l’attuale boom delle materie prime è sostenuta anche dalla stessa finanza di “carta” che consente a milioni di investitori di tutto il mondo di speculare su tutto grazie a strumenti finanziari sempre più sofisticati: future, Etf, certificati, warrant, spread trading. Le quantità di commodity realmente e fisicamente scambiate sono stimate in qualche punto percentuale: oltre il 95% degli scambi è basato sulla scommessa da parte di investitori, imprese e speculatori sull’andamento dei futuri prezzi.

Ma il fascino delle materie prime r…esta elevato anche perchè negli ultimi decenni i movimenti di questo mercato hanno dimostrato di essere più interessanti in termini di ritorno sia dell’azionario che dell’obbligazionario pur non essendo certo immuni completamente dalle fasi di forte discesa. Una ragione per cui da qualche tempo (vedi qui per saperne di più nell’articolo OPERARE SUL MERCATO DELLE COMMODITY CON ETC E FONDI)  abbiamo accettato di lanciare dei portafogli legati agli Etc e ai fondi specializzati in commodity come richiestoci da un numero crescente di abbonati.

Può essere perciò interessante discutere dell’attuale fase con qualcuno che del trading in commodity ne ha fatto un’attività a tempo pieno .E non è una cosa facile poiché le statistiche dicono che solo l’11% di coloro che speculano sulle materie ha potuto lasciare il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla professione del trader. Una professione che racconta Larry Williams, uno dei più grandi trader di tutti i tempi, è l’arte della speculazione unita alla capacità di osservazione e un forte spirito di conservazione.

Lui si chiama Giancarlo Dall’Aglio e dal 2002 ha deciso di occuparsi come trader…

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Articolo a cura di

Salvatore Gaziano

Responsabile Strategie di Investimento

Fra “la Borsa e la Vita” ha scelto tutte e due