Investire sui mercati privati (asset non quotati) fa bene al cliente o alla banca?

Gli investimenti proposti da alcune banche sono a completo vantaggio del cliente? Ecco quali sono i reali vantaggi per entrambe le parti

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Uno studio dell’Università Cattolica afferma che chi investe in asset non quotati appena il 6% del patrimonio all’anno ottiene un enorme beneficio: un extra guadagno del 3% a fronte di una leggera riduzione della liquidabilità dell’investimento. Co-autore dello studio Theo Delia-Russell, diciamo non proprio super partes sulla materia (in Mediobanca è il vice capo della divisione Private Banking e responsabile di 36 private banker che propongono anche illiquidi…).

Interessante nello studio di Unicatt sui private asset citato da Plus Il Sole 24 Ore l’evidenziazione dei vantaggi per la banca che propone ai propri clienti investimenti illiquidi in società non quotate. Eccoli:

1. “miglioramento e stabilizzazione della marginalità” TRADOTTO la banca guadagna di più e per più anni

2. “contrapposizione all’erosione dei margini e all’effetto sostituzione degli ETF” TRADOTTO virando sul non quotato la banca si toglie dalla concorrenza degli ETF evitando confronti impietosi (gli ETF costano meno e spesso performano meglio)

FONDI PRIVATE EQUITY, PIR & ALTRI ILLIQUIDI. LE VERITA’ NASCOSTE E LE VERITA’ RIVELATE

3. “offerta di un prodotto più complesso e non replicabile” TRADOTTO il prodotto non è di facile lettura e comprensione al cliente e appare come un unicum che altri non hanno

4. “l’acquisizione di nuovi segmenti di clientela sofisticati e un’alternativa alla competizione di prezzo tipica dell’industria” TRADOTTO la banca prende nuovi clienti e si sottrae alla guerra dei prezzi

 

La guida per investire con gli ETF La guida per investire con gli ETF

 

Il vantaggio per i clienti di sottoscrivere prodotti cari e illiquidi a fronte di un maggior guadagno futuro sembra ancora tutto da dimostrare, ma per la banca il vantaggio è certo e già messo nero su bianco: guadagna di più e più a lungo. Non sappiamo se i mercati privati servano agli investitori, ma siamo sicuri che servono all’industria per stabilizzare i margini messi a dura prova sui mercati quotati dall’avanzata dei prodotti passivi come gli ETF. Anziché competere, l’industria sapendo che perderebbe, preferisce cambiare gioco 🙁